“Per una maggiore efficacia dell’azione amministrativa occorrerebbe programmare un piano riorganizzativo di tutti gli uffici e servizi”

 

Uno dei sessanta dipendenti comunali che va in pensione avendo raggiunto i requisiti pensionistici:

“42 anni, trascorsi con impegno passione e amore, che ricordo con commozione anche per l’apprezzamento dei vari sindaci che si sono succeduti negli anni, da Brancati a Italia - dice Ettore Manni – Ho svolto il ruolo di istruttore amministrativo, cioè né funzionario né dirigente, ma un incarico propedeutico alla formazione del personale e per le loro future responsabilità. Voglio dire che non ho fatto carriera ma ho amato lo stesso il mio lavoro. E su questo vorrei dare atto alle varie amministrazioni per aver investito molto su di me fra formazione e aggiornamenti. Forse oggi su questo bisognerebbe fare di più in Comune”.

Andando via molti dirigenti e impiegati non saranno notevoli i disservizi?

“Credo di sì. Purtroppo sì. Parlandone tempo fa con l'assessore Fabio Moschella, per altro mio amico di lunga data, avevo proposto un accorpamento delle circoscrizioni - Catania, molto più grande, ne ha di meno – migliorandone l’efficienza avendo così a disposizione tutti gli strumenti necessari. Inoltre, davanti alle difficoltà, quelle reali, di cittadini impossibilitati a muoversi, istituire “lo sportello itinerante” con un numero verde proprio. Per Moschella era una brillante idea, ma poi è andato via e non se ne è fatto niente. In realtà tutti i servizi, quando possibile, dovrebbero essere unificati.

Per una maggiore efficacia dell’azione amministrativa occorrerebbe programmare un piano riorganizzativo di tutti gli uffici e servizi. Non sarà facile per i dirigenti di fresca nomina subentrare a chi va via senza ricevere quelle giuste consegne che avrebbero bisogno di mesi e mesi di tempo per essere assimilate correttamente”.

Pensa che davanti a questa problematica si andrà ad esternalizzazioni?

“Non credo! Per me questi servizi solo il pubblico può gestirli, non è possibile delegare a privati”.

Certo non per tutti il ricordo degli anni di lavoro è solo positivo.

“In effetti, non tutto è andato per il verso giusto e mi amareggia proprio un episodio recente. Risentito per la decisione della giunta comunale riguardante cimitero e loculi, ho postato su facebook una mia esternazione: ho scritto che, dopo le dimissioni dell'assessore Randazzo e quelle di Moschella, mi aspettavo quelle del sindaco in quanto mancava un progetto politico e di rilancio di Siracusa.

Un legittimo sfogo a mio giudizio e invece ho ricevuto l’avviso di un provvedimento disciplinare. Poi ho organizzato sullo stesso argomento la manifestazione al Pantheon ma sono stato per questo redarguito dall’assessore Furnari. Il sindaco mi ha fatto sapere che avevo sbagliato perché quel mio scritto gli aveva messo contro tutta l'opposizione consiliare e che se fossi andato da lui avrebbe cercato di risolvere la questione. Ma secondo me la problematica riguardava tutti i Siracusani.

Io credo che i miei comportamenti derivino dagli insegnamenti ricevuti da mio padre, anche lui dirigente comunale, di cui ancora oggi tanti si ricordano. Dopo il lavoro ordinario, portava quello straordinario a casa affinché l’indomani potesse continuare in piena efficienza. Così, in modo esemplare ha inquadrato i figli, era molto cattolico e l’ordine veniva per prima cosa, non accettava compromessi. Il comune ha guadagnato parecchio da lui e in questa cultura sono cresciuto. Io, ora, anche se dipendente comunale, resto pur sempre un cittadino italiano: la Costituzione non parla di libertà di pensiero con l’art. 21? Difatti, l’avvocato che mi assiste ha preparato una memoria difensiva qualora andasse avanti il provvedimento perché mi dice che è impugnabile e anche la mia rappresentante sindacale, quando ci siamo presentati alla Commissione, ha ribadito questa posizione. Poi la presidente mi ha chiesto il motivo del mio atto ma per la commozione non sono più riuscito a parlare. Vedremo”.

Doveroso da parte nostra contattare in merito l’assessore Alessandra Furnari che così ha risposto: “Per quanto a mia conoscenza il procedimento disciplinare è ancora in istruttoria presso l’ufficio competente pertanto non ritengo di poter rilasciare dichiarazioni sull’argomento. Personalmente mi sono limitata a parlare con il signor Manni a cui ho semplicemente chiesto di evitare di dare informazioni erronee, non in linea con i provvedimenti adottati dall’amministrazione, agli utenti dell’ufficio dei servizi cimiteriali. Cosa che lui mi ha dichiarato di aver fatto”.

Torniamo a Manni e alle sue intenzioni da pensionato: “Vorrei, data la mia esperienza nell’amministrazione, dare un grande contributo da volontario alla mia bella città, avanzare proposte per migliorarla. Ho conosciuto le difficoltà e i problemi di quartieri popolari, l’esistente povertà, le solitudini, il disagio umano e la perdita del lavoro insieme alla presenza d’illegalità che c’è. È possibile fare qualcosa in questo senso, bisogna crederci, tutti insieme”.