Cinque milioni di maschi italiani sono infertili. I dati forniti dal congresso nazionale di pediatria a Paestum

 

La Civetta di Minerva, 26 ottobre 2019

Ci mancava pure questa! Si spiegano alcuni arcani sul trasferimento, in senso figurato, negli ultimi lustri degli attributi storici maschili al sesso femminile. Lasciando da parte alcune soddisfazioni legate all’esercizio del sesso, si profilano seri problemi per il futuro del popolo italiano, destinato alla rarefazione se non alla scomparsa.

Sarà un caso che la maggior parte dei voti leghisti e razzisti in questa città erano in buona parte dati da maschi? Che si comincino a temere i maschi africani anche per questo? Certo è che in Africa questa mancanza di fertilità maschile è sconosciuta. Le nuove generazioni di donne siracusane comincino a dedurre quel che ne consegue.

Sembrerebbe satira se non fosse che questa notizia preoccupante, già nota negli ambienti medici e no da diversi anni, non venisse da un recente congresso nazionale dei Pediatri appena concluso a Paestum. Chi mai avrebbe potuto pensare che, parlando di neonati, i pediatri decidessero di stringere alleanze con gli andrologi pur di difendere quel che resta della mascolinità italiana? A parte ogni scherzosa considerazione, l’allarme è serio.

Un adolescente su sette ha ridotti volumi testicolari, un maschio italiano su dieci non è fertile. I pediatri hanno stretto un’alleanza scientifica, prima impensabile, con gli Andrologi proprio perché solo con un intervento precoce si può sperare di salvare il futuro del popolo italiano.

Chi vi scrive, proprio sulle pagine di questo glorioso quindicinale - La Civetta di Minerva -, pubblicò una sua ricerca sui farmaci sversati con il depurato fognario nel bacino del porto grande di Siracusa che esitò in un primo premio nazionale della Società Italiana di Medicina Generale, proprio su una delle cause di questo triste fenomeno, che si dimostra sempre più vera.

L’inquinamento dei mari e delle falde, dei vegetali, degli animali, causato da profumi, essenze, farmaci ormonali e no, hanno una relazione, ormai comprovata e riconosciuta, con la produzione di ormoni maschili sia umani che nei pesci, tanto che in questi ultimi, come per i maschi umani, la fertilità si è ridotta ai minimi termini.

Sotto gli occhi di tutti la riduzione del pescato nel Mediterraneo, dove le cause non consistono solo in un aumentato prelievo della pesca ma in un impoverimento inquinatorio di migliaia di specie viventi.

Tornando agli umani e al triste fenomeno di neonati destinati all’infertilità e a qualche defaillance sessuale, è desolante pensare che un neonato debba andare dall’andrologo insieme agli adulti e anziani.

Bene fanno i pediatri a combattere per i loro neonati.

Qualcun altro con incarichi politici e di prevenzione sanitaria dovrebbe preoccuparsene e cercare di arginarne le cause, invece di prendersela con i “Gretini”.