Quattro amici in comune o un Comune per 4 amici. O quattro amici con molte cose in Comune

 

Michelangelo Giansiracusa: Sindaco di Ferla, Capo Gabinetto del sindaco Italia, ora PD (prima non si sa … forse pure o forse no);

Giancarlo Garozzo: già Sindaco di Siracusa col PD, ora passato a Italia Viva, però quella di Faraone;

Francesco Italia: Sindaco di Siracusa (liste civiche + PD), già vicesindaco di Garozzo (prima forse PD oppure no) ora passato ad Azione di Calenda;

Giovanni Cafeo: deputato regionale del PD ora passato a Italia Viva, però quella di Sammartino, già Capo Gabinetto del sindaco Garozzo.

Tutti e quattro hanno in comune la campagna elettorale vincente del 2013 (Garozzo sindaco) e, in forma e sostanza diverse, l’appartenenza al PD.

Tutti e quattro hanno in comune la generazione: quarantenni e rotti, tutti nati negli anni ’70.

Giansiracusa, Garozzo e Italia hanno in comune, in tempi e luoghi diversi, la carica di sindaco.

Garozzo e Italia hanno in comune il Comune, cioè la sindacatura del capoluogo.

Giansiracusa e Cafeo hanno in comune il gabinetto, cioè la direzione del gabinetto del capoluogo.

Garozzo e Cafeo hanno in comune il passato (nel PD) e il presente (in Italia Viva ma in correnti diverse) nonché, anche se ad intermittenza, la storica amicizia con l’ex deputato democristiano Gino Foti.

Tutti e quattro hanno in comune di aver litigato (in tempi e modi diversi almeno temporaneamente) con Foti.

Tutti e quattro hanno in comune la voglia (passata) di rottamare il PD, di mandare a casa la “vecchia politica”, di combattere i soliti notabili e leader del partito, tutti tranne Foti, naturalmente con il quale più o meno tutti hanno avuto o continuano ad avere a che fare (litigi/pace, alleati/avversari).

Tutti e quattro hanno in comune la Passione politica: Cafeo è stato consigliere provinciale poi segretario del partito; Giansiracusa è stato consigliere comunale poi sindaco per due legislature nel comune di Ferla; Garozzo è stato consigliere di quartiere, poi consigliere comunale, poi sindaco; Italia (il più giovane politicamente) è stato vicesindaco nella precedente legislatura e attualmente è il sindaco di Siracusa. Tutti e quattro hanno il o un Comune in testa e hanno in comune di non aver assolutamente intenzione di lasciare la politica (come avrebbero detto e voluto i teorici della rottamazione e del rinnovamento) ma anzi sembra siano più che determinati a continuare la loro esperienza politica (i malevoli dicono il mantenimento della poltrona), magari tutti e quattro in comune lasceranno il Comune. Infatti, da ciò che si intuisce a seguito delle loro recenti scelte e collocazioni politiche. I quattro sodali, i quattro amici al bar che nel 2013 suggellarono la loro vittoria sorseggiando in comune un famoso amaro siciliano, i quattro che si sono scambiati i ruoli di capo gabinetto e sindaco, i quattro giovani che si sono imposti nello scenario politico locale, potrebbero continuare la loro carriera di servizio alla collettività (i malpensanti li chiamerebbero politici di professione) apparentemente come avversari in partiti diversi (PD, AZIONE, ITALIA VIVA) ma nella sostanza intelligentemente piazzatisi nelle liste che alle prossime elezioni politiche o regionali potrebbero garantire un posto ciascuno, in base al sistema proporzionale. Un'operazione, questa della apparente collocazione diversificata nella geopolitica locale degna della più classica mossa da democristiani da prima repubblica, e forse per questo qualcuno ha osato paragonarli ad un’altra quaterna: Foti, Nicita, Brancati e Lo Curzio (democristiani ben saldati in sella per diversi decenni, stesso partito ma correnti rigorosamente diverse). Paragone molto azzardato e secondo noi improponibile anche se politicamente non ci siamo distanziati parecchio.