Dal salone strapieno frequenti battimani ad attori e musicisti. Uno spettacolo coi fiocchi accostando tre atti unici con le note di Enzo Annino e di Elio Perrotta

 

La Civetta di Minerva, 1 giugno 2019

Ci sono vari modi di fare teatro, e questo è risaputo. Chiunque, se gliene viene la voglia, si può svegliare una mattina e decidere, per un motivo o per un altro, oppure magari senza motivo, di fare teatro. E questo in ossequio alla libertà. Si deve riconoscere che spesso proprio da queste motivazioni, progredendo, si può andando avanti prendere le cose sul serio, oppure limitarsi all'occasionale e perfino chiudere il discorso.

A Siracusa, che è l'argomento che più ci riguarda da vicino, negli anni molti sono stati i tentativi di fare teatro. In alcune sue pubblicazioni ce ne parla lo storico Pino Guarraci, appassionato cultore di fatti, storie, personaggi, aneddoti di quanto nella nostra città è successo dalla metà del secolo scorso.

C’è da riconoscere che non si sa molto dei tentativi teatrali siracusani datati sin dall’800 e dagli inizi del secolo scorso. Forse alla Biblioteca comunale esistono dei resoconti giornalistici. Ma la storia recente del teatro siracusano è incentrata sul fervore che all’incirca si può datare intorno alla seconda metà del 1900.

Questo preambolo per dire che l'oggi non esiste a caso, ma che è la conseguenza di quanto è accaduto nel secolo scorso, per arrivare a quelle Compagnie teatrali sulla cresta dell'onda, ancora in attività: la Compagnia "Comica" di Enzo Firullo, la Compagnia "Nuova scena" delle sorelle Peluso, e la Compagnia "Teatro di Sicilia" che, fondata nel 1970, è la più longeva attualmente in tutto il territorio.

Con questi presupposti arriviamo a quanto accaduto nei giorni scorsi, e cioè la messa in scena di uno spettacolo di prosa che non fa parte del cartellone annuale che solitamente si realizza al Vasquez a disposizione degli abbonati. Ma di uno spettacolo isolato, scaturito dalla creatività di un teatrante di provata fede che risponde al nome di Aldo Formosa. Il quale non è certamente nuovo a simili imprese. Basti dire che nel 1970 mise in moto una iniziativa che è passata alla storia, e cioè l'apertura di uno spazio teatrale in via Gargallo 61 rilevando un antico dammùso arabo e trasformandolo in teatro.

Gli anni sono trascorsi, l'esperienza della "Nottola" di via Gargallo si è esaurita con l'esaurirsi dei contributi indispensabili per tenere in vita tutta la struttura, ma non si è esaurita la creatività di Aldo Formosa.Il quale ha continuato a scrivere commedie, dopo aver cominciato a farlo per fare recitare i suoi attori alla Nottola: Umberto Lentini, Pietro Mensa, Virginio Puzzo, Nadia Iemmolo, Mirella Parisini, Nello Giuliano, Saro Cassia, Mario Pistorio, Pippo Bianca, Giuliana Accolla, Gianfranco Alderuccio, Maria Teresa D'Andrea, Bruno Mallia, Nunzio Zammitti, Sebastiano Partexano e tanti altri ancora per un lungo elenco.

Le commedie, quelle di Formosa, come il "Don Ciccio basarocco" che andò in scena tantissime repliche non solo a Siracusa ma anche in provincia e perfino a Roma. Commedie che hanno negli anni conosciuto l'onore di palcoscenici importanti. Sei di quelle commedie, infatti, sono state qualche anno addietro richieste da "New Italian Theatre" e rappresentate a New York in successive repliche.

Seguendo lo slancio, Formosa proprio nei giorni scorsi ha dimostrato che il virus del teatro, quando è innato, non riesce ad assopirsi. E così si è inventato uno spettacolo "sui generis”, alla sua maniera, costruito sulla base dell’esperienza che insegna cosa si deve fare per andare incontro alle aspettative del pubblico eterogeneo.

Nello spazio teatrale del Jolly Hotel infatti Formosa ne ha fatta una delle sue, costruendo uno spettacolo coi fiocchi basato sull'acco­stamento di tre atti unici col supporto musicale di Enzo Annino e di Elio Perrotta. Uno spettacolo intitolato "Metti una sera… in scena" col sottotitolo "Dal serio al faceto". A recitare ha chiamato due attrici che vanno per la maggiore come Doriana La Fauci e Maria Teresa D’Andrea, ed a supporto ha inserito un attore dalle multiformi capacità come Lorenzo Falletti per il settore "faceto".

Sono andati in scena "Inaugurazione" di Rosso di San Secondo per la interpretazione di Maria Teresa D'Andrea e "La clausola" di Aldo Nicolaj con Doriana La Fauci, mentre Falletti ha dato vita ad un esilarante "Note dallo scirocco" di sua creazione che ha sollevato ondate di risate tra gli spettatori. I quali, numerosi fino a riempire il già vasto locale, hanno vivamente applaudito i due atti unici e le rispettive interpreti con ripetuti battimani, onorando la loro professionale partecipazione.

Dal canto loro Enzo Annino e Elio Perrotta si sono esibiti con la consueta bravura, trascinando addirittura tutto il pubblico a fare da coro in alcuni brani.

Così è dimostrato che il teatro, quando è tenuto in vita dalla competenza e dalla capacità realizzativa, continua a Siracusa in un percorso tenuto su livelli professionali, che sanno tenere conto delle aspettative e dei gusti del pubblico il quale, dal canto suo, sa bene cosa scegliere per utilizzare bene il proprio tempo libero.