I reati che si chiede di contestare vanno dalle false comunicazioni sociali alla infedeltà patrimoniale

 

Sul tavolo del procuratore di Messina Maurizio De Lucia è arrivato un corposissimo esposto a firma dell'avvocato Tiziana Teodosio, del foro di Avellino, esperta in anatocismo e altri reati collegati ad attività bancarie non in linea con le leggi in vigore. Il legale cura gli interessi di alcuni commercianti aretusei che contestano alla sede siracusana della Banca Popolare Agricola di Ragusa operazioni di cartolarizzazione dei crediti, ovvero gli stessi contratti di vendita dei crediti.

Perché Messina? Perché verrebbe chiamato in causa il magistrato del civile Vincenzo Cefalo per via di una sentenza che avrebbe favorito Daniela Pellegrino, originaria di Raccuja, nel Messinese.

La Pellegrino è in effetti direttrice di una filiale aretusea della BAPR.

Ma la banca ragusana è anche accusata di aver messo in piedi un gioco di scatole cinesi sulle cartolarizzazioni, triangolando con Ibla srl, che ha sede a Conegliano Veneto, e la DoValue.

Tutto ruoterebbe attorno all'avvocato Piero Fillioley, alla procuratrice aretusea di Ibla srl, Irma Belinda Mandolfo, e al pm Salvatore Grillo, che avrebbe già chiesto l'archiviazione di una denuncia sulla Bapr, dopo aver iscritto a modello 21 lo stesso avvocato Fillioley. E definito delirante quanto inizialmente denunciato alla Procura di Siracusa.

Per l'avvocato Teodosio gli atti dovevano finire a Messina sin dalla prima "lettura". Dagli atti a Messina salta anche fuori che la Procura di Reggio Calabria indaga su magistrati siracusani e messinesi. Il fascicolo è il numero 6323 del 2018 e, al momento, non è dato saperne di più.

Emergono invece particolari davvero interessanti dalle tre denunce depositate appunto nei giorni scorsi a Messina dall'avvocato Teodosio contro i tre giudici del Tribunale di Siracusa. Nel mirino del noto legale.

Per Salvatore Grillo si ipotizza una condotta impropria nella gestione dei fascicoli riguardanti la Bapr perché ci sarebbe stata una pressione su Grillo da parte del sostituto procuratore Andrea Palmieri, con il quale il primo condivide la segreteria, per pilotare alcune archiviazioni.  

Ma la richiesta di tutela a Messina deriva, in vero, da rapporti definiti troppo "stretti" tra la BAPR e la magistratura aretusea. E si fa riferimento all'ex procuratore aggiunto Roberto Campisi il cui figlio è stato assunto in Bapr, come anche ad altri parenti o amici di magistrati siracusani. In relazione poi al dottor Cefalo, un'indagine difensiva ipotizza che Daniela Pellegrino sia frequentatrice alle Eolie di strutture dove spesso lo stesso giudice - che ha avuto incarichi giudiziari di peso a Messina - è stato visto soggiornare.

Come detto, viene tirato in ballo anche il sostituto procuratore Tommaso Pagano per l'attività d'indagine poi confluita davanti al monocratico Storaci e con imputati Gaetano Urso e Mirco Mormile. Nel fascicolo riguardante la Bapr confluiscono, oltre alla Mandolfo, anche il presidente della Banca, la Ibla srl, con sede a Conegliano (Treviso) e l'ufficiale giudiziario Luciano Pulvirenti. Fillioley risulta indagato anche a Siracusa e sulla richiesta di archiviazione per reati finanziari pende un'opposizione da parte di un cliente della Teodosio, un albergatore.  

Per le vicende BAPR i reati che l'avvocato Teodosio chiede di contestare ai pm messinesi vanno dalle false comunicazioni sociali alla cosiddetta infedeltà patrimoniale. Il procuratore capo di Messina, Maurizio De Lucia, deciderà a ridosso del Natale sull'assegnazione dei fascicoli.