“Dicono che gli è stato promesso un posto più in alto, che gioverebbe a Palazzolo”

 

È del 23 gennaio la notizia che il sindaco di Palazzolo Acreide, Salvatore Gallo, ha deciso di far parte della “Lega Sicilia Salvini Premier”. Gallo è il primo sindaco che ha fatto questa scelta di campo nella provincia di Siracusa. Invece la Giunta eletta insieme al sindaco in una lista civica di centro sinistra vuole rimanere in carica con nessuna intenzione di dimettersi. Della situazione venutasi a creare, paragonabile allo scoppio di un petardo dell’ultimo capodanno, parliamo con Natya Migliori, responsabile dell’associazione culturale Dahlia, freelance e insegnante, che collabora attivamente al premio Fava e in altri significativi incontri culturali.

Quest’anno il premio è andato al giornalista Giorgio Mottola che ha curato per Report importanti inchieste, tra cui la trattativa segreta con la Russia che vede coinvolto Salvini e proprio in questi giorni avete avuto la grande sorpresa della migrazione politica del sindaco. Palazzolo ha bisogno di questo?

Certamente no, la città ha altre richieste e le aveva affidate all’amministrazione da lui guidata; ma voglio prima parlare dalla realtà sociale di Palazzolo: qui si tende a dimenticare e purtroppo anche di ciò presto non si parlerà più.

Come mai?

Siamo in una piccola comunità e ciò agevola il processo di rimozione perché sono forti i legami nei rapporti d’amicizia oltre a quelli di parentela, si ha il timore di dire in faccia cosa si pensa dato che domani con quella persona che hai visto o ti ha visto nascere e crescere tu potrai avere a che fare e subire ripercussioni. Gallo, da palazzolese, conosce queste dinamiche. Noi come associazione abbiamo presentato in un documento una forte denuncia e…

Invece come ha reagito la giunta?

Il consiglio comunale e la giunta hanno stilato un documento di dissociazione e si dice che è stato reso più morbido nei toni rispetto a uno iniziale perché anche la giunta voleva firmarlo, come ha fatto.

Si sa il principale motivo di questa scelta del primo cittadino?

La voce che gira è quella della promessa di un seggio più alto e Gallo fa capire che mettersi con la Lega e con Musumeci è dettato dal bene verso la città, perché andando a Palermo o Roma avrebbe più possibilità di spendersi per Palazzolo. Ma se appena 18 mesi fa, nella sua campagna elettorale chiamava apertamente Musumeci un pupo e che le sinistre in Sicilia avevano fatto danno? È stato proprio per questi proclami e il suo programma che ha ottenuto tanti voti. I palazzolesi gli hanno creduto.

Per cui…

Oggi il voltafaccia da tutti è giudicato clamoroso. Ad esempio: la sua politica è sempre stata quella dell’accoglienza, con progetti d’inclusione per i migranti. Ecco perché si è rimasti basiti, nessuno si aspettava questa decisione.

La tua opinione sull’uomo?

O è un ingenuo: non ha capito chi rappresenta la Lega; oppure è davvero e fortemente in malafede.

Perché la giunta non si è dimessa anche se ha dichiarato la sua dissociazione?

Dicono che la scelta del sindaco è solamente una decisione personale come se fosse un qualsiasi cittadino. La vera ragione è di non bloccare il lavoro che hanno iniziato ottenendo ottimi risultati.

È vero?

Si, in questi mesi la giunta ha fatto molto per Palazzolo. La città è rinata con varie iniziative per cui loro non vogliono chiudere questa bella esperienza. Stringiamo i denti, ingoiamo il rospo e andiamo avanti! È questo in sintesi il loro discorso. Non pensano che sono sorti come lista civica di centro sinistra.

Da chi è formata questa compagine?

È un insieme variopinto che va da renziani, ex piddini, qualcuno di destra e molti indipendenti. Per loro tutte le attività politiche, culturali e sociali anche in pieno contrasto con linee della lega continuano.

Un altro balzo a livello nazionale per Palazzolo: classificatasi al secondo posto come borgo d’Italia che aveva conosciuto l’aspra polemica col critico d'arte, Philippe Daverio, giurato nella selezione della trasmissione di Rai3, ma cittadino onorario di Bobbio, vincitrice del concorso. Adesso si aggiunge quest’ultima vicenda.

Vero, da un po’ di tempo siamo al centro della situazione nazionale. Ma io porto con me un enorme dispiacere per quest’avvenimento da insegnante, perché molti miei ragazzi sono andati a votare per la prima volta e votando a favore dell’attuale sindaco credevano ci fosse coerenza, ora ricevono questo forte messaggio fortemente diseducativo, di alto tradimento e tornaconto personale. Si chiedono: è questo il fare politica? E io mi chiedo: quali grandi strascichi porterà questa cosiddetta scelta personale del primo cittadino? Specialmente quella foto simbolo dell’offerta di salsiccia a Salvini.