Difficile realizzare in così poco tempo le proposte lanciate nel Consiglio Comunale

 

15 giugno 2019

Siamo alle solite. È triste ammetterlo, ma ogni anno, in giugno, parte il thriller più seguito (loro malgrado) da tutti i tifosi e gli appassionati del Siracusa Calcio. E cioè – puntuale come l’influenza di stagione – si dà il via al penoso countdown relativo all’iscrizione della squadra locale di calcio al campionato professionistico nazionale. Passano gli anni, si succedono le proprietà, ma resta sempre questa spada di Damocle sulla testa dei tifosi, e non solo. E proprio come in un reality televisivo, che tanto vanno di moda in questo secolo, la paura di tutti è sempre quella di sentirsi dire: «Siracusa, per te il calcio finisce qui»!

Ci siamo già passati più volte ahinoi attraverso le forche caudine dei tribunali sportivi e ordinari che sancivano il fallimento della società di casa, e francamente speravamo che almeno stavolta potevamo evitarci tale tortura, allorché meno di un anno fa una nuova proprietà si era insediata in piazza Leone Cuella brandendo fieri stendardi di buoni propositi. E invece no. Siamo ai tristi ricorsi storici. Mancano infatti meno di dieci giorni alla scadenza che la Lega dà per presentare le domande d’iscrizione ai campionati professionistici (entro il 24 giugno) e la barca della società azzurra barcolla paurosamente tra le onde di un mare in tempesta. Tanto che, straordinariamente e per la prima volta, lo scorso martedì 11 si è riunito a palazzo Vermexio il consiglio comunale, compreso di Sindaco e Giunta (quasi) al completo, con il solo ordine del giorno di provare a trovare qualche soluzione per salvare la locale squadra di calcio cercando così di evitare alla cittadinanza quest’ennesima umiliazione sportiva.

E pure noi eravamo lì presenti, vi abbiamo assistito speranzosi – come la cinquantina circa di altri tifosi comuni presenti – di tornare a casa con un lumicino di speranza acceso. E questo lumicino, alla fine dell’incontro, ce l’ha acceso proprio l’unico esponente della società presente, e cioè l’Amministratore delegato Nicola Santangelo, il quale alla fine ha lasciato l’aula consiliare esclamando: «Iscriviamo la squadra e ripartiamo». E questa dichiarazione ci è arrivata con lo stesso clamore che suscitò qualcuno più celebre di lui quando alfine esclamò: «Il dado è tratto».

Prima di lui si erano espressi i consiglieri Gaetano Favara, il quale si lamentava dello scarso interesse che gli assenti dimostravano per la questione Siracusa calcio, rimarcando che qui non si tratta solamente di tifo calcistico, bensì di senso di appartenenza alla propria città. Perché a suo dire anche se non è compito dei consiglieri quello di trovare delle risorse che possano salvare la locale squadra di calcio, è però loro dovere tutelare il patrimonio della città, e tra questi c’è anche il calcio, col tutto il suo corredo di iscritti al settore giovanile, perché la perdita della prima squadra cittadina sarebbe la sconfitta a livello sociale di una città intera che vuole trasmettere anche attraverso lo sport i valori positivi. E noi non possiamo che essere d’accordo con lui. Anche perché – ci ha tenuto a precisare – tra qualche giorno ci sarà la cerimonia che conferirà la cittadinanza onoraria alla vedova di Nicola De Simone, il calciatore del Siracusa che perse la vita alla fine della stagione 1978/79 proprio per uno scontro avvenuto in un’azione di gioco che gli fu fatale, e sarebbe veramente una beffa che si celebri in qualche modo una squadra che non esiste più.

Poi è stata la volta di Michele Buonomo, che ribadiva che i tifosi sono stanchi di vivere sempre situazioni del genere, e asseriva che servirebbe formare una sorta di tavolo tecnico, come si provò a fare all’epoca della gestione Salvoldi, quando, tanto per cambiare, alla fine del campionato si visse una situazione analoga, con esiti purtroppo infruttuosi. Quindi Salvatore Castagnino, che sottolineava che nello specifico non si tratta di maggioranza e opposizione, ma «serve l’unione d’intenti con l’unico obiettivo di salvare una squadra che è cultura ma è anche lavoro perché c’è un indotto che cresce sempre di più man mano che si va avanti. È importante stanziare un importo per lo stadio. Coinvolgiamo commercianti vari ma dopo che pagano i tributi per il 200 per cento non ne vogliono sapere. E poi individuare l’area per realizzare il nuovo stadio di modo che chi vorrà investire in futuro sul Siracusa potrà sapere di farlo con un adeguato ritorno di immagine. Se l’amministrazione ce la vuole mettere tutta domani presenta un nuovo piano per le opere pubbliche inserendo i lavori allo stadio. Le associazioni di categoria e commercianti sono deboli».

Molto costruttivo l’intervento di Paolo Ezechia Reale, l’unico a nostro avviso che ha partorito un’idea concreta, seppur provocatoriamente bizzarra: «Oggi occorre far sentire la vicinanza dell’amministrazione comunale al Siracusa calcio, perché la sua storia è la storia di una città. Io proporrei una domanda precisa: quanto costa un’iscrizione? 55mila euro? Bene facciamo 55 abbonamenti da soci sostenitori da 1.000 euro ciascuno. Cominciamo a dare noi un primo segnale, poi dovrete essere bravi voi dirigenti a dare risposte importanti».

Sono seguiti poi gli interventi di Costantino e Burgio, quindi Alessandro Di Mauro ha richiamato l’impegno della classe imprenditoriale: “lo sanno tutti che la Lega Pro è un bagno di sangue, il consiglio comunale si può impegnare con i lavori allo stadio ma poi i soldi nel calcio li devono mettere gli imprenditori. È risaputo che Siracusa soffre e lo dimostrano i circa 50 tifosi oggi qui presenti, quando si parlava che si doveva essere in tremila. Noi faremo la nostra parte ma occorre che anche gli imprenditori facciano la propria”.

Andrea Buccheri ha invece proposto di organizzare a gennaio di ogni anno “gli stati generali dello sport per capire di cosa abbiano bisogno le società sportive perché il tennis fa la Serie A, la pallanuoto idem e la pallamano pure, fra qualche anno ci sarà il centenario del Siracusa e non è pensabile che non ci sia società per una ricorrenza simile”.

Nicola Santangelo, amministratore delegato, ha sottolineato come la situazione sia difficile ma che ci si proverà fino alla fine: «Alì sta facendo i salti mortali, il tutto per tutto per iscrivere la squadra. Noi siamo entrati il 14 luglio e il presidente arrivò con tanto entusiasmo, pensavamo di avere una città dietro che ci spingesse e supportasse. Noi abbiamo avuto le nostre responsabilità ma ci saremmo aspettati contributi maggiori, abbiamo incassato circa 45mila euro di sponsor, abbiamo fatto 15 abbonamenti socio-sostenitore per una campagna che era già stata aperta prima del nostro arrivo. Abbiamo rilevato una squadra iscritta in Serie C ma siamo stati obbligati a sostituire una fideiussione entro fine settembre che ci è costata 300 mila euro, soldi che sono ancora oggi vincolati e che sarebbero stati a disposizione del Siracusa. Cosa si è interrotto? Speri di avere una città alle spalle e avere serenità mentale per affrontare tutto e programmare e organizzare iniziative per fare in modo di legarsi alla città. Poi ha contribuito pure la media-spettatori troppo bassa che ci ha fatto rimettere soldi nel costo domenicale di una singola partita. Con un ambiente positivo e costruttivo tutto riesce in maniera più semplice. Spero che tutte queste proposte ascoltate abbiano seguito, perché se rimarranno solo proposte, avremo perso tutti»

Appunto. Ci permettiamo di obiettare che se una società decide di intraprendere un’azione così importante come può essere quella di rilevare l’intero pacchetto di maggioranza di una squadra di serie C, non può di certo basarsi sulle speranze, e tanto meno credo che l’ex proprietario Gaetano Cutrufo non li avesse informati che la città, intesa come classe imprenditoriale, era assente riguardo all’appoggio fattivo alla società di calcio, né che ogni domenica non avrebbero di certo avuto 5000 spettatori… Perché se così fosse, quanto meno la proprietà Alì ha peccato di superficialità nel gestire l’operazione. Ma tant’è. È inutile adesso piangere sul latte versato.

Sono poi di seguito intervenuti i consiglieri Giovanni Cafeo, l’unico deputato regionale presente, che si è detto pronto a fare la sua parte, chiedendo nuovamente la presenza degli imprenditori affinché possano mostrare più partecipazione, con un progetto chiaro. E per finire c’è stato l’intervento del sindaco Francesco Italia che ha ringraziato i presenti e aggiunto: «Tutti noi abbiamo assunto un impegno di responsabilità e serietà. Quello che emerge dalle interlocuzioni continue è che esiste un presidente che sta lavorando perché vuole iscrivere il Siracusa e proseguire con il Siracusa. Esiste un imprenditore che non è siracusano e che vuole fare la propria parte, che ha ammesso i propri errori e che con grande sincerità sottolinea di non riuscire ad andare avanti. Ci siamo impegnati e ci stiamo impegnando tutti. Aiutare il Siracusa calcio significa aiutare la città, i tifosi, le famiglie e tutto l’indotto che ne genera. È vero che la politica può dare una mano ma devono slittare perché c’è la questione iscrizione che è prioritaria e poi successivamente il progetto da maturare successivamente. Io qualche piccolo sponsor l’ho già trovato, se a questo aggiungiamo i soci sostenitori e le imprese, motivando la città a investire su un progetto che riguarda tutta Siracusa. La sottoscrizione pubblica è percorribile, così come la possibilità di aprire a eventuali emendamenti sui lavori allo stadio. A Siracusa si lavora per un obiettivo in dieci giorni che è quello di salvare la squadra e sono convinto che questa è la premessa fondamentale. La valutazione tecnico-giuridica la faremo anche sulla fideiussione. Le stiamo tentando tutte ma è importante essere coesi. Chiedo anche ai tifosi di far sentire il sostengo e la fiducia su chi ha deciso di continuare a investire».

Chiusura dei lavori affidata al gruppo Amo Siracusa con Michele Mangiafico, che ribadiva come il Siracusa rappresenti un patrimonio da difendere e si augurava che questa iniziativa abbia trasmesso l’idea che quando si vuole si è uniti per il bene della città.

È onesto ribadire da parte nostra, come ha già fatto il collega Gianfranco Pensavalli con un articolo uscito sul nostro giornale online del 10 giugno, che da nostre fonti private ci giunge notizia di una azienda friulania, la SAFF, acronimo di Società Amatoriale Football Friuli, che sarebbe interessata a rilevare, in toto o in parte, il Siracusa dell'adranita Giovanni Alì. Il primo incontro chiarificatore si è già "consumato" sabato scorso alla Plaja di Catania, negli uffici del patron della società di viale Scala Greca, alla presenza dell'amministratore delegato Nicola Santangelo e di un consigliere del CdA della Saff, per ora semplice mediatore e che gradirebbe non essere svelato.

I friulani hanno cercato nei giorni scorsi di acquisire sia il Messina che il Città di Messina in serie D ma la piazza ha preferito seguire la linea dell'Amministrazione De Luca, ovvero "Il Messina ai messinesi".

Ed ecco allora il Siracusa. Con un paio di proposte: 600.000 euro subito, sotto forma di sponsorizzazione, con liquidità garantita da una fidejussione bancaria di un Istituto dell'area del Natisone. Cifra che permetterebbe ad Alì di iscrivere la squadra al campionato di serie C senza affanni. 600.000 euro che potrebbero anche essere destinati al rilevamento del 40% delle quote societarie.

Ma sarà il Consiglio di amministrazione della SAFF il prossimo 19 giugno a valutare il tutto. Fermo restando che, il giorno successivo, in una seduta allargata, dopo l'ingresso di tre nuovi soci, si potrebbe definire l'iter per l'acquisto di tutte le quote del Siracusa. Operazione che, al momento, è fissata in 1,2 milioni di euro. L'iniziativa dei friulani - tutti presenti nel calcio anche nazionale come sponsor o come possessori di quote societarie - non "soffrirebbe" della concorrenza di un eventuale asse tra Alì e Giovanni Cutrufo. Neppure accennati i progetti tecnici mentre Alì avrebbe prospettato una soluzione celere per adeguare il "De Simone".

Da parte nostra non possiamo che sperare che anche questa non si riveli alla fine l’ennesima bolla di aria fritta, anche se la società da noi interpellata al riguardo non ha voluto né confermare né smentire la notizia, forse per voler aspettare (giustamente) che si metta tutto nero su bianco. Perché una sola cosa ci teniamo a precisare, e cioè che quantunque la strada si presenti in salita, le buche siano tante, il percorso è accidentato, bisogna però sempre tenere ben chiaro un concetto: il Siracusa è il Siracusa, deve pensare da Siracusa ed essere trattato da Siracusa. Sempre, anche in tempi di bilanci agitati, anche in un periodo di vacche magre, anche se si è sull'orlo del baratro. Noi siamo Siracusa e il Siracusa. Che nessuno provi a dimenticarlo...