Pillole di normativa per il personale della scuola: Docenti e ATA

 

 

Abbiamo parlato nello scorso numero della Civetta di ferie e permessi e abbiamo dato un primo indispensabile consiglio: non fare mai richieste verbali ma solo in forma scritta, e pretendere la risposta dal Dirigente e non da altri.

Questa volta affrontiamo nuovi argomenti.

Per quel che riguarda le visite specialistiche, le terapie, le prestazioni specialistiche e gli esami diagnostici, è utile ricordare che sia il personale docente a tempo determinato (personale supplente) che indeterminato (personale di ruolo) può ottenerle:

- chiedendo un permesso breve con recupero. Massimo 2 ore al giorno e non possono eccedere nel corso dell’anno il limite corrispondente al rispettivo orario settimanale di insegnamento [art.16 del ccnl vigente],

- chiedendo un permesso retribuito (docenti a t. i.) o non retribuito (docenti a t. d.) [articoli 15 e 19   del ccnl],

- chiedendo di farle rientrare nelle assenze per malattia [articoli 17 e 19].

Le domande di fruizione del permesso è presentata 3 giorni prima. Nei casi di urgenza o necessità anche 24 ore prima e comunque prima dell’inizio dell’orario di lavoro (se, ad esempio, il medico prescrive un accertamento urgente).

Ovviamente nei casi in cui il docente decidesse di utilizzare il 3° caso è esclusa la visita fiscale perché il medico fiscale non avrebbe alcuna malattia da accertare in quanto trattasi di visite specialistiche, terapie, ecc. per cui la stessa si risolverebbe in un aggravio allo Stato per il pagamento del medico fiscale. Inoltre con nota n. 7457 del 6/5/2015 il MIUR dispone che “nelle more della rivisitazione delle discipline e dell’eventuale ricezione di nuove istruzioni da parte del Dipartimento per la Funzione Pubblica [problematica risolta nel CCNL 2018 solo per il personale ATA], si ritiene che le assenze dal servizio per visite mediche, terapie, prestazioni specialistiche ed esami diagnostici debbano essere ricondotte esclusivamente alla disciplina normativa di cui all’art. 55 septes, comma 5 ter del d.l.gs n. 165 de 30/3/2001, senza tener conto di quanto statuito successivamente” [ovvero legge n. 125 del 30/10/2018 – circolare della FP n. 2/2014 annullata dalla sentenza del TAR LAZIO con sentenza n. 5714 pubblicata il 17/4/2015]. L’unico istituto giuridico da applicare è quindi l’art. 55 septes, comma 5 ter del D. l.gs. 165/2001 (modifiche recate dall’art. 16, comma 9 del D.L. n. 98/20111, convertito nelle legge n. 111/2011), che così recita:

“Nel caso in cui l’assenza per malattia abbia luogo per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici l’assenza è giustificata mediante la presentazione di attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che ha svolto la visita o la prestazione o trasmessa da questi ultimi mediante posta elettronica”.

Nel caso in cui il dipendente che, a causa di patologie sofferte, debba sottoporsi periodicamente, anche per lunghi periodi continuativi o periodi, a terapie comportanti incapacità lavorativa, è sufficiente un’unica certificazione, anche cartacea, del medico curante, che attesti la necessità di trattamenti secondo cicli o calendari stabiliti

Da quanto appena esposto appare chiaro, si spera a tutti, che, come evidenziato anche dal Dipartimento per la Funzione Pubblica (circ. n.10/2011), qualora il dipendente imputi l’assenza a visite specialistiche, terapie, ecc. è sufficiente che la scuola acquisisca la semplice attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura anche privati che le hanno effettuate, senza ulteriori adempimenti o formalità aggiuntive, ad esempio che le medesime potevano essere svolte solo in orari coincidenti con quello di lavoro. È comprensibilmente improponibile, come già detto, la visita fiscale.

Personale ATA

Il personale ATA ha diritto per l’espletamento di visite specialistiche, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici a 18 ore per anno scolastico, sono assimilati alle assenze per malattia, fruibili sia su base oraria (in questo caso non sono soggetti alla decurtazione del trattamento economico accessorio prevista per le assenze per malattia nei primi 10 giorni) che giornaliera.

La domanda di fruizione del permesso è presentata 3 giorni prima. Nei casi di urgenza o necessità anche 24 ore prima e comunque prima dell’inizio dell’orario di lavoro (se, ad esempio, il medico prescrive un accertamento urgente). Vale, anche per questo personale, quanto previsto per i docenti e cioè “Nel caso in cui l’assenza per malattia abbia luogo per l’espletamento di visite, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici l’assenza è giustificata mediante la presentazione di attestazione rilasciata dal medico o dalla struttura, anche privati, che ha svolto la visita o la prestazione”.

Non va chiesta la visita fiscale a meno che ci sia concomitanza tra l’espletamento della visita specialistica e la situazione di incapacità lavorativa temporanea del dipendente conseguente ad una patologia in atto. Nel caso in cui il dipendente che, a causa di patologie sofferte, debba sottoporsi periodicamente, anche per lunghi periodi continuativi o periodiche a terapie comportanti incapacità lavorativa, è sufficiente un’unica certificazione, anche cartacea, del medico curante, che attesti la necessità di trattamenti secondo cicli o calendari stabiliti.

Nel prossimo numero parleremo della sostituzione del personale assente.

Solo conoscere i propri diritti consente di essere persone libere.