Si ipotizza entro il 2028 il crollo del modello economico fondato sui combustibili fossili

La riconversione ecologica dell’energia sarà una straordinaria occasione di nuovo sviluppo

Jeremy Rifkin nella sua recente pubblicazione Un Green New Deal Globale sostiene che molto probabilmente entro il 2028 assisteremo al crollo del modello socioeconomico fondato sui combustibili fossili, ma a differenza di molte civiltà del passato che sono sprofondate poiché non si profilava all’orizzonte nessuna nuova rivoluzione della tecnologia delle comunicazioni, dell’energia, della mobilità e della logistica, oggi fortunatamente, a spingere ad abbandonare la vecchia infrastruttura, vi è una nuova e potente rivoluzione o meglio riconversione infrastrutturale ecologica.

Un Rapporto dell’Organizzazione Mondiale del Lavoro, organismo dell’ONU, informa che 80 milioni di posti di lavoro si perderanno a causa del riscaldamento globale e la perdita economica sarà di 2.400 miliardi di dollari entro il 2030. Lo stress termico incide sulla produzione e sulla produttività in particolare in agricoltura, si calcola, infatti, che nel mondo si perderanno il 60% delle ore di lavoro sui 940milioni di persone impiegate in agricoltura e 10milioni di alveari non ci sono più nel nostro Pianeta. Il Centro Nazionale Ricerche (CNR) afferma che il 70% delle aree della Sicilia è a rischio desertificazione.

Secondo un rapporto della Swiss Re Institute, emanazione del maggior riassicuratore mondiale, nel 2018 il conto totale delle perdite economiche causate dalle catastrofi è arrivato a 165miliardi di dollari in tutto il mondo, senza dimenticare le 13.500 vittime, ma nel 2017 è stato di 350miliardi di dollari. La Swiss Re ha dovuto pagare 219miliardi d’indennizzi nel biennio, il peggiore della storia dell’assicurazione. Gli incendi degli ultimi mesi (fire tornado) in Australia hanno causato perdite per danni assicurativi già per 30miliardi di dollari. Il clima secco degli ultimi anni e le temperature, che hanno raggiunto i 50 gradi causati dai gas serra, hanno determinato, a detta dei climatologi e meteorologi, i disastri ambientali. Per il capo della divisione catastrofi della compagnia AON, Steven Bowen, il totale mondiale dei “payout” supera i 400miliardi. Cifre e ritmi allarmanti tanto che è scattata in tutto il mondo delle assicurazioni una operazione collettiva chiamata corporate repair job per campagne di conoscenza sui rischi e incognite legate al clima.

Secondo il Climate Risk Index in Italia dal 1999 vi sono stato 20mila morti per il clima e il mese di luglio e incognite legate al clima è stato il più rovente degli ultimi 40 anni. Secondo i dati del mensile scientifico Nature il riscaldamento globale non è mai stato così veloce da 2000 anni.

NOTIZIE POSITIVE

Ammontano a circa 31mila miliardi i dollari investiti in maniera socialmente responsabile nel mondo. A fornire la cifra è Global Sustainable Investment Alliance (Gsia) organizzazione che riunisce associazioni e forum di tutto il mondo specializzati in finanza sostenibile.

Già raggiunta la quota pari all’energia generata da 300 reattori nucleari con la produzione da energie rinnovabili. Se non fossimo frenati dalle lobby dei combustibili fossili, si potrebbe arrivare, entro il 2050, al 100% di energia pulita.

Inoltre ad aprire la strada, nello sganciarsi dai combustibili fossili per reinvestire in energia verde, sono state le gigantesche società Internet. Nel 2018 Apple ha annunciato che tutti i suoi data center, in ogni angolo del mondo, erano ormai alimentati da energie rinnovabili. Google ha raggiunto il 100 per cento di utilizzo di energia rinnovabile nei suoi data center nel 2017, lo stesso ha fatto Facebook nel luglio del 2017 e Microsoft, che è già al 50 per cento, ha dichiarato che sarà al 100 per cento entro il 2013.

Ferruccio De Bortoli in un servizio pubblicato da Finanza & Politica, supplemento del Corriere della Sera, titola “Clima, l’Italia ha 300 idee. Quanto costa non attuarle” e sostiene che la transizione verso l’energia pulita e alternativa è indispensabile non solo per ridurre le emissioni di anidride carbonica, ma anche per sottrarsi a pericolose dipendenze nelle forniture di petrolio e gas, per cui propone di applicare agli investimenti verdi una sorta di golden rule (regola d’oro), cioè di fare presto e bene.

Il governo Conte ha già perfezionato alcuni importanti decreti, ma si attende il Piano Nazionale sull’Energia e Clima che ha comunque stanziato 33miliardi in 15 anni a cui si potrebbero aggiungere i capitali che potrebbero arrivare dalla Cassa Depositi e Prestiti e dalla Banca Europea degli Investimenti.

Gli investimenti verdi creano ricerca, nuove imprese, occupazione qualificata e possono conferire all’Europa un altro vantaggio tecnologico nel controllo delle emissioni e nelle energie rinnovabili pulite. Oggi, quindi, la riconversione ecologica dell’energia diventa non solo una necessità e un’urgenza, per tutte le considerazioni sui rischi e incognite legate al clima già dette, ma anche una straordinaria opportunità.