Con la sua richiesta, per regolamento, vengono così meno le ragioniper il trasferimento d'ufficio avviato dalla Prima Commissione del CSM

 

La Prima Commissione del CSM ha proposto all'unanimità l'adozione della seguente delibera:

“La Prima Commissione, nella seduta dell'11 marzo 2019, ha deliberato di aprire nei confronti del dott. Marco Di Mauro, già sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa, la procedura di trasferimento d'ufficio per incompatibilità ambientale e/o funzionale ai sensi dell'art. 2 del regio decreto n. 511 del 31 maggio 1946, così come modificato dall'art. 26 del decreto legislativo n. 109 del 23 febbraio 2006.

A fondamento di tale decisione si sono posti gli elementi di prova acquisiti nel corso del procedimento penale n. 3429/2018 della Procura della Repubblica di Messina, poi definito con decreto di archiviazione del 9 ottobre 2018, comunicato al Consiglio unitamente alla precedente richiesta della Procura (il gip di Messina Maria Militello ha ritenuto il sostituto estraneo al cosiddetto Sistema Amara, ndr).

Nella delibera della Prima Commissione sono stati indicati, come elementi meritevoli di attenzione e di approfondimento, i rapporti “marcatamente confidenziali” (così nella richiesta di archiviazione) tra il dott. Di Mauro e l'avv. Giuseppe Calafiore, poi tratto in arresto per condotte di natura corruttiva in concorso con l'allora sostituto procuratore della Repubblica di Siracusa dott. Giancarlo Longo. Più in dettaglio, i rapporti e le conversazioni tra il dott. Di Mauro e l'avv. Calafiore, oggetto di intercettazioni ambientali, non avevano riguardato circostanze di natura privata ma avevano avuto ad oggetto la linea che il dott. Di Mauro avrebbe dovuto “assumere in relazione ad alcuni procedimenti penali ed anche nei rapporti con gli altri colleghi dell'ufficio”, nonché il contenuto di alcuni esposti che lo stesso avv. Calafiore aveva diretto contro alcuni sostituti procuratori tuttora in servizio nell'ufficio.

Tali circostanze, per quanto riferito in sede di audizione dal procuratore aggiunto di Siracusa dott. Fabio Scavone (reggente pro tempore dell'ufficio), avevano determinato una rottura del rapporto fiduciario tra il dott. Di Mauro e gli altri magistrati dell'ufficio.

Aperto il procedimento ex art. 2, il dott. Di Mauro in data 29 marzo 2019 ha chiesto di potersi trasferire in prevenzione a tre sedi giudicanti (indicate in quest'ordine: Tribunale di Milano, Tribunale di Monza e Tribunale di Pavia) oppure a tre sedi requirenti (indicate in quest'ordine: Procura di Milano, Procura di Lecco e Procura di Mantova).

La Prima Commissione, nella seduta del 4 aprile 2019, ha espresso parere favorevole al trasferimento del dott. Di Mauro nelle sedi giudicanti da lui indicate. Ai fini del mutamento nelle funzioni è intervenuto parere favorevole da parte del Consiglio giudiziario di Catania, ai sensi dell'art. 13 del d.lgs. n. 160/2006.

La Terza Commissione ha quindi formulato domanda di trasferimento per il Tribunale di Milano, indicata come prima sede dal dott. Di Mauro. Di conseguenza, nella seduta del 5 giugno 2019, l'Assemblea plenaria ha deliberato il trasferimento dell'interessato al Tribunale di Milano, con funzioni di giudice.

Trova dunque applicazione il disposto di cui all'art. 42, comma 3, del regolamento interno del Consiglio laddove dispone che “la procedura di trasferimento d'ufficio non può comunque essere avviata o proseguita quando, a seguito di trasferimento a domanda ad altra sede o ad altro ufficio, la Commissione ha accertato che sono venute meno le ragioni di incompatibilità, nonché in ogni caso in cui la situazione di incompatibilità è stata creata allo scopo di provocare il trasferimento d'ufficio”. Nel caso di specie, il cambiamento di funzioni da parte del dott. Di Mauro ed il trasferimento del predetto in un distretto molto lontano da quello di provenienza devono far escludere la permanenza di una situazione di incompatibilità ambientale o funzionale. Né il Consiglio, in sede amministrativa, ha la possibilità di adottare provvedimenti diversi dal trasferimento ad altra sede o ad altra funzione; pertanto, con il trasferimento in prevenzione, la procedura ha raggiunto il suo scopo.

I profili di criticità emersi nel corso del procedimento dovranno essere oggetto delle autonome valutazioni dell'autorità disciplinare, che ne risulta già informata, così come risulta da nota in atti della Procura generale presso la Corte di Cassazione del 18 febbraio 2019. Tanto premesso, il Consiglio delibera l'archiviazione della pratica ai sensi dell'art. 42, comma 3, del regolamento interno in quanto la procedura di trasferimento d'ufficio non può essere proseguita per il trasferimento del dott. Marco Di Mauro, su sua domanda e con delibera consiliare del 5 giugno 2019, al Tribunale di Milano con funzioni di giudice, ed essendosi pertanto accertato il venir meno delle ragioni di incompatibilità; le autorità competenti sotto il profilo disciplinare sono informate dei fatti oggetto della presente procedura".