L’area prescelta, Cozzo Telegrafo, è vasta circa sette chilometri quadrati. Gino Romagnoli (CNR): “L’ateneo di Catania, per proteggerlo, vuol farne un geosito”

 

La Civetta di Minerva, novembre 2019

Il territorio di Augusta, troppo spesso maltrattato dagli uomini e dalle loro scelte, sarà tra i protagonisti di una prestigiosa pubblicazione, ovvero la “Guida geologica regionale della Sicilia” che sarà presentata a gennaio del 2020 da parte della “Società geologica italiana”.L’opera, infatti, conterrà tra gli altri anche un itinerario che, attraversando il territorio di Augusta, condurrà gli esperti o i semplici appassionati di geologia fino al sito di Cozzo Telegrafo.

Come si apprende dal sito della stessa organizzazione “la Società Geologica Italiana pubblica le Guide Geologiche Regionali dal 1990. Le guide propongono degli itinerari ed hanno carattere regionale e/o tematico, si rivolgono non soltanto ai geologi (o aspiranti geologi) e ai naturalisti, ma soprattutto agli escursionisti e agli appassionati del paesaggio, che difficilmente trovano notizie sulla sua costituzione geologica.

La pubblicazione è quindi un punto fermo per esperti o appassionati, e l’inserimento di una porzione del territorio megarese tra i suoi itinerari è certamente motivo di soddisfazione.L’area prescelta, ovvero Cozzo Telegrafo, è vasta circa sette chilometri quadrati e si affaccia sul golfo di Catania lungo il tratto nord della costa augustana, una zona molto ricca di storia e di spunti di interesse che meriterebbe più attenzione e magari un progetto di tutela e valorizzazione.

Il nome del sito deriva dalla presenza sullo stesso di una delle stazioni telegrafiche, costruite nei primi anni del diciannovesimo secolo come parte dell’antico sistema di comunicazione ottica voluto dai Borbone, uno strumento all’epoca d’avanguardia, che passava proprio dal territorio di Augusta.

Ma il sito di Cozzo Telegrafo ha una ricchezza di elementi di interesse forse unica. Sulla stessa area si trovano, infatti, non solo le tracce del telegrafo borbonico, ma anche un bunker in cemento armato della seconda guerra mondiale, dalla struttura piuttosto complessa, diversi siti di interesse archeologico e, come accennato, anche di rilevanza geologica.“La zona è interessante ed è sempre stata citata da diversi autori anche su riviste internazionali, perché in uno spazio molto piccolo affiorano tutte le rocce che caratterizzano la parte orientale dei monti Iblei”.

Così ne parla Gino Romagnoli, geologo, ricercatore per oltre un decennio presso Università di Catania, che oggi lavora al CNR a Roma, da anni studioso del sito e impegnato anche sul fronte della salvaguardia dello stesso. Il dottor Romagnoli è, tra l’altro, uno degli autori dell’itinerario che sarà pubblicato a gennaio.

Le formazioni rocciose visibili a Cozzo Telegrafo coprono – continua il ricercatore – un intervallo di tempo molto ampio che va dal cretaceo superiore fino al quaternario. In particolare, la zona è caratterizzata dalla presenza di vulcaniti sottomarine che all’interno hanno delle incrostazioni di rudiste, molluschi marini fossili, di grande interesse paleontologico e stratigrafico.

Nel territorio di Augusta sono presenti ulteriori affioramenti di rudiste, uno molto importante si trova a Cozzo dei Turchi vicino ad Arcile, mentre quello un tempo presente nella zona di Baia del Gambero è stato distrutto dall’urbanizzazione.

Affioramenti di rudiste sono presenti anche a Portopalo, dove è stato individuato un geosito che è oggetto di tutela. La zona di Cozzo Telegrafo, invece, anche perché di dimensioni ridotte, non è mai stata tutelata”.

Il sito ha anche un grande valore da un punto di vista didattico.

“Il professor Tortorici dell’università di Catania – racconta Romagnoli – da almeno cinque anni porta gli studenti del suo corso di Rilevamento Geologico a Cozzo Telegrafo. La zona contiene, infatti, una presenza piuttosto varia sia di rocce vulcaniche che sedimentarie e i limiti tra i vari tipi di orizzonti si seguono abbastanza facilmente quindi, da un punto di vista didattico, è perfetta.

L’interesse dell’Università per il sito, però, non si ferma qui.

“L’obiettivo dell’università di Catania – continua Romagnoli – è quello di fare di Cozzo Telegrafo un geosito, per la sua rilevanza da un punto di vista geologico, con lo scopo di proteggere l’area. Di solito il geosito è puntuale, riguarda quindi una porzione molto limitata di territorio, qui ci troveremmo invece di fronte ad un geosito areale che avrebbe la particolarità di veder affiorare in pochi chilometri quadrati tutte le rocce che interessano la zona del siracusano.

In questa zona affiorano, infatti, rocce proprie di otto unità litostratigrafiche differenti, molto ricche, come detto, di rudiste e anche di fossili di gasteropodi estinti nel cretaceo.

Attualmente, però, l’idea del geosito è stata messa da parte, tuttavia l’inserimento di Cozzo Telegrafo nella guida della Società geologica italiana potrebbe dare un nuovo slancio al progetto”.

Il territorio di Augusta si dimostra ancora una volta ricco di meraviglie che la città dovrebbe riscoprire, valorizzare e soprattutto tutelare dal rischio che l’antropizzazione o l’abbandono possano far perdere una simile ricchezza.