“Molto giace sui fondali attorno a Ortigia”. Il contributo dello scomparso prof. Sebastiano Tusa alla ricerca archeologica subacquea

 

La Civetta di Minerva, 20 aprile 2019

“…Non dobbiamo, tuttavia, dimenticare che Siracusa fu, ed è, principalmente una città di mare e sul mare ha costruito i suoi destini sia felici sia infelici. La città ebbe, pertanto, una proiezione verso il mare che ne condizionò la fisionomia. Porti, arsenali e fortificazioni costiere furono elementi fondanti e condizionanti della sua lunga vita. Di essi ve ne sono tracce vistose lungo la fascia costiera, ma molte giacciono sui fondali marini circostanti Ortigia e l’antistante costa urbana e periurbana”.

Così riporta il Prof. Sebastiano Tusa nella prefazione al mio ultimo libroContributo per lo studio della portualità di Siracusa antica”. Alla ricerca delle tracce dell’antico passato ho dedicato gran parte della mia attività di subacqueo, sicuro che nei fondali marini avrei trovato indizi delle strutture portuali militari e commerciali cui fa cenno il prof. Tusa. Il punto di partenza doveva essere la ricostruzione plano altimetrica dell’insieme dei due quartieri Ortigia e Akradina e la batimetria dei due porti. È stato il primo impegnativo lavoro che mi ha permesso, applicando il metodo dell’interpolazione dei dati, di restituire graficamente l’elaborato delle curve di livello riferite all’attuale stato dei luoghi.

In particolare per la batimetria mi sono avvalso della disponibilità della Marina Militare che mi ha concesso i risultati di una sua ricerca effettuata negli anni ottanta, ossia il rilevamento di circa seimila punti sonar riguardanti i fondali del porto grande. Ma la morfologia attuale non è quella del passato perché bisogna tener conto dell’accumulo dei sedimenti di oltre duemila anni, degli effetti bradisismici e dell’innalzamento del livello del mare, ma di sicuro è la giusta base di partenza. Occorreva adesso avere un riferimento certo per iniziare ad ipotizzare l’antica morfologia.

L’occasione fu lo scavo per la posa della condotta fognante lungo via Vittorio Veneto, eseguito verso la fine degli anni novanta. La ispezione della Soprintendenza di Siracusa portò alla scoperta dei basamenti di parte degli antichi arsenali militari datati sesto/quinto sec. a. C. In particolare il piano di posa delle strutture si trova attualmente a circa mt.1,80 sotto l’attuale livello del mare. Dovendo necessariamente dette strutture essere state edificate fuori terra, in prossimità della battigia, se ne deduce che all’epoca l’antica linea di riva doveva attestarsi presumibilmente ad almeno mt. 2,5 sotto l’attuale livello.