Bisognerà trovarne un altro. Previsto il controinterrogatorio dell’avv. Piero Amara da parte dei legali degli imputati

 

La Civetta di Minerva, 18 maggio 2019

Avrebbero inizialmente voluto presentarsi all'udienza del 28 maggio davanti alla Seconda sezione penale di Messina - presieduta da Mario Samperi - con un altro patteggiamento ma poi hanno cambiato strategia. Vedendo giusto.

Già, gli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore avevano intuito che i pm Antonio Carchietti, Antonella Fradà e Federica Rende erano pronti a chiedere il loro giudizio per la tranche del Sistema Siracusa legato alla corruzione giudiziaria, reato che era costato loro la restrizione in carcere nel febbraio dello scorso anno. Ai domiciliari erano, invece, finiti il top manager piemontese Enzo Bigotti, legato alla Exiton, a varie commesse della Consip e, soprattutto, presidente del gruppo STI. Con lui anche il tecnico petrolifero Massimo Gaboardi e il siracusano Vincenzo Ripoli, consulente commerciale con studio associato con Giuseppe Cirasa, altro indagato che è uscito dal processo patteggiando per Fiera del Sud.

Anche in questa vicenda è coinvolto l'ex pm Giuseppe Longo che avrebbe assegnato a Ripoli consulenze tecnico contabili con la finalità "di escludere profili di responsabilità penale in capo a Bigotti e alla Exiton", come si legge nelle carte processuali. Exiton che avrebbe poi potuto avere accesso alla procedura di "voluntary disclosure", ovvero il patteggiamento per chiudere il contenzioso con il Fisco.

Longo si era autoassegnato il procedimento, senza il necessario visto del procuratore aggiunto, che proveniva da Roma ma era di competenza della Procura di Siracusa. In pratica, per Bigotti sarebbe stato formulato un reato tributario che sarebbe stato facilmente archiviato. Bigotti risponde anche di concorso in falsità materiale e ideologica commessa con pubblico ufficiale, ovvero Longo. È la vicenda dei verbali farlocchi con protagonisti Longo e Bigotti, uno dei quali "ricostruito" ad hoc dall'avvocato Piero Amara e sottoscritto dagli stessi Longo e Bigotti. Episodio noto come quello della firma congiunta messa sui documenti e sottoscritta sul cofano di un'auto in via Scala Greca.

Anche Gaboardi deve rispondere di un verbale fasullo di sommarie informazioni. In questo caso, è stato il Nucleo della Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Messina, guidata dal tenente colonnello Jonathan Pace, a scoprire che l'orario di assunzione del file contenente il verbale da parte dell'allora pm Longo e le risposte di Gaboardi alle domande del pm non avevano corrispondenza temporale. In questo caso era stato l'avvocato Calafiore a predisporre le domande "nell'ambito di una bozza contenuta in un file da lui creato". Tutto sottoscritto da Gaboardi, appositamente convocato da Longo.

Ma cosa ha permesso di aggiornare al 25 giugno prossimo il patteggiamento a Messina in continuazione di Roma, proposto dagli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore? Semplice opportunità di gestione processuale complessiva. Il gip Maria Militello lo ha ampiamente chiarito alle parti. Certo, si è trattato del terzo rinvio perché la prima volta si è registrata l’astensione del Gup, che è stato sostituito, la seconda perché non era ancora passato in giudicato il provvedimento di patteggiamento di Roma (3 anni di reclusione per Amara e 2 anni e 9 mesi per Calafiore) e nei giorni scorsi si è preferito mischiare le carte, anche a costo di subire le veementi proteste dell’avvocato del Comune di Siracusa, Davide Bruno. Che già aveva manifestato le sue perplessità sul cosiddetto "rito" peloritano, ovvero l'andazzo processuale a Palazzo Piacentini non sempre in sintonia con il comune gestire delle attività d'aula.

Alla luce di quanto verificatosi in questi giorni l'udienza del processo Verdini più 11, fissata per il 28 maggio, assume nuove vesti. Sono stati citati l'ex sottosegretario di Stato Luca Lotti per meglio far capire la bocciatura dell'ex giudice Giuseppe Mineo al Consiglio di Stato, Valia Maria Barbarotto, segretaria generale del CGA, Claudio Zucchelli, ex presidente del CGA, l'avvocato Giuseppe Calafiore - la sua sarà una testimonianza con l'assistenza di un legale - e il controinterrogatorio, da parte dei legali degli imputati, dell'avvocato Piero Amara.

E c'è un ovvio problema organizzativo per la Procura: i pm titolari Carchietti, Fradà e Rende hanno già preannunziato la congiunta impossibilità a presenziare in udienza per precedenti e inderogabili impegni. Il presidente Samperi da giorni chiede soluzioni al presidente del Tribunale facente funzioni, Silvana Grasso, peraltro presidente dell'altra sezione penale. Un pubblico ministero su 34 in organico lo si troverà. Ma quanto è preparato sul Sistema Siracusa?