Nel mio “Stelle di un cielo diviso”, una donna torna nell’isola in cui ha trascorso gli anni dell’adolescenza e dell’università…

 

La Civetta di Minerva, 15 giugno 2019

Un’isola del sud, il profumo delle piante arse dal sole estivo, l’aroma del caffè consumato all’ombra di una tettoia, su una terrazza esposta alla brezza marina, dove la lentezza è un obbligo piacevole e la salsedine si fa inebriante; una storia d’amore e di dolore ripercorsa attraverso un mosaico di ricordi: ecco alcune immagini che si trovano nel mio romanzo appena uscito in libreria e intitolato Stelle di un cielo diviso (Alessandro Polidoro Editore, 312 pagine, 15 Euro).

Siamo a Cipro, ma potremmo trovarci in un posto qualsiasi del nostro Mediterraneo, perché il mio libro parla in fondo di questo, di una dimensione dell’essere comune a popoli e culture diversi che, malgrado la diversità, affondano le proprie radici in un’unica storia di bellezza.

Il romanzo ha come protagonista una donna che torna nell’isola in cui ha trascorso gli anni dell’adolescenza e dell’università. Non solo i legami col proprio passato si rivelano più forti del previsto, in quanto la nostalgia li colora di toni più rosei e attraenti, ma anche le scelte e gli sbagli che hanno dominato la sua vita negli ultimi anni di lontananza appaiono finalmente più chiari. Il problema, però, è il prezzo che bisogna pagare per raggiungere tale chiarezza, visto che la chiarezza, come la verità, a volte ha bisogno di un percorso doloroso per essere raggiunta.

La verità è dunque l’uscita da uno stato spirituale in cui è venuta a mancare la luce. Simbolicamente, nel libro l’oscurità è rappresentata dalle architetture medievali dei castelli ciprioti, dalle segrete, dai sotterranei bui che si contrappongono al cielo e al mare di un azzurro intenso. Tanto più grande è la differenza tra buio e luce, quanto più difficile è la risalita verso la superficie dagli abissi tenebrosi che si annidano nel cuore umano, spesso legato a credenze e superstizioni che lo rendono schiavo della paura.

Con il mio romanzo Stelle di un cielo diviso ho tentato di descrivere la vittoria su questo tipo di paura, e di come l’amore autentico riesca a liberare l’animo da ogni legame sbagliato.

Al di là della storia d’amore e di crescita spirituale che si snoda per tutta la trama, agli appassionati di geopolitica non sfuggirà poi la ricostruzione storica che si staglia sullo sfondo di questo romanzo, minuziosamente ricostruita per dare una pennellata di autenticità all’ambientazione cipriota, le cui pagine di storia sono spesso dimenticate o ignorate dalle preoccupazioni quotidiane degli europei. Cipro, infatti, è un’isola divisa, occupata per metà dall’esercito turco fin dagli anni ’70 e per metà governata da un popolo più affine alla cultura ellenica. Questa divisione non risparmia nemmeno la capitale Nicosia, attraversata e ferita dal filo spinato che ancora oggi, nel 2019, la divide come un tempo era stato per Berlino. In questa divisione, segno concreto di un dialogo purtroppo fallito (i cui retroscena sono ricostruiti nel romanzo), si rispecchiano le divisioni interiori dei personaggi, spesso assorbiti dall’inseguimento di passioni effimere e di traguardi che non donano un vero senso di compiutezza.

La ricchezza di Cipro, crocevia del Mediterraneo, punto di incontro tra Oriente e Occidente, tra Nord e Sud, diventa infine il bottino ambìto da chi vuole approfittarsene. In questo Cipro somiglia a molte altre isole mediterranee, ineguagliabili in bellezza e spesso saccheggiate, desiderate e depredate senza rispetto, ieri dagli invasori e oggi dai demagoghi, e proprio la mancanza di rispetto le rende simili anche a certe donne la cui sorprendente bellezza è illecitamente scambiata per un invito al possesso, alla molestia facile, al triste abuso autorizzato da un’illogica giustificazione di ruoli nella società. A Cipro dopotutto nasce Venere, e il mito greco – non dimentichiamolo – ci insegna che da alta e spirituale (Venere Urania) può facilmente diventare oggetto di basse passioni alla portata di tutti (Venere Pandemia). Allo stesso modo il romanzo si interroga sul ruolo della donna, sul senso della maternità contrapposto agli schemi sociali di carriera e successo, alla relazione tra sentirsi liberi e sentirsi liberati.

Alla fine di questo viaggio a Cipro rimarranno impressi il colore abbagliante del cielo, la scelta della protagonista e il ricordo della volta stellata, che è la cifra di un mistero immenso che trascende il creato.