Nino Attardo: “È possibile adottando semplici ma mirate tecniche agronomiche” Ancora recuperabile il progetto regalato nel 1990 al Comune

 

Nello scorso numero abbiamo approfondito con il dottore Nino Attardo la tematica del verde urbano sulla scorta delle più recenti indicazioni nazionali che chiedono alle città di dotarsi di un piano del verde da integrare nel piano regolatore comunale. Un’occasione per Siracusa quindi, nel momento in cui gli uffici stanno lavorando alla revisione dello strumento urbanistico scaduto ormai da anni.

Una città ad alta attrattiva turistica come la nostra non dovrebbe rinunciare alla possibilità di offrire un’immagine di sé più accogliente, grazie non solo a un ampliarsi delle aree a verde ma anche a attraverso la realizzazione di strade alberate. Un’attenzione a questo aspetto fino ad oggi poco riscontrabile se non nei quartieri di più recente edificazione come la Pizzuta dove le ampie strade sono state sì abbellite da filari di alberi ma che appartenendo a specie non idonee agli spazi ad essi destinati tanto da invadere i marciapiedi con notevoli intralci a pedoni e automobilisti. Sicuramente notata da molti la distruzione dell’imponente filare di cipressi in Via Lido Sacramento, sebbene in un’area privata destinata alla costruzione di villette residenziali.

“Le stesse norme sono state spesso tra loro discordanti – commenta il dottor Attardo -: da una parte quelle che vietano di abbattere alberi e impongono procedure rigorosamente limitative, dall’altra quelle che ne vietano l'impianto ai bordi delle strade fissando distanze di sicurezza. Certo è più facile eliminare filari di alberi accusandoli anche di essere uno dei fattori aggravanti degli incidenti stradali preferendo superfici asfaltate o in cemento che non pongono i problemi di manutenzione degli alberi, esseri viventi bisognosi proprio per questo di cure e attenzioni.

I grandi maestri giardinieri, che hanno accompagnato con la loro opera le espansioni urbane delle città siciliane nei primi anni del Novecento, hanno creato, con i filari a Platani o a Ficus "benjamina», lungo le vie ed attorno alle piazze dei veri e propri parchi lineari. Le architetture vegetali, costituite dagli esemplari di Eucaliptus sulle strade statali, dai secolari olivi e carrubi sulle provinciali, di aranci amari sulle vie urbane di alcune cittadine, di pini e cipressi sulle strade rurali, hanno contribuito in modo decisivo all'immagine della regione siciliana e all'identità dei diversi paesaggi urbani ed extraurbani dei nostri comuni. Oggi ne restano tracce nei viali alberati di accesso ad ospedali, a casali o a ville ma si è persa l’attitudine a pensarli come parte integrante del tessuto urbano”.

Ma a Siracusa abbiamo assistito anche ad interventi estemporanei come quello dell’improvvisa trasformazione di una via anonima in una strada di palme… lussureggianti sì, ma destinate anch’esse ad un ripensamento. Il caso di via Columba è il più eclatante: una piantumazione voluta in occasione del G8 a Siracusa destinata però a non durare, a meno di dover ridurre la carreggiata per dare più spazio alle palme, dal momento che le radici iniziano a sconnettere il manto stradale costituendo grave pericolo per gli automobilisti e ancor di più per i motociclisti.

È possibile trovare le giuste soluzioni?

“Lo è, certo: adottando semplici ma mirate tecniche agronomiche. Si è giunti infatti alla conclusione che gli alberi possono affiancare tutti i tipi di strade, quale che sia il traffico e la velocità dei mezzi che le percorrono. Con una razionale scelta delle essenze, in funzione della diversa taglia, della forma, del portamento, del volume dell’apparato radicale, della adattabilità a condizioni ambientali diverse, del colore delle foglie, ecc., le alberature danno alla strada una terza dimensione e contribuiscono in modo determinante a migliorare la percezione del percorso. Si è anche dimostrato che filari posti a 4 metri dal ciglio stradale non hanno nessuna influenza sulla gravità degli incidenti; al contrario, essi creano un ambiente che piuttosto invita a moderare la velocità.

Soprattutto nel Nord Europa si è assistito ad uno spettacolare rilancio delle alberature stradali, quali essenziali elementi paesaggistici. Sulla base dello studio dei rapporti fra alberi, strade ed auto, ci sì è resi conto che le alberature stradali, con la loro longevità, consentono l'instaurarsi di rapporti durevoli con l'ambiente circostante e svolgono altre importanti funzioni utili al miglioramento delle qualità della vita. Ma, oltre a questi aspetti, esistono benefici anche di natura economica. È stato accertato infatti che i costi aggiuntivi per la dotazione di verde nella realizzazione di una strada non superano il 10% del costo totale dell'opera, e anzi, adottando sezioni più limitate, si potrebbe ridurre la spesa e migliorare la sicurezza dell’utenza attraverso la riduzione della velocità. Nell’ampliare, anni addietro, il Viale S. Panagia, un'arteria tra le più grandi in città, con carreggiata netta di 25 metri e annessa corsia di servizio, non si è pensato a prevedere alberature idonee. Con altri progettisti nel 1990 abbiamo redatto e offerto gratuitamente al Comune di Siracusa, un progetto di massima per la sistemazione delle alberature stradali nei principali viali della città valutando tutti i possibili criteri di progettazione e proponendo sette differenti tipologie di alberature compatibili, da un lato, con le diverse situazioni oggettive di viabilità urbana esistenti e, dall'altro, con le esigenze sempre più sentite dalla cittadinanza per migliorare la qualità della vita. Quel progetto purtroppo rimase lettera morta”.

SCHEDA: UN PROGETTO DA RIPRENDERE

Il progetto era stato presentato nel 1990 quando i viali urbani non erano provvisti di alberatura. Questi alcuni criteri guida della progettazione.

  1. Distanza fra gli alberi: almeno 9 metri per gli alberi di prima grandezza (Viale S. Panagia, V.le Scala Greca); almeno 6 metri per gli alberi di terza grandezza (altri).
  2. Base delle piante: le buche, il cui scavo per i bisogni dell'apparato radicale non può essere inferiore a 1,2 x 1,2 i 1,2 m, sono coperte alla base della pianta da idonei grigliati in materiale diverso, che possano consentire un'agevole pedonalizzazione e permettere lo svolgimento dei fisiologici scambi gassosi ed idrici tra radici e atmosfera.
  3. Fasce dì rispetto: Nelle superfici libere comprese nelle fasce di rispetto private e non edificabili sono state previste alberature con oneri di impianto a carico dell'Amministrazione comunale e gestione a carico del proprietario, con eventuale prescrizione nel P.R.G.
  4. Attrezzature tecniche: adeguati impianti di irrigazione localizzata, necessari per una razionale gestione del verde alberato.
  5. Barriere acustiche. Nelle strade a traffico veloce (es. Santa Panagia, Scala Greca) realizzazione di un sistema di barriere acustiche, costituito da doppi filari di sieponi di arbusti intervallati da alberi di prima grandezza a fogliame persistente. Tale soluzione era conforme alle direttive impartite dall'Assessorato Regionale al Territorio e Ambiente.

SCHEDA LE FUNZIONI DEGLI ALBERI

Funzioni climatiche - gli alberi hanno la capacità di influenzare la temperatura e l'umidità, mitigando sensibilmente gli estremi termici e abbassando le temperature nelle ore di maggiore insolazione;

Funzioni antinquinanti: le foglie fissano le polveri e i prodotti catramosi ed oleosi che circolano nell'atmosfera, per la depurazione chimica dell'aria attraverso e l'assorbimento di anidride carbonica e l'emissione di ossigeno.

Funzioni protettive - gli alberi forniscono ombreggiamento, riduzione dell'inquinamento acustico fino a valori di 10 decibel, frangivento.

Funzioni biologiche - gli alberi costituiscono luogo di rifugio per una sempre meno numerosa fauna vertebrata, invertebrata.

Funzioni emotive - le architetture vegetali producono effetti positivi sulla salute fisica e psichica dell'uomo.