Stato confusionale dell’Amministrazione, ma non è tutta colpa sua

 

Che confusione! Poveri Siracusani presi tra due fuochi: da una parte un’Amministrazione che cerca finalmente di fare ordine nel caos (ereditato) delle concessioni cimiteriali peccando, questo sì, in approssimazione e fretta a danno di una comunicazione efficace alla città, dall’altra un’opposizione feroce, pronta ad addentare la vittima, sfruttandone gli errori per aizzarle contro i cittadini con manifestazioni di piazza, e assolutamente indifferente alla necessità/possibilità di aiutare a fare semplicemente chiarezza proprio a vantaggio degli stessi che dice di voler difendere da un sindaco e una giunta predoni.

“Uno schiaffo ai Siracusani”. “La tassa sui morti”. “Le mani nelle tasche dei cittadini”. “Far cassa sui loculi dei nostri defunti”. “Atto offensivo e vigliacco verso chi non può più rispondere né difendersi”.

“Si tassano e tartassano le fasce più deboli della società, come gli anziani che dovrebbero pagare concessioni anche per più di 5 loculi”. “Neanche i morti lasciano in pace” …

In un primo momento si è sentito e visto di tutto, ma poi si è tornati nell’alveo di una più serena dialettica. Si è forse compreso che di sciocchezze se ne erano dette oltre il consentito, intanto per alcune fondamentali ragioni: pagare le concessioni per i loculi è obbligo di legge, risponde a un regolamento approvato dal Consiglio Comunale del 1996, in vigore dal primo gennaio ‘97 (per altro mai contestato), non fare applicare norme in vigore configurerebbe per l’Amministrazione un danno erariale di cui sarebbe chiamata a rispondere, di cui noi cittadini saremmo chiamati a rispondere (chissà perché questo insignificante particolare si dimentica sempre, si omette: le disfunzioni dell’amministrazione vanno a pesare in ogni caso sulle “tasche” dei cittadini).

E non si tratta comunque solo di introiti che il Comune non incasserebbe ma anche della assoluta necessità di sapere quanti e quali siano i loculi abbandonati o disponibili per riassegnarli. Obiettivo fondamentale un riordino complessivo, quindi.

Ma da cosa è dipeso tanto e tale caos? Proviamo anche noi a dare il nostro contributo di chiarezza, sperando di fare cosa utile pur se a bocce ferme.

DURATA DELLE CONCESSIONI E CONCESSIONI “REGOLARI”

Per alcune concessioni il problema non c’è, non dovrebbe esserci e ogni contestazione appare davvero strumentale: la legge nazionale e il regolamento comunale sono chiari.

Il D.P.R. n. 803/1975 - entrato in vigore il 10 febbraio 1976, poi D.P.R. n. 285./1990 - ha, in primis, abrogato il regime della perpetuità fissando la durata massima delle concessione in 99 anni (di 20 anni il periodo minimo di sepoltura in loculo a sistema di tumulazione stagna ex D.P.R. n. 254 del 15 luglio 2003), prevedendo che, per quelle di durata superiore rilasciate anteriormente al ‘75, “l’esercizio del potere discrezionale di revoca nell’interesse pubblico viene ancorato a due precisi presupposti (superamento di 50 anni dall’ultima tumulazione e grave insufficienza del cimitero) che debbono concorrere entrambi per la legittimità del provvedimento di revoca, mentre la decadenza viene consentita rispetto all’inosservanza di determinati obblighi a carico del concessionario da precisare con l’atto di concessione (o con la convenzione che sovente l’accompagna)”.

Invece, per altri aspetti, in materia di concessioni, il D.P.R. lascia ad ogni Comune la facoltà di una autonoma disciplina, fermo restando il principio che i rapporti concessori sorti sotto l’imperio di una precedente normativa, anche se abolita, continuano a seguire il regime giuridico del momento storico in cui essi sono stati posti in essere attraverso la stipula del regolare atto, e risultano pertanto intangibili.

Ineccepibile quindi l’articolo 73 del regolamento di polizia mortuaria di Siracusa che fissa, per le concessioni anteriori al ‘97 (anno di entrata in vigore del regolamento), la loro naturale scadenza nel termine indicato nell’atto concessorio.

LE CONCESSIONI “IRREGOLARI”

Dov’è stato allora il vero intoppo al di là della a volte becera strumentalizzazione fatta dall’opposizione in Consiglio Comunale e nelle piazze?

Per ammissione dell’assessore al ramo Alessandra Furnari nella “mancanza di atti concessori sui loculi affidati prima del ’96”.

Questa la situazione fotografata nella delibera di Giunta del 23 aprile 2019 che ha dato la stura al problema.

UBICAZIONE PERIODO CONCESSIONI SCADUTE
Ex nuovi loculi 1993              1.981
Palazzina A 1977-81              1.471
Palazzina B 1977-81              3.312
Palazzina C 1981              1.574
Edificio M.A.E. 1975-77              1.937
Zona collinetta 1975              1.183
                                                               TOTALE         11.458
Zona monumentale 1959-75              4.676

Questa la scheda da noi completata con scadenza a 25 anni e introiti previsti

UBICAZIONE PERIODO SCADENZA 25 ANNI CONCESS. SCADUTE per EURO
Ex nuovi loculi 1993 2018 1.981 908.100
Palazzina A 1977-81

2006

1.471

2.860.650

Palazzina B 1977-81 3.312
Palazzina C 1981 1.574
Edificio M.A.E. 1975-77 2002 1.937 871.650
Zona collinetta 1975 2000 1.183 532.350

                                                       TOTALE

                                                       concessioni

11.458 5.516.500

Zona monumentale

1959-75

2000

4.676

2.104.200

“Abbiamo ritenuto di non avere altra scelta se non quella di applicare il regolamento vigente, le cui disposizioni si applicano anche alle concessioni rilasciate precedentemente alla sua entrata in vigore, così come disposto dagli articoli dello stesso. Riteniamo, inoltre, che qualsiasi diversa interpretazione o comunque ogni modifica effettuata adesso, comporterebbe delle responsabilità contabili - ha chiarito l’assessore Furnari -. Indipendentemente dal momento in cui si è ottenuta la concessione, se sono trascorsi 25 anni, il nuovo termine di pari durata decorrerà dal momento del rinnovo; invece chiunque sia in possesso di un atto di concessione, precedente all'entrata in vigore del regolamento, in cui è indicato un termine di durata diverso da quello dei 25 anni, potrà fare istanza per ottenere il riconoscimento del periodo indicato, così come previsto dal regolamento.

Nessuna volontà vessatoria nei confronti dei cittadini, ma solo l’obbligo per noi di riportare ordine e legalità ed assicurare il diritto alle concessioni dei loculi in un cimitero ormai saturo ed in continua sofferenza, anche al fine di investire e riorganizzare la struttura per poter garantire la dignità che merita. Abbiamo infatti tentato di adottare tutti i provvedimenti necessari per andare incontro alle esigenze dei cittadini, accogliendo la proposta di rateizzazione di 24 mesi avanzata da molti consiglieri comunali.

L'intrattabilità della proposta di emendamento avanzata in sede di Consiglio Comunale, invece, è stata determinata dalla circostanza che, sia secondo il segretario comunale che secondo il parere reso dall'ufficio legale, la modifica dell'art. 70 del Regolamento, norma transitoria dettata nel ’96, che concedeva ai titolari di concessione la possibilità di presentare istanza, entro un anno dall'entrata in vigore del Regolamento, sarebbe stata inutile in quanto l'articolo aveva già prodotto i suoi effetti. Altre proposte di modifiche che non sono state approvate avrebbero avuto effetti sul bilancio di previsione, già approvato senza per altro alcuna proposta di emendamento relativo alla somma che si è previsto di incassare (800 mila euro per il 2019, mentre la restante maggiore parte è stata inserita nel bilancio pluriennale, ndr)”.

Ma proprio su questi aspetti e sull’effetto retroattivo del regolamento si è scatenata la diatriba “in punto di diritto” (forse un refuso quel “in punta di diritto” che ogni tanto si è letto).

Tra i più convinti nel sostenerne l’irretroattività i consiglieri del M5S Roberto Trigilio e Silvia Russoniello sulla scorta dell’articolo 11 delle preleggi.

“L'art.11 delle preleggi recita ‘la legge non dispone che per il futuro (rectius “per l’avvenire”, ndr), essa non ha effetto retroattivo...’. Lo sanno anche le pietre” hanno commentato.

In realtà, data la gerarchia delle fonti, le norme ordinarie, e tali sono le preleggi, possono essere derogate da altra norma di pari grado che potrebbe operare retroattivamente. Solo in materia penale infatti, dato lo sbarramento costituzionale dell’articolo 25 e il principio di stretta legalità che connota il penale, l’irretroattività è inderogabile.

Ma resterebbe certo da stabilire se invece un regolamento comunale, per gerarchia subordinato alle leggi, possa derogare al richiamato articolo 11. È pur vero tuttavia che, al fine di evitare contestazioni nelle tante situazioni possibili e disparità di trattamento, nella giurisprudenza di settore è raccomandato di inserire nel regolamento comunale di polizia mortuaria un articolo “in cui si precisi che le disposizioni in esso contenute si applicano anche alle concessioni e ai rapporti costituiti anteriormente alla data della sua entrata in vigore”, appunto come è scritto nell’articolo 70.

Nonostante alcune riserve sull’impostazione pentastellata (ma solo di due consiglieri sui cinque presenti in aula), evitiamo in questo caso di addentrarci nei meandri del diritto non senza però alcune osservazioni in merito alle recriminazioni del gruppo consiliare facente capo a Vincenzo Vinciullo. L’ex deputato regionale, a capo dell’estemporanea associazione “Deorum manium iura sancta sunto” (l’epigrafe dei Sepolcri foscoliani)!, nei giorni caldi del dibattito, ha invitato i cittadini a non “autodenunciarsi” con il presentare l’istanza di rinnovo (o viceversa quella di rinuncia alla concessione) sostenendo che l’amministrazione, piuttosto che affiggere solo l’avviso ai cancelli del cimitero, avrebbe avuto l’obbligo di notificare ad ogni singolo cittadino la scadenza del termine della concessione.

Una posizione davvero singolare sia perché non si sa a quale norma ispirata sia perché contraria a quanto prescritto all’articolo 42 del regolamento: “A richiesta degli interessati è consentito il rinnovo per un uguale periodo di tempo (25 anni) dietro il pagamento del canone di concessione di cui in tariffa”. Prescrizione presente nei regolamenti di polizia mortuaria con l’avvertimento che, in caso di inadempienza, al Comune è data facoltà di rientrare, senza alcun altro preavviso, nella disponibilità del loculo, sebbene sia di prassi quanto chiarito anche nel nostro regolamento: “Decorso il termine sopra indicato, verrà effettuata la ricerca dei soggetti interessati ai sensi del regolamento, ai quali verrà inviata una nota scritta con l'avviso che, in caso di perdurante disinteresse entro l'ulteriore termine di giorni 30 (trenta) dalla notificazione della stessa, si procederà senza ulteriore indugio, alla estumulazione di ufficio del feretro, sempre in applicazione del Regolamento comunale di Polizia Mortuaria”.

Ci sembra di tutta evidenza, fino a prova contraria, che se il cittadino ha interesse a restare titolare del diritto alla concessione, suo è l’onere di attivarsi per il rinnovo della stessa, proprio come ha fatto per ottenerla, e su di lui ricade l’obbligo di conoscere il termine di scadenza e provvedere.

LE COLPE DELL’AMMINISTRAZIONE

Siamo convinti dunque che sarebbe stato un atto di responsabilità e correttezza verso la comunità tutta se i consiglieri di opposizione, invece di scatenarsi in un’inutile e pretestuosa bagarre che ha solo determinato confusione nei cittadini e perdita di tempo in inconcludenti sedute consiliari, avessero dato una mano a mettere ordine nell’oggettivo caos delle concessioni cimiteriali, aiutando l’amministrazione a prendere decisioni più sagge perché di errori ce ne sono stati troppi anche da questa parte.

Intanto, come spesso constatiamo anche in altre vicende, un difetto di comunicazione: l’avviso posto senza alcuna opportuna anticipazione alla cittadinanza ha veramente avuto l’effetto di un fulmine a ciel sereno gettando nel panico buona parte degli interessati, in particolare quelli, i più, con limitate disponibilità economiche.

Inevitabili le perplessità, generate anche da un regolamento approssimativo in alcune parti: quattro punti interrogativi contrassegnano la lettera d dell’articolo 43 e non ci risulta sia stato emendato nella revisione di agosto. È invece stato corretto l’articolo 73 che, nel disciplinare le concessioni regolari antecedenti il ‘96, rimandava a un inesistente articolo 81: tale era stata nel ‘96 l’attenzione degli estensori dell’atto pubblico! E d’altra parte, oggi ci sfugge la ratio della modifica proposta in agosto in cui ancora si parla di “diritti d’uso perpetui” laddove la perpetuità è stata abrogata dal DPR del ’75.

E ancora, si è dovuto correggere la prima delibera di Giunta, quella del 23 aprile ’19, proponendone a luglio un’altra frutto di una più attenta valutazione delle esigenze dei cittadini ma solo dopo le loro accese proteste.

In ritardo si è anche compresa la necessità di nuovi ossari privati meno costosi a cui solo ora si sta provvedendo ma non se ne conoscono i tempi di realizzazione.

Tuttavia l’assessore Furnari è ottimista e ci informa che “gli uffici sono al lavoro per migliorare il regime dei rinnovi delle concessioni. Per coloro infatti che intendono optare per gli ossari, gli effetti della scadenza della concessione verranno sospesi fino a quando gli stessi non saranno realizzati. E anche per la possibilità di non perdere il diritto alla concessione di un loculo traslando la salma si sta valutando la fattibilità”.

Soluzioni indispensabili, come lo sarebbe un reale snellimento burocratico, che richiedono però tempi celeri: non sarebbe giusto se fossero prospettate dopo che i cittadini si siano affrettati a mettersi in regola sborsando ingenti somme.