Un esposto per sapere con i soldi di chi

 

Un flop il tour beach di Salvini in Sicilia, anche se media nazionali e regionali non lo hanno raccontato, o lo hanno raccontato male. Solo sui social le reali dimensioni della debacle.

A Siracusa il premier in pectore, lui che ha chiesto “i pieni poteri” direttamente al popolo - disconoscendo (ma la verità è che non la conosce) qualsiasi prassi costituzionale, e istituzionale – è sembrato alla fine un pugile suonato: stordito e frastornato da slogan e fischi che probabilmente, a lui sì, hanno fatto comprendere che la via per la grandeur non è poi così agevole (un amuleto inefficace quel rosario brandito, arma blasfema, al termine di un, per lui, estenuante comizio).
E infatti il “ministro”, che tuonava che sarebbe andato da solo alle elezioni, che snobbava le continue moine di una Meloni quasi euforica per un obiettivo avvertito come a un passo e prendeva le distanze da un Berlusconi di cui forse attendeva solo la “completa” uscita di scena, improvvisamente ha iniziato a guardarsi intorno e a ritenere di nuovo possibile tornare a una vecchia e decrepita alleanza, fino a poche ore prima vissuta come già sepolta.
Siamo sicuri che d’ora in avanti organizzerà meglio la propria campagna elettorale, quella campagna forse mai interrotta dal primo giugno 2018, il giorno della nascita del “governo del cambiamento”, di quello che - giurava - sarebbe durato cinque anni, e poi altri cinque (però con lui presidente del consiglio, “capitano” indiscusso), e ancora cinque…
Un cammino bruscamente interrotto per cause, a nostro giudizio, non ancora indagate opportunamente: solo un pericolo estremamente serio può averlo indotto a invertire un percorso che davvero sembrava consentirgli di far sua l’Italia.
Ipotizziamo che si tratti di una qualche svolta nelle indagini non solo sui traffici con la Russia ma in genere su quella rete di affari di cui ogni tanto si legge su poche autorevoli testate: L’Espresso, Il Fatto Quotidiano.
Ma è sulle sue campagne elettorali che vogliamo soffermarci.
In uno stesso giorno Matteo Salvini è stato ed è in grado di percorrere enormi distanze, visitando anche tre diverse città al nord, al centro e al sud del Paese: quali sono i mezzi che usa? Aerei, elicotteri, autoveicoli delle forze di polizia. Certamente risorse che nessun cittadino “normale” ha a sua disposizione.
Ogni suo spostamento richiede la mobilitazione di un ingente numero di persone appartenenti alla Polizia di Stato, all’Arma dei Carabinieri, alla Guardia di Finanza, per garantirne la “sicurezza”, che vengono distolte dai loro normali compiti istituzionali.
È a tutti evidente che si tratti di millantate esigenze “connesse alle sue funzioni”, che l’unico scopo sia “muovere la piazza”, chiamare a raccolta - all’ “adunanza” - i suoi fedeli, proprio come nel corso di una campagna elettorale quando però le regole sono diverse ed è il partito che chiede permessi, paga organizzazione, occupazione del suolo pubblico ed altro.
Sembra di poter dire quindi che Salvini ha sistematicamente abusato di beni e risorse dello Stato servendosene per finalità proprie e del proprio partito. E non ci sarebbe di che stupirsi, trattandosi, non va mai dimenticato, di una prassi non nuova per una forza politica che ha rubato alla collettività ben 49 milioni di euro.
Impossibile allora restare inermi. Occorre una protesta che muova dal basso, dai cittadini le cui tasse vengono corrisposte per finalità pubbliche e certo non per soddisfare gli interessi di Salvini.
E’ partita da un avvocato di Siracusa (non sappiamo se altrove ci si è mossi in maniera simile) l’iniziativa di proporre un esposto, essenziale, di cui forniamo il testo, con la speranza che siano molti coloro che vorranno seguirne l’esempio, spinti dallo stesso sdegno nei confronti di chi tratta gli Italiani (e non solo) senza alcun rispetto, come teste vuote incapaci di reazioni, prive di capacità intellettive, in una parola sudditi.
Basta solo disporre di una pec e inviare l’esposto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma - indirizzo pec Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - e alla Procura della Repubblica presso la Corte dei Conti di Roma – indirizzo pec Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Il/la sottoscritto/a … , nato/a a … il …, cod.fisc. … , pec … , CHIEDE che l'On.le Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma e l'On.le Procura della Repubblica presso la Corte dei Conti di Roma, al fine di accertare l'eventuale sussistenza di illeciti penali e del conseguente danno erariale, vogliano verificare se il Ministro dell'Interno Matteo Salvini, in occasione degli oltremodo numerosi viaggi effettuati dal suo insediamento ad oggi sia sul territorio nazionale che all'estero, abbia fruito dei beni dello Stato e del personale delle Forze di Polizia per esigenze esclusivamente istituzionali e strettamente connesse alla carica, ovvero per finalità diverse.
Con osservanza.
Data …….
Nome e cognome ……