Ecco la bomba: il consesso si autoscioglie nel blob verde che lo sommerge, mentre Crozza insegna a contare ai consiglieri e Albanese detta lettere atte a invocare il ritorno del Consiglio senza poltrone dove sedersi…

 

La Civetta di Minerva, novembre 2019

Una sera d’autunno, inebetita davanti alla TV causa influenza, a tratti distratta dal suono dei messaggi wapp. Non so quanti di voi facciano parte di gruppi wapp, FB e quant’altro, dove si fa politica, se a voi pare si tratti di politica; io non nego di essere presente in alcuni di loro: ne esistono molti anche a livello locale, dove restiamo stretti come ehm… sardine, dentro uno spazio virtuale, talora confuso e pilotato.

Il dibattito politico pare essersi spostato lì, in questo non luogo di augeriana memoria che ha vigore e peso e orienta tendenze e opinioni molto più dei luoghi fisici e dei fatti reali.

Complice l’influenza, in breve tempo nella mia testa si confondono il ritorno della casa reale per mano di Antonio Albanese, il Mose di Crozza, le inchieste di Report, le sardine di Bologna ad arginare lo squalo verde che si diffonde come un blob, il papillon di Pillon, gli insulti alla Segre e quelli di tutti contro tutti sui social, mentre il mio telefono corre a sirene spiegate verso la messaggeria wapp.

E… boom, ecco la bomba: il Consiglio Comunale di Siracusa si autoscioglie nel blob verde che lo sommerge, mentre Crozza insegna a contare ai Consiglieri e Albanese detta lettere atte a invocare il ritorno del Consiglio senza poltrone dove sedersi, cancellato impunemente, a loro dire, da un colpo di mano del Sindaco, vero artefice subdolo di cotanta destrezza consiliare; frattanto odo Salvini sbraitare, gonfio di bile perché qualcuno a Siracusa pare l’abbia emulato facendo come e meglio di lui, capace solo di aver fatto cadere il Governo nazionale al grido anticostituzionale di nemici della Patria e della democrazia, volto ad ex-alleati e parti avverse.

Qui si fa meglio e di più, da veri professionisti del dilettantismo allo sbaraglio, alla ricerca di qualcuno su cui scaricare il proprio deplorevole tatticismo e la propria ridicola incapacità e soprattutto a servizio di una platea di cittadini a cui far credere verità difformi dai fatti, pratica ormai assai diffusa in questo pazzo pazzo mondo del web: in barba alle procedure regolate da norme vigenti, a breve si chiederà di far decadere il Commissario inviato in sostituzione del Consiglio Comunale sì decaduto, ma redivivo zombie tramite i suoi portavoce Cetto La Qualunque 2.0 e Razzi Vostri Di Nuautri, grazie ai quali grida vendetta e chiede di poter approvare il bilancio consuntivo della Giunta precedente, rigettato al mittente, cioè l’attuale. Sarà l’influenza, ma mi pare di stare dentro un film di Checco Zalone.

Sullo sfondo, una città vilipesa e agonizzante che continua a sperare non vengano buttati al vento né i bandi e i progetti da rendere immediatamente esecutivi, risorse attese come sorsi d’acqua centellinati per non morire disidratata, né il lavoro difficile di quanti ogni giorno provano a spendersi su campo per evitare che affondi, a servizio di un bene che di comune pare avere solo i social e le urla strepitanti di chiunque si erga a giudice del niente, mentre il nulla da ogni dove avanza impietoso.

E mi scuso con Pirandello e Camilleri se la realtà ha superato la loro pur fertile e geniale immaginazione, nella trama improbabile che è stata capace di tessere, sempre più ad uso e consumo di non luoghi e dibattiti sterili.

Dal favoloso mondo di Siracusa è tutto, con buona pace del fu Consiglio Comunale; che tanto si sa: così è, se vi pare virtuale.