Ai suoi comizi di Lentini e Francofonte ci sarebbero stati tre pregiudicati. Nelle accuse del consigliere comunale Alessandro Russo anche l’uso improprio di auto di servizio

 

La Civetta di Minerva, 1 giugno 2019

Volano gli stracci in Forza Italia e nel mirino, anche dei seguaci di Stefania Prestigiacomo, ci sono il sindaco di Messina Cateno De Luca e la candidata alle Europee Dafne Musolino. Una denuncia penale già depositata a Messina ipotizza per i due, il di lei marito Michele Malluzzo, alcuni funzionari del comune di Messina da identificare, la pesantissima accusa di associazione a delinquere finalizzata a compiere reati elettorali e fiscali.

Nel mirino, come detto, il quasi nullatenente Michele Malluzzo, marito della Musolino, il cui nome compare nell’inchiesta Terzo livello in quanto legato alle vicende delle coop della ex presidente del Consiglio comunale di Messina, Emilia Barrile. Malluzzo non è indagato in quell'inchiesta ma il suo reddito appare incompatibile con gli oltre 100.000 euro spesi come mandatario della moglie e riguardanti le 400.000 lettere inviate da Cateno De Luca, sindaco della Città Metropolitana di Messina, ad altrettanti elettori siciliani. Con uso non corretto del ruolo. Lettere arrivate anche ad elettori del Siracusano. Ma sono i comizi elettorali, in vero gestiti dall'Udc, con la supervisione di Pippo Gianni, uno dei quali tenutosi a Francofonte il 2 maggio, ad aver sollevato le perplessità dei denunzianti per la presenza nel salone del comizio-convegno di elementi quanto meno già noti alle forze dell'ordine.

Tutto nasce dalla dettagliatissima denunzia a firma del consigliere comunale Alessandro Russo, depositata presso la segreteria generale del Comune di Messina, anche sull’uso improprio dell’auto di servizio utilizzata da Dafne Musolino. Lo stesso Russo non è riuscito a ottenere dai vertici comunali la motivazione istituzionale per l’assegnazione dell’auto. È probabile che la Procura di Messina procederà a inoltrare ai colleghi di Siracusa per competenza la vicenda dell’utilizzo dell’auto di servizio laddove si sono tenuti comizi e incontri elettorali. Come detto, Francofonte ma anche Lentini. E pure Caltanissetta, dove è stata Sicilia Futura a gestire l'incontro. Qui, in vero, si sarebbe verificato anche altro in quanto a tale incontro avrebbe presenziato un pluripregiudicato nisseno, già condannato per voto di scambio.

La denunzia aretusea potrebbe arrivare da “fuoco amico”. Ovvero di un grande elettore dell'ex ministro Stefania Prestigiacomo, non proprio in sintonia con la candidatura Musolino nella Sicilia orientale.

Nel mirino, giusto ribadirlo, la presenza a Francofonte e Lentini di almeno tre pregiudicati vari e noti per i loro sforzi, nel recente passato, per “gestire” voti della mala locale. Sarebbbero vicini all'UDC, partito di riferimento della Musolino, seppur confluiti per l'occasione in Forza Italia.