Dopo il caso di Palermo. Relatori i professori Elio Cappuccio e Nino ed Ernesto De Cristofaro

 

La Civetta di Minerva, 1 giugno 2019

“I fatti di Palermo costituiscono una minaccia alla libertà dei cittadini e un attentato gravissimo ai diritti sanciti dalla Costituzione: la libertà di opinione e la libertà di insegnamento […]. Questo atto di forza vuole intimidire non solo una categoria (gli insegnanti) ma tutti i cittadini. E che si sia partiti dai docenti non è casuale: sono loro che devono insegnare il rispetto dei diritti, la democrazia, la tolleranza, i principi della Costituzione antifascista”.

È a partire da queste parole di Romano Luperini e naturalmente dagli echi suscitati dal provvedimento contro la professoressa palermitana Dell’Aria, docente presso il “Vittorio Emanuele III di Palermo” (e crediamo che non si manchi di notare la persistenza dell’intitolazione di una scuola al re del Ventennio fascista) che s’impernierà il dibattito “Insieme per la libertà di insegnamento e di pensiero” del 6 giugno prossimo, che si terrà presso la Sala Arci di Piazza Santa Lucia a Siracusa alle ore 18.

Promosso da Cobas Scuola Siracusa, vedrà gli interventi di Nino De Cristofaro (esecutivo nazionale Cobas Scuola), del professor Elio Cappuccio, docente di Storia e Filosofia presso il Liceo “Gargallo” di Siracusa, del professor Ernesto De Cristofaro, docente presso l’ateneo di Catania e dei rappresentanti delle associazioni come Astrea, Rete Enpowerment Attiva, Giosef Siracusa, Arciragazzi Siracusa 2.0, Stonewall, Unione degli Studenti, Zuimama.

Il video “incriminato”, prodotto dagli allievi della professoressa Dell’Aria, sarà proiettato e commentato.

A moderare gli interventi e ad introdurre il dibattito, la giornalista Nadia Germano.

Al di là delle polemiche e delle strumentalizzazioni di quanto accaduto, non ci sembra inutile discutere, dibattere, confrontarsi e soprattutto riaffermare i valori espressi dall’articolo 21 e dall’articolo 33 della nostra Costituzione: Art. 21. Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione […]; Art. 33. L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento […].