Daniela Tralongo: “A noi tocca ricordare che pensare non è una perdita di tempo”

Non è semplice per un giornale o una rivista cartacea giungere a tagliare traguardi importanti in termini di durata: la concorrenza dei new media e una certa disaffezione verso la lettura e l’approfondimento – spesso si preferiscono veloci post composti di poche immagini ad effetto e di ancor meno parole – rendono sempre più complicata la sopravvivenza di mezzi “lenti” come il quotidiano, il quindicinale, il mensile. Eppure.

Eppure qualche giorno fa “Notabilis”, bimestrale di cultura che mette in risalto "Persone, fatti ed eventi degni di nota in Sicilia" e che si è posto l’ambizioso obiettivo di difendere la cultura siciliana sul territorio e nel mondo, ha tagliato il nastro dei suoi primi dieci anni: grazie alla caparbia dolcezza di Daniela Tralongo, che lo dirige e lo pubblica, affiancata da una squadra di validissimi collaboratori e simpatizzanti – pensiamo ad Egidio Ortisi, Mario Blancato, Paolo Fai, Elio Cappuccio, a docenti operatori culturali studiosi artisti e scrittori come Salvo Zappulla, Emanuela Abbadessa, Marinella Fiume e Maria Lucia Riccioli, a Carmen Dollo, Antonio Raciti, Maria Cristina Picciolini, Giovanna Caggegi, Orazio Mezzio, Paolo Sanzaro… - questo periodico raffinato è riuscito a ritagliarsi uno spazio importante nell’editoria siciliana e oltre.

La sfida è quella di seguire la tradizione e si sapersi rinnovare: la grafica gioca un ruolo importante così come l’individuazione di nuovi target (ad esempio una sezione è dedicata ai piccoli lettori); la costola digitale di Notabilis offre inoltre un aggiornamento quotidiano sugli eventi di maggiore spessore – fondamentale il lavoro di Ilenia Nicolosi, Federica Miceli, Claudio Ruggeri, una cui splendida illustrazione raffigurante Luca Parmitano, siciliano di Paternò a capo della Stazione spaziale internazionale, è stata offerta in dono agli ospiti della serata per festeggiare il decennale di Notabilis.

Si è parlato di moda in Sicilia grazie alle creazioni sartoriali di Lovemà, di festival culturali come Sicily Fest, di teatro con Gisella Calì, di scrittura che si unisce al volontariato con Aldo Mantineo e “Serafiche frequenze”, la raccolta di racconti edita da Sampognaro & Pupi il cui ricavato finanzierà l’acquisto di un defribillatore per un istituto scolastico di Siracusa e la formazione per gli operatori che lo utilizzeranno… e molto altro.

Ecco le parole di Daniela Tralongo: “… è stata una vera e propria festa, che attraverso la voce dei presenti, ma anche di chi non è potuto esserci, ha permesso di raccontare questi dieci anni di attività del lavoro di Notabilis: fare informazione culturale, consegnare approfondimenti che generino letture critiche e scoprire risorse umane e territoriali che siano di esempio e ispirazione. Fare informazione culturale è davvero una scommessa, e decidere di farlo con un’edizione cartacea e una online forse è follia. Riconoscere le professionalità diventa fondamentale. Viviamo bombardati da informazioni che ci aggiornano minuto per minuto di tutto ciò che ci circonda e al 90% tutto assume toni sensazionalistici (l’urgenza dei click). Diventa facile in questo modo perdere di vista non solo la complessità di alcuni eventi che necessitano letture critiche, ergo spazio per una narrazione polivalente, ergo tempo per leggere questi approfondimenti; ma diventa fondamentale anche offrire letture che siano di ispirazione, che facciano maturare nuove considerazioni e spingano a lavorare a un cambiamento. Degli stereotipi e delle lamentele sterili non se ne può più. E questo tocca a noi! Tocca a chi fa informazione culturale. A noi tocca ricordare che pensare non è una perdita di tempo. Che le competenze vanno riconosciute e valorizzate perché quelli sono gli esempi a cui bisogna dare una voce seria. In pochi secondi siamo informati su tutto, ma solo in alcuni minuti riusciamo a costruirci un’idea. E quell’idea è quella che ci garantisce di non perderci in mezzo alla valanga di fake news e di modelli effimeri. Quell’idea ci consente di poter avere discussioni in cui ci si confronta discutendo guardandosi negli occhi, senza urlarsi contro ma con il solo potere delle idee, dei ragionamenti e delle relazioni che arricchiscono sempre. Perché in fondo di questo si tratta. Di relazioni tra persone che guardandosi in faccia capiscono di non essere sole, in quello che pensano, in quello che fanno, in quello che sperano. Lo spirito della Festa di Notabilis sta tutto in queste righe. Essere insieme e insieme costruire un cambiamento. Le narrazioni si sono intrecciate con i volti di chi le scrive e chi le legge. Tutti insieme, pronti per iniziare i prossimi anni...!”.