Relativi a due mesi dell’anno scorso e febbraio e marzo di quest’anno. Lo denunciano i revisori dei conti. Altra tegola è il mancato versamento dell’Iva allo Stato e il processo in corso al marito del presidente del consiglio comunale

 

La Civetta di Minerva, 3 giugno 2019

Cosa succede nel sud est della provincia di Siracusa? Avola, Noto e Pachino sono, oltre che terre di bellezze naturali e fucine di frizzante economia, oggetto di interessi non sempre trasparenti. Abbiamo informato i nostri lettori del putiferio in atto al comune di Avola. Come sanno tutti, le forze dell'ordine, la Prefettura e la Procura hanno di fatto preso possesso di ogni atto pubblico degli ultimi cinque anni. Ma dal Comune di Avola ci fanno sapere che l’unica porta chiusa del Palazzo, con la serratura cambiata, è la stanza assegnata alla Commissione per svolgere il suo lavoro di ricognizione, dove è giusto che possano entrare solo le persone autorizzate. Ne prendiamo atto.

Oggi parliamo di Noto. La perla del mediterraneo è oggi amministrata dal sindaco Corrado Bonfanti, politico di lungo corso, transitato dal PD a Forza Italia. Il primo cittadino è stato raggiunto da diverse tegole che, per quanto egli possa dirsi estraneo, lasciano qualche dubbio sulla sua posizione.

Prima vicenda: in ottobre e novembre 2018, febbraio e marzo 2019, il sindaco, che è anche responsabile delle rubriche economiche del Comune, non ha versato i contributi previdenziali ai lavoratori comunali, fatto di per sè gravissimo e di natura penale, secondo il DL. gs. 74/2000. Chi lo dice? I Revisori dei conti del Comune di Noto, come si vede in foto, scrivendo al Sindaco e al Segretario generale del Comune, dispongono - pena intervento presso la Corte dei Conti della Regione Siciliana - l'immediata risoluzione della questione. 

Ora, se fosse solo questo, si potrebbe fare un tentativo bonario di intervento economico e soluzione del gravissimo atto di mancata corresponsione verso i cittadini, i lavoratori del comune di Noto e lo Stato. 

Purtroppo per il sindaco Bonfanti alla tegola di cui sopra si aggiunge un gran macigno. Con una lettera inviata alla Corte dei Conti della Regione siciliana, si denuncia il gravissimo mancato trasferimento dell'Iva che - in virtù del cosiddetto Split Pajment, legge 190/2014 - l'amministrazione comunale trattiene dal pagamento delle fatture dei fornitori, affinché poi la stessa ne trasferisca le cifre allo Stato. Per dirla in breve, per evitare che le imprese non versassero l'Iva, lo Stato ha disposto che sia l'ente locale a trattenerla per poi versarla. A Noto, qualcuno ha ritenuto più vantaggioso trattenere l'Iva e computarla in bilancio quale fondi in attivo. Benché i Revisori siano assai prudenti nel dire che non sono in grado di avere un'idea dell'ammontare del mancato versamento, circolano indiscrezioni secondo cui l’ammanco sarebbe di circa sei milioni di euro.

Ancora un'ultima chicca. Tre giorni fa, il 31 maggio, presso il tribunale di Siracusa, è iniziato il processo contro il consigliere comunale di Noto dottor Corrado Cultrera, marito della presidente del consiglio comunale di Noto, Pennavaria. L'accusa riguarda la creazione di una lista, Patto per Noto, i cui firmatari, secondo il giudice delle indagini preliminari, erano tutti falsi. La lista Per Noto di Corrado Cultrera espresse 1119 voti. Al ballottaggio le sue preferenze furono ben spese per superare la lista del suo primo competitor e garantire, come da patto elettorale, la presidenza del consiglio comunale di Noto alla moglie di Cultrera.