Arturo Linguanti (Confesercenti): “Nel settore turistico il marketing territoriale è del tutto inadeguato, infrastrutture e servizi sono insufficienti”

 

La Civetta di Minerva, 18 maggio 2019

Sono passati quasi 10 anni, eppure a Siracusa, sul versante della programmazione nel settore turistico, punto di forza dello sviluppo economico della città, sembra che il tempo si sia fermato. Lo osserva il presidente "storico" della Confesercenti Arturo Linguanti che torna a suggerire la sua ricetta, una sorta di refrain che dura da anni, purtroppo inascoltato.

L'idea di essere tra quelli che hanno dato prova dell'antica saggezza - nemo propheta in patria - non sembra però accontentarlo. Da uomo combattivo quale è sempre stato, ribadisce tenace, con forza e convinzione, le proprie idee.

"Bisogna partire dalle criticità del sistema, lo ripeto; sanare il gap tra le potenzialità dell'offerta culturale, monumentale, della città e il marketing territoriale, del tutto inadeguato, che va dall'assenza di una efficace governance integrata della promozione e dell'accoglienza alla dotazione del tutto insufficiente di infrastrutture e servizi. Il sistema di trasporto urbano ed extraurbano e le soluzioni per la mobilità sono carenti o ancora poco risolutivi dei problemi, l'immagine della città non è come la si vorrebbe, bassi sono gli standard di qualità, gli operatori della filiera turistica non sono che cellule sparse, frammentate. Albergatori, ristoratori, tour operator, guide turistiche non sanno aggregarsi per dar vita a un sistema integrato dell'offerta turistica. E così vengono meno le economie di scala e insieme la capacità di divenire ancora più competitivi a livello nazionale ed internazionale, nonostante alcuni dati positivi registrati in questi ultimi anni”.

Un tema che si ritiene centrale nelle strategie turistiche è quello delle infrastrutture, soprattutto di quelle che agevolino la mobilità delle persone. A che punto siamo?

Un ritardo inconcepibile e inaccettabile quello del collegamento ferroviario tra Siracusa e l’aeroporto di Catania. Si scrive che dal prossimo anno sarà possibile, ma mi permetta di esprimere qualche perplessità. Se ne parla da così tanto tempo che sembra ormai una chimera. Vedremo.

Ma è anche necessario intervenire su tutto il trasporto ferroviario. L’alta velocità non può rimanere prerogativa del centronord e, al di là di alcune dichiarazioni di intenti, non sembra ci sia già molto di concreto che faccia sperare in un cambio di rotta. Quanti anni occorrerà attendere? Vede: io sono convinto che questo debba essere uno degli impegni attivi dei nostri rappresentanti in Parlamento che dovrebbero esercitare in tale direzione un’azione costante”.

Restringiamo il campo: la mobilità a Siracusa.

“È normale che ancora Siracusa non abbia non dico le pensiline di ultima generazione con i dispositivi elettronici per l’orario di transito dei bus ma anche solo pensiline dignitose per il trasporto pubblico urbano? Sono certo che possiamo fare molto altro per migliorare il servizio pubblico come mezzi e come funzionalità. Il servizio taxi è adeguatamente organizzato? I parcheggi sono stati liberati dai parcheggiatori abusivi che sfruttano ignari turisti? Il collegamento tra siti archeologici e monumentali, stabilimenti balneari e agriturismi, e altro viene garantito? Sono state studiate concretamente le possibilità da mettere in atto? Se rispondiamo di no a tutte queste domande dopo anni che se ne discute abbiamo esattamente la misura della paralisi della nostra amministrazione. Le faccio un esempio semplice di come alcuni accorgimenti siano a costo zero: basterebbe predisporre gli stalli e stabilire gli orari di carico e scarico delle merci in città per alleggerire il traffico e non creare ingorghi. Una iniziativa banale, eppure non si prende.

La segnaletica stradale verticale e orizzontale, sorvolo sulle condizioni indecorose e pericolose delle nostre strade da terzo mondo, è spesso inesistente così come le indicazioni delle strutture ricettive o dei siti, se pure ci sono, non sono adeguatamente valorizzate; i nostri monumenti sono privi di tabelle esplicative”.

In verità, alcuni anni fa erano state posizionate ma poi rimosse. Forse per colpa di un nostro articolo in cui abbiamo segnalato i tanti troppi errori ortografici e grammaticali che contenevano.

Bisogna riconoscere però che molto si è fatto a livello di informazioni sul web e, se altri dispositivi informativi posti in posizioni strategiche sono stati distrutti, non è certo colpa dell’amministrazione. Sono anche altre le criticità.

“Una su tutte, ma non so se ha senso parlarne perché, sebbene secondo me sia la più grave, sembra irrisolvibile: la pulizia delle strade. Vorrei invece aggiungere il problema dei controlli.

Dico da sempre che occorrono verifiche periodiche sulla corrispondenza degli standard quantitativi e qualitativi delle diverse strutture ricettive, dalle più grandi e importanti alle più piccole, alle classificazioni loro attribuite; è indispensabile una vigilanza sui prezzi praticati all’utenza turistica negli esercizi di somministrazione e di ristorazione per evitare che il comportamento scorretto di pochi operatori danneggi l’intera categoria dei baristi e dei ristoratori su cui grava comunque l’obbligo di prestare un servizio che sia ineccepibile. Nel rispetto del cliente e nel rispetto della città tutta”.

Insomma, un lavoro a tutto campo, impegnativo. Possiamo solo auspicare che questa volta qualcuno la ascolti.

“Aspetti. Un’ultima cosa la voglio ancora ricordare. Ci tengo particolarmente. Cassibile, il suo antico borgo, e Fontane Bianche. Nel 2015 l’architetto Michele Liistro presentò un progetto di recupero molto articolato, una riqualificazione di aree devastate, quelle di Fontane Bianche, ancora possibile sebbene la situazione peggiori di anno in anno. Io penso che ci voglia un impegno serio in tal senso. Bisogna incominciare. Qualcuno deve avere la volontà di farlo”.