Provvidenziali segnalazioni impediscono la spoliazione del bene “pubblico”, ma ancora non si è fatta la necessaria chiarezza sul lascito testamentario

 

Siracusa, 12 ottobre 2019

Lo diciamo in maniera spicciola: se il coordinamento di Casa Rossa Siracusa (Matteo Blundetto, Alessandra Cappello, Francesco Pasqua e Vincenzo Tomasello) non avesse sollecitato l’amministrazione ad eseguire un sopralluogo a Casa Monteforte si sarebbe saputo, forse, chissà quando dell’occupazione abusiva degli appartamenti del civico 20 dove, a quanto ci risulta, erano in corso lavori di ristrutturazione. Proprio come se fosse casa propria.

E d’altra parte, bisogna ricordare che per mesi, dopo i nostri articoli (da almeno un decennio denunciamo, inascoltati, le tante opacità della situazione) e le segnalazioni di Casa Rossa, la posizione dell’amministrazione affidata alla stampa è sempre stata di assoluta tranquillità perché si ribadiva che tutto era in regola (sic!).

Stupisce ora che il comunicato del Comune in cui si informa dell’ “avvio della procedura legale per indebita appropriazione nei confronti dei terzi abusivi” sia stato diramato così tardi: a distanza di tre mesi. Certo si sono intanto verificate “le planimetrie e la documentazione catastale” ma riteniamo che su questo la situazione fosse da sempre molto chiara.

Lo abbiamo scritto più volte e più volte alla luce di documentate conoscenze. Ora si deve immaginare che gli uffici procederanno a fare ordine anche nella propria documentazione, a partire dall’eliminazione di alcune “stranezze”.

Come infatti già evidenziato in un articolo ad agosto, nell’inventario dei beni immobili del Comune al 31-12-2014 troviamo registrati sia la Casa protetta Maria Monteforte con l’indicazione di tutte le particelle catastali sia, come se si trattasse d’altro, i tre mini appartamenti “ubicati in via Picherali” al civico 20, con però la scomparsa di un’indicazione: nella scheda n.152 manca la particella 640/5. L’amministrazione è in grado di dare una risposta?

 

Scheda n. 132 Casa Monteforte


Scheda n. 152   Tre mini appartamenti 

Può spiegare anche perché delle proprietà non si indica quale titolo di provenienza il legato testamentario così come avviene per Villa Reimann?


Non si tratta di minuzie ma di mettere al sicuro un bene comune che nel 2011, ai tempi della giunta Bufardeci, si è cercato di vendere, in parte, accampando un generico e inspiegabile “antico possesso”, quasi non se ne conoscesse la provenienza, e che ultimamente, come si è visto, era stato occupato abusivamente e quasi sottratto alla comunità. E forse varrebbe anche la pena di sapere quando e quali interventi di ristrutturazione il Comune abbia fatto trattandosi di una spesa pubblica.

Si è chiarito tutto quindi?

“Riteniamo che questo avverrà solo quando si saprà con certezza attraverso quali passaggi di proprietà gli altri locali del civico 20 non fanno più parte dell’eredità – commenta il coordinamento di Casa Rossa -. Lontani parenti della nobildonna Maria Monteforte hanno affermato che erano due i palazzi donati al Comune, quello di residenza della signora, il civico 12, e quello del fratello Ignazio, il 20, nella loro piena integrità. Forse, per sciogliere ogni dubbio ed esser certi della legittimità delle attuali proprietà, dovrebbe esserci un’indagine giudiziaria. E d’altra parte, trattandosi di bene pubblico, non si sarebbe neanche formato il diritto al possesso per usucapione”.

In poche parole la vicenda Monteforte potrà ritenersi davvero chiusa solo quando troverà piena applicazione la volontà della generosa donatrice: farne una casa di riposo per donne anziane e bisognose.

Una struttura che, pienamente utilizzata, permetterebbe tra l’altro significativi risparmi.