In altre regioni già si attingono i fondi disponibili. Port Authority: “Speciosi i rilievi delle associazioni ambientaliste”. Avanti piano e con confusione

 

Con la pubblicazione del “Piano strategico Zes Sicilia orientalesul sito ufficiale della Regione, il 22 agosto è iniziato il percorso per definire le zone Zes della Sicilia. E contestualmente si sono aperte le polemiche sulla presenza, all’interno delle aree individuate, di molte zone soggette al rispetto ambientale e vincolate dalla stessa regione che le ha inserite (come dire che la mano destra non sa quello che fa la mano sinistra, ma in Sicilia non è la prima volta e non sarà l’ultima).

Nelle aree individuate sono comprese aree umide ZSC (Zona Speciale di Conservazione), vaste aree agrumentate nel Comune di Siracusa e aree contigue al sito di Megara Iblea.

In provincia di Siracusa faranno parte della Zes circa 700 ettari in cui rientrano le aree della zona industriale di Priolo-Augusta-Melilli e il porto megarese, oltre a ampi territori del catanese, che probabilmente verranno ampliate visto che è in corso di espletamento un nuovo bando per inserire altre aree mentre, probabilmente, ne verranno eliminate alcune oggetto di contestazione, se non altro per cancellare gli svarioni denunciati dale sole associazioni ambientaliste nel silenzio delle amministrazioni comunali.

La preoccupazione, su alcune di queste aree, nasce dalla norma operante all’interno delle ZES poiché viene attribuito ad un comitato ristretto, molto ristretto, denominato comitato di indirizzo, “il compito di promuovere protocolli e convenzioni tra le amministrazioni locali e statali interessate, volti a disciplinare procedure semplificate e regimi procedimentali speciali sulla base dei criteri derogatori”, non meglio specificati, compresi “quelli destinati a procedure di Valutazione di impatto ambientale, Valutazione ambientale strategica, Autorizzazione ambientale integrale, Autorizzazione unica ambientale”. Infatti la legge istitutiva delle ZES “prevede l’applicazione di criteri derogatori alla normativa vigente” anche “in materia di autorizzazione paesaggistica, in materia edilizia e in materia di concessioni demaniali portuali”.

Ma dall’Autorità portuale i rilievi delle associazioni ambientaliste vengono considerate speciosi sulla base delle seguenti considerazioni: “Abbiamo bandi in corso, la regione ci ha chiesto di individuare le aree portuali di nostra competenza e questo abbiamo fatto. Nel piano degli interventi produttivi regionale le aree portuali sono state inserite ed in esse sono state individuate le Zes, poi se in queste aree vi sono vincoli li rispetteremo. Coloro che chiederanno di intervenire in queste aree saranno soggetti a tutti i vincoli presenti, se sarà possibile opereranno, altrimenti non lo faranno. Va evidenziato che vi sono vincoli risalenti a decenni orsono dei quali alcuni tuttora giustificati, altri magari superati; è una questione che sarà oggetto di verifica con tutti gli enti di controllo e tutela successivamente, in presenza di interessi reali di utilizzo.

“Allo stato si è in presenza di un ingiustificato allarme sollevato, magari in buona fede, da soggetti che affrontano in astratto le problematiche relative, determinando incertezze e confusione che non aiutano lo sviluppo; noi siamo un ente pubblico che è soggetto ai vincoli di legge… il nostro compito è quello di proporre lavori utili allo sviluppo del territorio e lo sforzo di creare lavoro. Per noi tutelare l’ambiente e l’importante ecosistema della zona nonché la sicurezza sono fondamentali e lo facciamo coinvolgendo, ai sensi di legge, tutti gli organi di tutela che hanno questo ruolo; non ci sogneremo mai di operare contro vincoli o con iniziative che creino problemi al territorio e lo facciamo chiamando di volta in volta i soggetti pubblici che hanno competenza ed operano a tutela degli interessi della collettività.

“C’è un po’ di confusione e superficialità nell’affrontare il problema. Se su un’area portuale c’è un vincolo ambientale, opererà il vincolo. Per noi è importante che gli enti preposti a dare i pareri sulla sicurezza o sull’ambiente facciano presto a dire sì o no, ma presto, perché il tempo gioca un ruolo importante in questa fase di mercato dove molti competitors sono attivi e operano con maggior velocità, lasciandoci spesso con un pugno di mosche in mano poiché non riusciamo ad essere tempestivi nell’adeguare al mercato le nostre infrastrutture a causa di ritardi, lentezze e mancanza di certezze. Molti bandi sono al palo a causa di queste lentezze il che significa immobilità, blocco di fondi e mancanza di nuove occasioni di lavoro”.

Questo quanto dichiarato prima dei provvedimenti cautelari disposti dalla Procura di Catania. Successivamente, raggiunto al telefono per commentare la sospensione dal ruolo disposta dalla magistratura, l’autorità Portuale ha dichiarato: “Spero che il lavoro fatto finora non vada disperso. I successi nel settore crocieristico e l’aumento del traffico commerciale ne sono la testimonianza. Strano che tutto sia accaduto dopo la rimozione del Segretario Generale. Spero che presto si accerti la verità vera ma se ci sono responsabilità certamente non mi appartengono.”

Vedremo gli sviluppi della vicenda…

Mentre l’autorità portuale è alle prese con questi fatti, la Regione Sicilia, con abbondante ritardo, si arrovella nei pasticci, e mette in campo un percorso di ripensamento per porre rimedi perdendo altro tempo.

In altre parti d’Italia le Zes cominciano a prendere forma e le regioni più virtuose della nostra si sono già accaparrate i fondi resi disponibili dalla legge di bilancio in vigore e, anche se sono previsti altri fondi nella legge istitutiva delle Zes, essi dovranno essere reperiti nei futuri bilancio dello stato.

Intanto per le Zone economiche speciali si mette finalmente e concretamente in moto il credito di imposta per l'acquisto di beni strumentali: sul sito dell'agenzia delle Entrate sono infatti presenti i nuovi modelli di comunicazione e le istruzioni operative che consentono di presentare, a partire dal 25 settembrefino al 31 dicembre 2020, solo in via telematica, le domande per godere delle agevolazioni dedicate agli investimenti nelle Zes. Agevolazioni per le quali sono disponibili 250 milioni che saranno appannaggio delle tre Zes già costituite in Calabria, Campania e nell'area ionica, tra Puglia e Basilicata.

Dal credito di imposta dedicato alle Zes arriva un'opportunità di investimento notevole. Il decreto Sud (Dl/2017) ha, infatti, potenziato molto il bonus Mezzogiorno, istituito dalla legge di Bilancio 2016 (legge 208/2015), consentendo alle imprese che operano in una Zes di ottenere un credito di imposta notevole.

La norma prevede che il valore del bonus, per l'acquisto di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive ubicate nelle zone assistite, è commisurato ai livelli massimi indicati nella Carta degli aiuti a finalità regionale 2014-2020: 25% per le grandi imprese, 35% per le medie imprese e 45% per le piccole imprese collocate in Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna.

Limiti diversi sono fissati per gli altri territori.

Analizzando le istruzioni per la compilazione, si scopre che l'ammissione agli investimenti sarà retroattiva: «Sono agevolabili gli investimenti avviati e realizzati a decorrere dalla data di entrata in vigore del Dpcm istitutivo della Zona economica speciale» si legge. Le Regioni che hanno già costituito una Zes, insomma, saranno avvantaggiate rispetto alle altre. Così, se la misura dovesse avere successo in queste zone, per la Sicilia, una volta terminata la via crucis, si porrà un problema di fondi disponibili.