State chiusi nelle vostre case! Uscite soltanto per comprovati motivi! Chi ha sintomi da infezione respiratoria e febbre superiore a 37,5 deve contattare il proprio medico. Limitate al massimo il contatto con altre persone. Non potete andare in locali affollati. Lavatevi spesso le mani. Per coloro che fermati non forniranno una giustificazione scatterà la denuncia ex articolo 650 del CP…

 

Questo vademecum lo stiamo sentendo ripetere da giorni alla Tv dai telegiornali, lo leggiamo nella pubblicità dei programmi televisivi, dagli amici al telefono, su internet, ecc. Ma c’è una categoria di persone, i senzatetto, alcuni sono già stati multati in alcune città come Verona, Milano, Siena, ecc. che non hanno casa, non un medico. Essi vivono per strada. È quella la loro casa e non accetterebbero di vivere sotto un tetto neanche se fosse gratis. Sono quelli a cui piace stare all’aperto notte e giorno, d’estate e d’inverno, col vento e la pioggia. Alcuni hanno un amico come cane, altri solo i loro pensieri, e con quelli vagabondano. Eppure, sono felici della scelta fatta, nessuno li ha costretti. A Siracusa in tempi normali esiste la Caritas e alcuni centri parrocchiali che si occupano di quelli che si avvicinano ai centri d’aggregazione, alle mense e oramai, con la crisi che persiste, i poveri anche con famiglia sono aumentati. Poi è presente un gruppo di volontari molto attivi che girano a giorni alterni (lunedì, mercoledì, venerdì) per la città portando non solo pasti caldi, ma la loro presenza umana a coloro che sono ancora più emarginati: i clochard di Siracusa. Sono loro che conoscono le abitudini dei senzatetto scambiandosi tra loro scambiano opinioni, e i clochard a loro chiedono con fiducia medicine e altro, a loro confessano gli stati d’animo. In città, la maggioranza dei senzatetto è di circa 50 (in Italia sono 50.000) spesso si trovano solitari in alcuni punti d’Ortigia, come al Talete, vicino alla stazione e in altri punti ancora come case abbandonate, e dopo la mezzanotte, con la città dormiente, spuntano nelle strade che divengono di loro proprietà per quelle poche ore. Così la Ronda inizia il suo provvidenziale lavoro nell’interagire con loro. Tutte le persone che hanno vissuto, anche per qualche notte, quest’esperienza, la considerano entusiasmante perché si va alla scoperta di un altro mondo dove non solo si va ad aiutare, ma anche a comprendere altri modi di stare al mondo proprio da chi la può esprimere concretamente col proprio vissuto. Sappiamo che l’essere umano è fatto di relazioni. La scienza dice che è sensibile alle influenze provenienti dall’ambiente socio culturale che modificano costantemente i suoi circuiti nervosi. Sono proprio le relazioni sociali che influiscono su sentimenti ed emozioni. È ampiamente condiviso il fatto che il benessere o malessere fisico condizionano la sfera emotiva, e viceversa lo stato psichico ha ripercussioni sullo stato fisico. Inoltre, i fattori psicosociali sono strettamente correlati allo stato di salute o di malattia. Le relazioni possono essere fonte di appagamento, senso di stabilità e sicurezza, ma al contrario, se sono disfunzionali, l’individuo si sente insicuro e ne può derivare uno stato d’ansia con perdita della capacità di adattamento sociale fino alla comparsa di malattia fisica o mentale. Davanti a questa giusta analisi in questo momento possiamo pensare che proprio i senzatetto siano psicologicamente vaccinati contro questa emergenza a differenza di chi avverte con pesantezza la mancanza di rapporti e contatti fisici. Ci sono tanti chiusi in casa che già dichiarano di non resistere più. Vogliano ritornare alla loro vita fatta anche di quei comportamenti nascosti, che li soddisfano. Infatti, c’è chi, sposato/a, vuole uscire a ritrovare l’amante, chi anche single era alla ricerca di nuove avventure e amicizie abituato a uscire la sera per andare al pub, in discoteche a fine settimana e vedere gli amici al bar ogni sera. Ora, bloccati in casa, la sentono peggio di una gabbia. Moltissimi non sono abituati a leggere (lo dicono le statistiche) e allora fanno il pieno di film in Tv, ma dopo un po’ anche questo inizia a stancarli, soffocarli. Altri hanno iniziato a giocare alla playstation, ma a tanti a Siracusa manca l’andare nelle sale scommesse (in città è alto il numero di frequentatori di queste numerose sale). Non si è abituati a questo stile di vita crollato, d’un tratto, sulle nostre teste. Tanti non si rassegnano, escono a prendere aria (in fondo è permesso), ma i rapporti anche con gli estranei, gli abbracci? Quelli non sono permessi e mancano tremendamente. Eppure, si ha un tetto e il cibo assicurato, ma non basta. Sono solo quelli che hanno il cielo come tetto, gli indigenti, ad avere forse il vaccino psicologico contro ciò che sta avvenendo che, passata la pandemia, lascerà segni dentro tutti noi. Chi più chi meno avrà ferite psicologiche ed è sicuro che la città non sarà più come prima in tutto e per tutto. Le attività economiche, i rapporti sociali, i discorsi fra amici e in pubblico, perché è scoppiata silenziosamente e va avanti una bomba più potente del Covid-19: quella socioeconomica.

Ma ritornando ai clochard chiediamo: chi si occupa di loro in questo frangente?

“Ci è stato chiesto a noi e alla Caritas di non uscire”.

Dice il responsabile della Ronda Marcello Munafò.

Per sopperire a ciò cosa si fa?

“Insieme alla Caritas abbiamo interessato la Protezione Civile affinché possa andare nei punti da noi indicati a portare i pasti caldi che noi, organizzandoci a turni, prepariamo a casa. In questa maniera non manca agli indigenti della città un pasto caldo e le medicine, sperando che non ci sia qualche ligio rappresentante dell’ordine che li fermi e li denunci. Però, bisogna tener presente che loro normalmente non si muovono dai loro posti”.

In fondo, anche se quel rapporto umano, quegli incontri che aspettano in quelle sere dove anche sotto la pioggia i volontari li raggiungono, non potranno averli per un certo periodo, loro non si lamentano: hanno il vaccino psicologico. È la maggioranza dei cittadini che non ce l’ha. Quando passerà quest’emergenza anche da loro bisognerà imparare.