L’assessore comunale: “Abbiamo affidato all'Ifel, fondazione Anci, l'incarico di migliorare la riscossione. A giorni la relazione”

 

La Civetta di Minerva, 18 maggio 2019

Tre domande agli assessori del Comune di Siracusa. Cominciamo con Fabio Moschella.

La Corte dei Conti da anni segnala parecchie criticità nell’amministrazione, in particolare l’ammontare mostruoso del contenzioso che tocca la cifra di 340milioni di euro. La Corte scrive che «il fenomeno dimostra che in esercizi ormai lontani la condotta dell’amministrazione comunale non fu ispirata a criteri di diligenza, di prudenza e di sana gestione finanziaria…». Cosa pensare per iniziare un dibattito serio anche con operatori economici seri per trovare delle soluzioni, che per esistono?

Non spaventiamo i cittadini più del necessario. Il rischio soccombenza per il Comune è stimato in circa 40 milioni di euro, non 340. Negli ultimi anni peraltro il Comune ha subito soccombenze di gran lunga inferiori al valore dei 40 milioni contestati. In via prudenziale per il 2019, come è stato fatto a partire dal 2016, è stato accantonato un fondo per passività potenziali di 4 milioni di euro, al netto del risarcimento Open Land, con effetti positivi sulla solidità finanziaria dell'ente.

Sempre la Corte dei Conti scriveva di rilievi relativi al mancato invio del piano di razionalizzazione delle società partecipate. Cosa mi puoi dire su ciò?

Escludendo il Consorzio Universitario Archimede e il Consorzio del Plemmirio, il Comune non ha partecipazioni societarie ma solo partecipazioni consortili obbligatorie. I primi due consorzi non presentano particolari criticità. Rimane la SRR che ha attività e bilancio sani. In ogni caso gli oneri di partecipazione vengono liquidati regolarmente.

La classe politica degli ultimi 10-15 anni ha lasciato Siracusa in un mare di debiti che prima o poi qualcuno dovrà pagare e quel qualcuno saranno i cittadini con altre tasse ed altri tagli ai già scarsi servizi! E come al solito, non si troverà mai un responsabile…

Si può certo, in sede politica, risalire alle responsabilità del passato ma a chi amministra deve interessare prioritariamente risolvere i problemi, del presente e del futuro. La situazione delle casse comunali è certamente difficile, è bene che si sappia. Tuttavia Siracusa non è Catania. In questi anni sono stati evitati il piano di riequilibrio, pre dissesto e dissesto. Questo ha consentito e consente di onorare le spese correnti, sulle quali in verità si può fare poco. Il vero nodo riguarda le entrate. Molti cittadini non pagano le tasse, questo è il tema centrale. Appena insediati abbiamo affidato all'Ifel, una fondazione Anci per la finanza locale, l'incarico per uno studio finalizzato ad efficientare l'azione accertativa, integrare i dati telematici, migliorare le performances di riscossione. A giorni dovremmo avere la relazione. Da un miglioramento delle entrate potranno liberarsi risorse per gli investimenti per servizi ai cittadini e per le indispensabili opere pubbliche comunali.

Va considerato infine che i trasferimenti dallo Stato e dalla Regione hanno subito un decremento del 73% negli ultimi vent'anni.