L’economista: “Verso una gestione della società rivolta alle classi meno abbienti”,servirebbero anche a Siracusa per la situazione socioeconomica in cui versa la città”

 

La Civetta di Minerva, 15 giugno 2019

I minibot o sono valuta, e quindi sono illegali, oppure sono debito e dunque lo stock del debito sale. L’ha detto Mario Draghi, a proposito dell’ipotesi di emettere minibot per rimborsare i debiti della pubblica amministrazione verso le imprese. Ciò è nato da una mozione approvata all’unanimità dalla Camera. Ne parliamo con Giovanni Zero, storico dell’economia e specialista in tecniche finanziarie e bancarie.

“Premettendo che nulla è apparso sulla gazzetta ufficiale e che quindi il nostro è un semplice argomentare, cerchiamo di chiarire qualcosa. In primis i nostri politici perdono il pelo, ma non il vizio”.

Cosa vuoi dire?

Mi riferisco ai deputati del PD che votano all’unanimità la mozione avente in oggetto i minibot e poi si affrettano a dichiarare di non essere d’accordo con questa idea economico-finanziaria. Insomma, firmano senza leggere, approvano per poi rinnegare. Coi sciagurati trattati europei hanno fatto lo stesso.

Anche allora non avevano né capito, né letto niente?

Infatti!

In questo caso?

L’idea finanziaria partorita da Claudio Borghi prevede il pagamento dei debiti commerciali della pubblica amministrazione non facendosi prestare soldi dai mercati, ma stampando titoli di stato di piccolo taglio (5/10/50/100 euro) che non fruttano interesse ai possessori, non hanno una scadenza, non vengono rimborsati in euro, ma lo Stato si impegna ad accettarli per il pagamento delle imposte.

È una innovazione finanziaria?

Certamente, sono anni che la BCE non riesce a raggiungere l’obiettivo previsto dal suo, criticabile e incompleto, statuto: un livello di inflazione pari al 2%.

È il suo unico obiettivo?

Si, hai capito bene: l’unico obiettivo statutario previsto dalla BCE è la stabilità dei prezzi, con buona pace della crescita economica e dei livelli occupazionali. È il tutelare a tutta forza la rendita e che i lavoratori si dessero pane da soli.

Questo fa parte del disegno che i burocrati di Bruxelles affermano essere democratico?

Infatti, il lavaggio del cervello neoliberista che consiste nei dogmi sull’efficienza del mercato, sulla scarsità della moneta e sulla negatività degli interventi riequilibratorii dello Stato è a livelli paragonabili a quelli pre crisi del 1929. Allora John Keynes spiegò in maniera incisiva ed approfondita che in deficit di domanda la sola politica monetaria è inefficace, è monca, è inutile.

Invece cosa ci vuole?

Si richiede uno Stato che faccia deficit e questo, in presenza di fattori produttivi disponibili, come disoccupazione e tasso di utilizzo della capacità produttiva inferiore al 80%, va finanziato in nuova moneta e non attraverso l’emissione di titoli di debito pubblico e conseguente assorbimento di moneta in circolazione. La stampa della moneta è una prerogativa statale storicamente ceduta (estorta) a istituzioni private quali le banche di emissione.

Torniamo ai mini bot

Lo Stato ha debiti verso i propri fornitori che paga con ritardi epocali mettendo a rischio l’esistenza di queste aziende che per ovviare a questo sfasamento temporale sono costrette a ricorrere al credito bancario (un sistema oggi totalmente privatizzato in barba alla nostra costituzione). Invece, la scelta d’utilizzare questa forma di pagamenti che hanno la caratteristica di essere non onerosi, cioè debito non producente aggravi dovuti agli interessi, è semplicemente una scelta pregna di buon senso in una fase economica dove i rischi inflazionistici sono pressoché inesistenti. Gli unici rischi inflazionistici risiedono sempre nel “buon cuore” delle sette sorelle, cioè di coloro che ci vendono la materia prima ancora essenziale per la nostra economia: il petrolio.

Spiega meglio questo passaggio

Negli anni ‘70 l’ondata inflazionistica che colpì le economie occidentali fu dovuta alle aspettative di svalutazione del dollaro dopo la fine del sistema di Breton Woods e il conseguente aumento esponenziale (400%) del prezzo del petrolio che si verificò sul “mercato”. Enrico Mattei era venuto, e la strategia economica di stabilizzare il prezzo delle nostre forniture tramite accordi bilaterali con i paesi produttori venne accantonato per lasciarci in balia dei prezzi oligopolistici decisi dalle multinazionali. L’inflazione divenne galoppante e la colpa fu totalmente addossata agli irrisori deficit pubblici che caratterizzavano il periodo.

Come ne uscimmo?

Vennero le forze dominanti a imporci di trasformare lo Stato da regolatore e disciplinatore del mercato monetario ad ultimo “inaffidabile” debitore con la necessità di piegarsi ai voleri dei rentiers pena l’inasprimento delle condizioni finanziarie di detti prestiti.

Il famoso spread?

Già, così per le crescenti necessità monetarie verranno fornite a discrezione del sistema bancario internazionale e a tassi congeniali a favorire la rendita i buoni ordinari del tesoro (Bot). Se ce la fai bene, se non ce la fai privatizza. Agli acquisti ci pensiamo noi sempre con moneta bancaria creata ex nihilo e tutto tornerà apposto, la crescita economica sarà travolgente e il prodotto sociale verrà redistribuito come mai prima d’ora. pena l’inasprimento delle condizioni finanziarie di detti prestiti.

Da allora cosa succede?

La redistribuzione al contrario: i ricchi sempre più ricchi, la classe media in via di estinzione e la povertà a livello medioevale. Invece i minibot sono, indubbiamente, dei razionali passi avanti verso una gestione economica della società rivolta alle classi meno abbienti.

A Siracusa servirebbero?

Altroché, qui c’è né ancora più bisogno per la situazione socioeconomica in cui versa la città con il 60% di disoccupazione giovanile, il 22% quella generale e un reddito fra i più bassi del sud. Tempo fa fu affrontato il problema dell’arretratezza del sud che oggi è diventato enorme.

Come?

Grandi meridionalisti (Nitti, Salvemini, Fortunato) lo evidenziarono e altri (Menichella e Saraceno) l’affrontarono con infrastrutture immateriali giuridico economico create ad hoc: la cassa del mezzogiorno ed un sistema creditizio strutturato localmente. Fu grazie a queste invenzioni che il divario nord-sud si ridusse come mai nella storia d’Italia.

In sintesi c’è bisogno di un massiccio intervento economico dello Stato specie al sud?

Si, è necessario passare da un controllo del tasso pagato sulla rendita (debito pubblico) alla stampa di moneta non a debito. Che economisti, invitati dalla lega a essere deputati, stiano spingendo in questa direzione è un ulteriore treno che la sinistra si sta facendo sfuggire.

Per ignoranza, supponenza o visione miope?

Non so rispondere, ma vorrei solo ricordare che il nostro sistema economico brevettato e codificato nella nostra costituzione, poi smantellato dai trattati europei lo esportammo in Cina tramite Alberto de Stefani (economista) e Attilio Lavagna (giurista): loro non l’hanno rinnegato e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.