Speriamo non accada mai un’epidemia simile a Siracusa, dove mancano persino i letti per i moribondi

 

Con una situazione mondiale così fluida e mutevole dalle pagine di un quindicinale non potrete mai sapere quello che vi serve, se non i principi generali.

Le notizie, filtrate da sistemi politici autoritari e diversissimi dalla nostra realtà, cambiano da un minuto all’altro.

Possiamo definire ottimo il lavoro degli organismi mondiali di tutela della salute e del nostro sistema sanitario nazionale.

Grande coraggio e ottime iniziative sono appannaggio della Cina nel fronteggiare un'epidemia che può creare danni enormi ai cinesi e a tutto il pianeta se si trasmettesse fuori i confini. Molti cinesi sono prigionieri dell’isolamento dichiarato come indispensabile. I danni economici sono notevolissimi e si ripercuotono sull’economia mondiale.

Siamo di certo davanti a un virus nuovo, sconosciuto. Proviene dal mondo animale dei pipistrelli e appartiene a una famiglia di virus che interessa sia gli animali sia l’uomo, anche se in questo caso sembra particolarmente infettivo. Conosciamo da molto tempo tanti altri coronavirus, in buona parte coinvolti in semplici raffreddori. Ha la caratteristica di mutare con facilità per cui bastano differenze infinitesimali per renderlo aggressivo anche per l’uomo.

Questo virus, partito dal mercato cinese della città di Wuhan, non trova competenza immunitaria nell’uomo perché completamente nuovo.

I sintomi più comuni includono febbre, tosse, difficoltà respiratorie. Nei casi più gravi, l'infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte.

Sia ben chiaro che solo un vaccino può arginarne la diffusione e, come per la quasi totalità dei virus respiratori, non esiste alcun farmaco che possa curare l’infezione.

Per maggiore chiarezza bisogna sapere che per i duecentocinquanta virus parainfluenzali conosciuti e per la stessa influenza, non vi è alcuna cura che agisca sull’agente responsabile, uccidendolo. Gli antibiotici, abusatissimi a Siracusa, sono un rimedio inutile e pericoloso.

È, quindi, certo che nessun farmaco potrà mai uccidere questi virus e possiamo star sicuri che non avremo un vaccino i tempi brevi.

Questo vuol dire che solo l’immunità naturale e personale può farci uscire dai guai.

Una bella notizia da dare immediatamente è quella che la mortalità legata a questo virus è molto bassa. Secondo alcuni si comporterebbe come un’influenza che dà spesso problemi di polmonite virale.

Finora i morti sono in aumento ma il loro rapporto rispetto agli ammalati rimane molto basso. È sicuramente presumibile che il numero dei contagiati sia molto maggiore di quanto ora sappiamo, mentre i morti, in proporzione, sono meno di quel che stimiamo oggi.

Qualche luminare della virologia da giorni sta sostenendo che il coronavirus ha la stessa mortalità dell’influenza e, al momento attuale, la classe medica concorda.

Si pensa che l’epidemia sia in corso dalla fine di ottobre 2019 ma che nessuno dei medici cinesi l’aveva identificata come un'infezione nuova a rischio di pandemia. D’altronde la bassa mortalità e i sintomi facevano e fanno pensare ad una forma influenzale.

Altra buona notizia sta nel fatto che, in questo caso, la maggior parte degli infetti ne è uscita indenne. Al momento possiamo dire che la percentuale di quelli che si salvano dal virus è molto alta. Si sospetta persino che i soggetti sani e ben attrezzati immunitariamente superino con una certa facilità e spontaneamente l’infezione, senza richiedere ricovero.

SI CORRONO RISCHI IN SICILIA? COME TUTELARSI?

Non avendo voli diretti dalla Cina nei nostri aeroporti siciliani, il rischio è molto basso. Le rarissime possibilità di contagio consistono nella ipotesi che qualche soggetto proveniente dalla Cina, sfuggito perché sano ai controlli aeroportuali italiani e cinesi, si trovi nella condizione di portatore sano e si ammali dopo essere giunto in Italia. Così è avvenuto per gli unici due cittadini cinesi ricoverati allo Spallanzani di Roma.

Premetto che a nulla servono le mascherine in Italia per i cittadini, che i cinesi residenti in Italia non contagiano nulla, che il virus muore in poche ore nell’ambiente e nelle merci.

Le mascherine sono indispensabili per gli addetti ai servizi sanitari, gli unici che storicamente in queste situazioni rischiano la salute e la vita.

Solo i malati contagiano. Se ci si tiene a distanza di un metro e mezzo da un malato respiratorio, ci si lava le mani spesso e per venti secondi, si trattano con prudenza fazzoletti ed effetti personali degli ammalati, ci si priva di stringere le mani agli ammalati, ci si avvicina a grandi margini di sicurezza.

Tutti i medici del mondo sono concordi nel consigliare di praticare subito la vaccinazione anti-influenzale. I motivi sono diversi. Influenza e malattia da coronavirus sono sostanzialmente simili, in caso di epidemia in Europa si elimina una causa di errore quasi certa. Un altro motivo fondamentale consiste nel fatto che entrambe le malattie sono rischiose allo stesso modo per la vita. Il terzo motivo sta nella certezza che in questo periodo ovunque nel mondo è l’influenza e le sue forme consimili a essere altamente diffuse tanto da toccare numeri da centinaia di milioni di casi.

E’ perlomeno curioso notare come anche nel più sperduto centro abitato siciliano si cerchino mascherine contro il coronavirus e si sottovalutino i vaccini per l’influenza.

Vorrei vedere le facce dei cretini (è un complimento, vi assicuro), anche titolati e ministri ancora indegnamente presenti in parlamento, che hanno firmato documenti e articoli sul pericolo dei vaccini, davanti al panico generale di affrontare una pandemia da coronavirus, dove l’unica cura sarebbe trovare un vaccino. Vorrei che dessero l’esempio beccandosi per coerenza l’infezione. Così da creare degli anticorpi naturali e non quelli inquinati dalla chimica (??) tipica dei vaccini. Se qualcuno ci rimette le penne ne avremo pochissimo danno.

Speriamo che le eccezionali attenzioni della Cina e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ci portino a dimenticare presto questa paura che sta paralizzando il pianeta e mette in ginocchio la più grande economia del mondo.

SCENARI SIRACUSANI DA PAURA.

Mentre ascoltiamo con dispiacere che i due cinesi, ricoverati allo Spallanzani e unici ammalati in Italia, si sono improvvisamente aggravati per le complicanze respiratorie, proviamo ad immaginare un focolaio di un'epidemia di coronavirus o, peggio, di un virus respiratorio con una mortalità molto più alta a Siracusa.

Come più volte si è scritto, non abbiamo i posti letto neanche per i moribondi in condizioni di pace con i virus, figuriamoci cosa accadrebbe dovendo ricoverare obbligatoriamente e isolare i malati e i loro familiari.

Se in preda a soffocamento e fame d’aria, febbre alta, prostrazione un paio d'infetti arriva in pronto soccorso, cosa possiamo immaginare?

In primis la bolgia degli astanti in sala d’aspetto del pronto soccorso, esposta al contagio, diventerebbe candidata all’osservazione in ospedale. Non sapendo realizzare in trent’anni neanche il progetto di un nuovo ospedale, non credo che i vertici sanitari locali siano in grado di approntare qualche migliaio di posti letto ospedalieri come i cinesi hanno, di fatto, realizzato in dieci giorni.

Qualora volessimo ricoverarli in Malattie Infettive dell’Umberto1° quanti ne possiamo comprimere nelle uniche, diconsi due, stanzette? Per giusta regola dovrebbero essere uno per stanza, quindi solo due persone.

Non ci resterebbe che affittare a caro prezzo i terreni appartenenti ai soliti furbetti della politica, portaborse, lecchini, mallevadori e traffichini, installare una grande tendopoli, assumere per chiamata diretta un po’ di corsisti, formati in sei mesi da Enti autorizzati, in corsi ben distribuiti in tutta la regione. Magari troveremo pronta una cooperativa che ne fornisce in abbondanza e a buon prezzo, in prevalenza con un semplice titolo di operatore socio sanitario. Potremmo trasformare con qualche magia (un decreto in massima urgenza, chessò!) questa certificatissima professionalità in infermieri, merce rara ma negletta dalle nostre strutture sanitarie, tanto che i nostri nuovi infermieri professionali emigrano in cerca di lavoro altrove. Pare che questi ultimi, veri e propri laureati oggi, pretendano uno stipendio e un contratto stabile e duraturo, motivo per il quale da noi se ne vedono pochi. Costano meno quelli in cooperativa.

Sistemati in camporella gli ammalati nei tendoni, si tratterebbe di trovare il personale medico. Sono sicuro che un medico serio, preparato, aggiornato non si sognerebbe di prestarsi a fare il missionario in piena campagna, ma qualche cariatide scafata sull’orlo della pensione o già pensionato si trova sempre: basta dargli finalmente un primariato, strapagarlo, portarlo spesso in televisione e il gioco è fatto.

Le ipotesi in gioco sono due:

  • O l’epidemia si dimostra una farsa (speriamo sia così per il coronavirus) in cui muore solo chi già pencolava per salute malferma.
  • O si crepa alla grande, compresi i neo promossi infermieri e le cariatidi richiamate in servizio.

Mentre i siracusani toccano con mano le capacità di chi li deve proteggere, dovranno cercare i loculi per le sepolture. Anche qui saranno soddisfazioni amare.

O fosse comuni con ruspe, termovalorizzatori modello forno crematorio, o cimiteri privati.

Insomma, speriamo in qualche modo di cavarcela!

In alternativa possiamo pregare che anche i virus ci “schifino”, tornino ad insidiare pipistrelli e serpenti cinesi e se la facciano alla larga!

A scanso di equivoci questa è satira rasoterra, si fa per ridere. Nessuna delle cose descritte o ipotizzate potrebbe mai essere vera. Non si offenda nessuno: siamo in buone mani...o no?