I leghisti radunano la destra, ma c’è anche “100 per Augusta”. Uniti nella critica alla giunta Di Pietro, mancano ancora però programmi articolati e concreti

 

La Civetta di Minerva, 15 giugno 2019

Sono cominciate le grandi manovre da parte del mondo politico cittadino per prepararsi alle prossime elezioni che si svolgeranno fra un anno. Ha iniziato le danze il nuovo circolo leghista che, ringalluzzito dall’esito elettorale, si è intestato l’iniziativa di tentare la costituzione di una coalizione di destra di cui ritiene debba essere il primo azionista. Quasi contestualmente è uscito dalla gestazione un movimento denominato “100 per Augusta”, costola dal gruppo preesistente denominato “cambia Augusta” che aveva operato con varie iniziative per prepararsi al grande lancio. Questo neonato movimento, che si presenta come una lista civica, ha fatto il suo debutto in pompa magna il 31 maggio presso il salone San Biagio facendovi confluire sostenitori e curiosi che hanno invaso la sala in ogni ordine di posti con una bella prova di forza.

Nel perfetto stile a cui siamo ormai abituati dalle convention americane, armati di microfoni volanti e megavideo, hanno illustrato le ragioni della propria esistenza affidandosi ad una brava attrice ed esponendo alcuni dei futuri candidati per un seggio a palazzo di città. Alcuni di questi hanno esposto la propria visione delle cose evidenziando una trasversalità di punti di vista molto ampia: dall’intervento molto strutturato e decisamente progressista di Daidone a quello un po’ retrò di La Ferla, da quello modernista e tutto centrato sull’impiego dell’informatica di Ferreri a quello popolare della mamma e così via.

Tutti si sono trovati uniti dall’ampia critica all’attuale gestione del comune dichiarando una visione diametralmente opposta a quella praticata dai pentastellati: apertura verso chi, dotato di competenze e sensibilità, si dichiari disponibile, oltre le opinioni politiche di carattere generale di ciascuno, ad affratellarsi nel gruppo per mettere in campo un’opera di gestione e di rinnovamento del Comune.

Se questa volontà di apertura e di sintesi delle competenze presenti in città per rilanciare la vita del comune può essere considerata il punto di forza del progetto politico, altrettanto evidente è apparsa, allo stato, l’assenza di un progetto amministrativo concreto pieno di contenuti di cui si è sentita la mancanza nella kermesse.

Si potrà dire che siamo agli inizi di un percorso ed è vero, ma per aggregare, oltre alle generiche dichiarazioni di principio, è necessario un programma amministrativo realistico e concreto. Vedremo cosa ci dirà il futuro. Ovviamente la conclusione dell’iniziativa è stata affidata al consigliere Di Mare che è apparso il dominus dell’iniziativa e, probabilmente, il candidato a Sindaco del gruppo. Se l’idea di aggregare oltre le visioni politiche generali sia vincente lo diranno gli sviluppi dell’iniziativa e le caratteristiche delle aggregazioni che si riusciranno a determinare intorno al progetto amministrativo che ancora non c’è. Inoltre, se l’eterogeneità di coloro che finora si sono manifestati, le origini di parte del movimento e la storia politica di alcuni dei principali protagonisti, si sovrapporrà al carattere civico dell’iniziativa potrebbe rappresentare una palla al piede per il prosieguo dell’esperienza.

Comunque vada, il dato sicuramente positivo che è emerso è dato dalla consapevolezza che in una città o si cresce insieme o si rischia la marginalità, posto che, a mio parere, quello di cui la città ha assoluto bisogno è la formazione di una classe dirigente che, comunque posizionata politicamente, sappia trovare nella concretezza, nella tolleranza reciproca e nel confronto la strada per riportare la città al centro dell’attenzione della politica, dell’economia e dell’interesse oltre le proteste, le generiche lamentazioni e le chiacchiere di cui ormai non se ne può più.