Come già l’Eni e l’ad Claudio Descalzi anche il Gruppo Napag prende le distanze dal Sistema Amara e precisa, con un comunicato stampa, “la propria correttezza imprenditoriale e la estraneità del gruppo a qualsiasi ipotesi di illecito e/o di complotto e/o di utilizzo di movimentazioni economiche sospette come tali estranee all’operato della Napag”.

Il gruppo Napag smentisce quindi categoricamente che la Napag Italia Srl (società capogruppo di esclusiva proprietà della famiglia Mazzagatti e della famiglia Almatrook) o altre società del Gruppo siano “riconducibili alla figura dell’Avv. Amara o altra persona allo stesso collegata, ovvero che lo stesso Avv. Amara abbia alcuna partecipazione diretta e/o indiretta nelle società del gruppo Napag”.  

I rapporti con l’Avv. Amara “si sono limitati ad attività professionale di consulenza legale (resa peraltro dallo stesso Amara per numerose società, tra cui anche società del gruppo ENI) prestata negli anni 2016 e 2017” regolarmente remunerate e fatturate. Si ribadisce l’assoluta estraneità alle vicende relative al cosiddetto depistaggio o ad altre ipotesi di complotto “che non si relazionano in alcun modo con l’attività imprenditoriale” del gruppo che in tutti i rapporti economici e imprenditoriali intercorsi con ENI ha agito nella “piena correttezza e legalità”.

“In particolare – si specifica - con riferimento alla transazione relativa finalizzata alla vendita da Napag Italia ad ENI di 25.000 MT di prodotto HDPE nel maggio 2018 – che, dalle anticipazioni apparse sui giornali, verrebbe ritenuta dagli inquirenti il veicolo di pagamento in favore dell’avv. Amara - essa non è stata portata a termine per cause esterne per cui la società ha restituito in maniera puntuale, come da accordi conclusi tra le parti, l’intera somma oggetto di prepagamento. Peraltro, all’esito di tale operazione, ENI ha ricavato un margine di profitto per come dalla stessa pubblicamente riconosciuto. La relativa transazione, pertanto, non solo è stata pienamente legittima ma anche fonte di ricavi documentati e documentabili per la medesima ENI” di cui si dà conto in una memoria tecnica depositata presso la Procura della Repubblica di Milano allo scopo di evidenziare “inequivocabilmente la veridicità e correttezza operativa e contabile”.

“Il Gruppo Napag ha conferito espresso mandato ai propri legali al fine di tutelare l’immagine della società in relazione alle dichiarazioni che - secondo le notizie di stampa – sarebbero state rese agli inquirenti da un manager ENI (tale Carollo), secondo le quali l’Avv. Amara avrebbe sostenuto di avere un interesse personale in relazione alla Napag (notizie che, peraltro, sono già state pubblicamente smentite dal diretto interessato Avv. Amara), La Napag smentisce categoricamente il contenuto di dette dichiarazioni, e di altre del medesimo tenore, definendo tali dichiarazioni non corrispondenti al vero, diffamatorie ed estremamente lesive della propria immagine imprenditoriale”.