Dovrebbe essere il dr Giovanni Villari, con dieci anni di volontariato nelle carceri della provincia. Va dato merito alla giunta di aver previsto l'istituzione della figura, assente in altri comuni siciliani

 

La Civetta di Minerva, 4 maggio 2019

In dirittura d'arrivo la nomina del garante per i diritti delle persone private della libertà personale del comune di Siracusa. Si tratta della istituzione in sede locale di una authority, cioè di un organismo indipendente, figura sempre più presente, in vari ambiti, con funzione di tutela del cittadino quale ad esempio il difensore civico, per citarne una fra le più diffuse sul territorio, il tribunale dei diritti del malato ovvero, a livello nazionale, il garante per la privacy. La figura del garante in questione è presente, a macchia di leopardo, in sede regionale, provinciale e comunale e trova la sua più compiuta espressione nel Garante nazionale.

Questo organismo, istituito per la prima volta in Svezia nel 1809 con il compito principale di sorvegliare l’applicazione delle leggi e dei regolamenti da parte dei giudici e degli ufficiali, nella seconda metà dell’Ottocento si è trasformato in un organo di controllo della pubblica amministrazione e di difesa del cittadino contro ogni abuso.

In Italia il garante nazionale è stato istituito nel 2014 nell'ambito degli interventi adottati dal legislatore a seguito della condanna europea per la condizione delle carceri italiane. Esso tuttavia esercita una tutela più ampia di quella che concerne la detenzione in carcere ed ha la funzione di vigilare su tutte le forme di privazione della libertà, dagli istituti di pena alla custodia nei luoghi di polizia, alla permanenza nei Centri di identificazione ed espulsione, alle residenze di esecuzione delle misure di sicurezza psichiatriche (Rems), ai trattamenti sanitari obbligatori

Il garante nazionale ha quindi il potere di effettuare visite senza preventiva autorizzazione in istituti penitenziari, ospedali psichiatrici giudiziari e strutture sanitarie destinate ad accogliere le persone sottoposte a misure di sicurezza detentive, comunità terapeutiche e di accoglienza o comunque strutture pubbliche e private dove si trovano persone sottoposte a misure alternative o alla misura cautelare degli arresti domiciliari, istituti penali per minori e comunità di accoglienza per minori sottoposti a provvedimenti dell'autorità giudiziaria, nonché, previo avviso e senza che da ciò possa derivare danno per le attività investigative in corso, le camere di sicurezza delle Forze di polizia, accedendo, senza restrizioni, a qualunque locale adibito o comunque funzionale alle esigenze restrittive; può inoltre effettuare colloqui con le persone in stato di restrizione, ricevere reclami, chiedere l'acquisizione di documenti, formulare raccomandazioni nei confronti delle amministrazioni.

In proposito è da sottolineare che episodi come quello della nave Sea Whatch. pongono nuovi problemi di tutela della libertà personale, e non a caso il garante nazionale nella sua recente relazione al Parlamento evidenziava che ogni nave italiana in qualsiasi acqua si trovi rappresenta un’estensione del territorio nazionale e le persone che essa, seppure temporaneamente, ospita a bordo devono godere di tutte le garanzie che il nostro sistema ordinamentale prevede; lo stesso per le navi straniere quando sono nelle acque del nostro Paese”.

Più limitati i poteri formali dei garanti territoriali, i quali possono tuttavia effettuare colloqui con i detenuti e possono visitare gli istituti penitenziari senza autorizzazione, secondo quanto disposto da specifici articoli dell’ordinamento penitenziario.

Il garante "comunale" avrà - vaste programme - il compito di: definire e proporre interventi finalizzati a promuovere la reale garanzia dei diritti fondamentali delle persone sottoposte a detenzione o a misure privative della libertà personale; cooperare per la reale realizzazione della finalità rieducativa della pena; assumere iniziative finalizzate al recupero, reintegrazione sociale e reinserimento lavorativo; rivolgersi alle autorità competenti per informazioni relative a violazioni dei diritti garanzie e prerogative; sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema dei diritti umani; mettersi a disposizione delle famiglie e di associazioni interessate alle problematiche penitenziarie (vedasi per completezza scheda).

Il nominato in pectore è il dottor Giovanni Villari di cui abbiamo parlato nel precedente numero de La Civetta come curatore del libro Scrivi di Giobbe. Si tratta di persona che ha acquisito grande conoscenza del mondo penitenziario, avendo svolto attività di volontariato per oltre dieci anni nelle carceri di Augusta, Siracusa e Noto. Egli, come mi diceva in una recente conversazione, si ripromette - fra le altre cose - di fare un’opera di divulgazione e di educazione sui temi della privazione della libertà personale, cominciando dalle scuole.

Starà al neo garante, che - è bene precisarlo - presterà la sua attività a titolo gratuito, dare spessore alla figura cercando di colmare il gap fra i compiti molto ampi previsti dalla delibera comunale e i poteri formali molto limitati

Ci si augura d’altra parte che il comune di Siracusa, al quale va dato il merito di avere previsto l'istituzione della figura, non presente in altri comuni della regione, intanto proceda sollecitamente alla nomina della persona individuata, presti poi la propria assistenza al neo garante nello svolgimento dei propri compiti, in conformità a quanto previsto nella delibera, e dia l'attenzione necessaria alla relativa attività. Da dirigente penitenziario segnalo in proposito come sia importante, rispetto a un mondo tendenzialmente chiuso come quello penitenziario, l'attività di vigilanza, di stimolo, di pungolo rispetto alla vita penitenziaria caratterizzata spesso, per mancanza di risorse e per disattenzione da parte della società, da un fortissimo scostamento fra quanto previsto dalla normativa - scorrendo il regolamento penitenziario viene da pensare ad un Village magic - e la realtà effettuale.