“Credevo che l’argomento qui risultasse lontano. Invece la Padania è vicina!” ha ironizzato Giorgio Mottola

 

 

“Social, politica e fake news: cosa c'è dietro?” E' stato intenso e sentito il dibattito che, la scorsa domenica a Palazzolo Acreide, in occasione dell'XI edizione del premio giornalistico Giuseppe Fava Giovani, ha visto protagonisti Giorgio Mottola, giornalista di Report a cui è stato conferito il riconoscimento, il presidente della Prima Commissione del CSM dottor Sebastiano Ardita, Massimiliano Perna, giornalista Freelance e portavoce nazionale del movimento delle Sardine, e Francesca Andreozzi, presidente della Fondazione Giuseppe Fava, nonché nipote del direttore de I Siciliani. A moderare, Dario De Luca, redattore di Meridionews.

Presenti in sala Nuccio Gibilisco del Coordinamento Giuseppe Fava di Palazzolo e l'associazione culturale Dahlia, entrambi organizzatori dell'evento, l'assessora alla Pubblica Istruzione, Famiglia, Persona e Pari Opportunità Giovanna Scollo e il presidente del Consiglio di Palazzolo Acreide Francesco Tinè, oltre a diversi consiglieri comunali.

Tardivo l'arrivo del sindaco Salvatore Gallo, il cui recente passaggio al partito della Lega sta provocando divisioni e malumori fra i suoi concittadini.

“Quando sono stato invitato - ha esordito Giorgio Mottola ironizzando sull'improvviso cambio di direzione politica palazzolese - temevo che l'argomento potesse risultare troppo lontano da un posto come questo. Invece, la Padania è vicina!”

Autore dell'importante inchiesta per la trasmissione Report “La fabbrica della paura”, Giorgio Mottola ha toccato principalmente lo scottante problema della gestione delle notizie che, in ambito politico, ha generato la cosiddetta “Bestia” che - come ha sottolineato il moderatore Dario De Luca - partorisce dati impressionanti come 3,8 milioni di fans su Facebook, 1,2 su Twitter e 1,8 su Instagram e che fa della Lega il primo partito in Italia”.

Che cos'è la fabbrica della paura?

“È indubbio - spiega Mottola - che stiamo vivendo uno scontro fra gli attuali partiti sovranisti, che altro non sono che una riproposizione di movimenti neo nazisti e neo fascisti di estrema destra sotto spoglie mediaticamente più accettabili, e la democrazia stessa. Il punto della questione è quanto i cittadini riescano a scegliere in modo libero e consapevole o quanto invece ci sia in corso una grave forma di manipolazione. Salvini prima degli altri ha capito come individuare l'umore della rete, il “sentiment”, e come utilizzarlo a proprio beneficio”.

All'interno della manifestazione, protagonisti sono stati anche i giovani studenti della primaria e della secondaria di primo grado che in maniera massiccia hanno partecipato alla seconda edizione del concorso letterario ed artistico I Vicoli di Fava, organizzato dall'associazione culturale Dahlia, con il patrocinio della Fondazione Giuseppe Fava e l'appoggio del Coordinamento.

Più di 40 le opere in concorso, individuali e di gruppo, valutate da una giuria d'eccezione, composta da Norma Ferrara (Report) e Claudia Campese (direttrice di Meridionews) per la sezione letteraria e da Luca Salici (I Siciliani Giovani) e l'apprezzato illustratore Guglielmo Manenti per la sezione artistica. Presidente, il professor Fabio Giallombardo autore di “Cosa Vostra. Mafia e Istituzioni in Italia”.

Questi i vincitori:

Per la sezione letteraria, il primo premio è andato ad Anastasia Alibrio ed il secondo ad Alessandra Allegrezza.

Per la sezione artistica, un ex aequo ha visto vincitori la VA primaria del plesso D'Albergo e Tiberio Caligiore, Matilde Caligiore e Gabriele Quattropani, mentre il secondo posto è andato alla IV A del plesso Giuseppe Fava.

“Per i ragazzi e per le famiglie - commenta la professoressa Anna Rosetta, docente di lettere dell'Istituto Comprensivo Vincenzo Messina di Palazzolo - è stata un'occasione di riflessione che si incanala nei percorsi di educazione alla legalità che la scuola ha intrapreso. Pippo Fava rappresenta indubbiamente, anche per i più piccoli, il contributo più significativo di Palazzolo Acreide nella lotta alla mafia”.

Non sono mancati i momenti di polemica, fra un intervento non molto chiaro del primo cittadino sulla sua nuova posizione politica e il commento di qualche genitore: “Non era il momento di aprire un dibattito politico. C'erano i bambini. Si poteva evitare”.

O forse no.