11 giugno 2019 - Archiviato il processo contro Franco Oddo (La Civetta), Gianfranco Pensavalli e Salvatore La Rocca (Magma), Carmelo Maiorca e i politici Foti e Salvo.

 


Dopo otto anni è finito nel nulla il procedimento che ha visto indagati (per associazione a delinquere, calunnia diffamazione) quattro giornalisti siciliani e due esponenti politici di Siracusa: il direttore della “Civetta di Minerva” di Siracusa Franco Oddo, il direttore del periodico Magma Salvatore La Rocca, il freelance Gianfranco Pensavalli, Carmelo Maiorca, direttore de “L’Isola dei cani” (per il quale l’archiviazione era stata già disposta il 22 marzo 2019), l’ex parlamentare Gino Foti e l’ex sindaco di Siracusa Aldo Salvo.

Sono stati tutti prosciolti con l’archiviazione disposta dal GIP di Messina, Maria Vermiglio, il 2 maggio 2019, dopo lunghe e approfondite indagini che hanno escluso ogni loro responsabilità. 

I sei indagati erano accusati di avere ordito, nel 2011, in concorso fra loro, una specie di complotto politico-mediatico per delegittimare, attraverso false accuse e una campagna mediatica, l’operato della Procura della Repubblica di Siracusa e far trasferire in altra sede due magistrati: il procuratore capo dell’epoca Ugo Rossi e il sostituto Maurizio Musco”. La Procura di Messina è stata investita del caso poiché erano parte lesa due magistrati di Siracusa. 

IL PROCESSO – L’8 aprile 2019 la Procura di Messina ha chiesto di archiviare il procedimento. Il Gip ha disposto l’archiviazione con una ordinanza in cui evidenzia che i reati ascritti non sono stati accertati, che non sono emersi collegamenti organici fra gli imputati né passaggi di denaro fra loro e “in particolare non emerge la prova di un accordo fra gli associati”. 

Il processo era nato da alcune intercettazioni effettuate per un altro procedimento. In base ad esse, si era ipotizzata l’esistenza di una strategia (ideata dall’on. Luigi Foti e da mettere in atto con l’aiuto dei giornalisti Oddo, La Rocca, Pensavalli e Carmelo Maiorca) per delegittimare l’operato della Procura della Repubblica di Siracusa, il suo capo e uno dei suoi sostituti.

Secondo l’accusa, rientravano in questa strategia gli articoli pubblicati a novembre 2011 dai periodici locali Magma e La Civetta di Minerva. Quegli articoli denunciavano aspetti dell’attività della Procura che destavano la loro preoccupazione. In particolare, riguardo alla gestione di alcuni procedimenti nei quali svolgeva la difesa l’avvocato Piero Amara, legale dell’Eni, e in considerazione anche di rapporti di cointeressenza in alcune società private fra il penalista, magistrati della Procura e rispettivi familiari.

Le stesse questioni furono sollevate a suo tempo anche da alcune interrogazioni parlamentari e nel 2012 furono alla base di una ispezione negli uffici della Procura aretusea ordinata dal Ministro della Giustizia Paola Severino. Ispezione che si concluse con la decisione di trasferire ad altra sede, con effetto immediato, i magistrati oggetto delle critiche e di lasciare al CSM il compito di chiarire le loro rispettive posizioni.

IL COMMENTO DI FRANCO ODDO, DIRETTORE DELLA CIVETTA - Il GIP di Messina ha disposto il proscioglimento dall’accusa di “complotto per delegittimare la Procura di Siracusa” che mi era stata mossa, all’indomani dell’inchiesta del 2 dicembre 2011, dal procuratore capo Ugo Rossi e dal pm Maurizio Musco, accreditandola con 335 pagine di intercettazioni effettuate dai carabinieri in nessuna delle quali – dico in nessuna – l’on. Foti e l’ex sindaco Aldo Salvo parlavano con me o mi telefonavano o palesavano di avere con me un qualsivoglia contatto. Per mesi, dopo la pubblicazione dell’inchiesta della “Civetta di Minerva”, hanno cercato di denigrarmi con titoloni sul quotidiano “La Sicilia” circa questo presunto complotto, per insinuare che io e i miei colleghi di Magma avessimo operato in associazione a delinquere con l’ex sottosegretario Gino Foti e l’ex sindaco Aldo Salvo.

È giusto che lo stesso giornale “La Sicilia”, in cronaca di Siracusa, abbia dedicato un articolo di ottimo impatto visivo alla mia totale discolpa. Nell’articolo è detto chiaramente che hanno rivoltato come un calzino il mio conto corrente e quello di mia moglie alla ricerca di bonifici dell’ex parlamentare o di persone a lui riconducibili ma, per loro disgrazia, lo hanno trovato perennemente in rosso. Cade così l’ultima infamante accusa rivoltami per aver osato dissacrare il tempio della giustizia siracusana che, dopo la mia inchiesta, si è dissacrato da solo molto più di quanto credessi. Sono lieto che, insieme alla mia, l’archiviazione sia stata disposta nei confronti di Salvatore La Rocca, già direttore di Magma, e del giornalista Gianfranco Pensavalli, che adesso scrive con noi. Dopo la recente assoluzione di Carmelo Maiorca, questa é una ulteriore conferma dell’eccellente servizio reso dal nostro giornale ai cittadini e ai magistrati onesti, di cui io e tutti i collaboratori del giornale siamo orgogliosi.