Una manifestazione che scava le coscienze attraverso lo scatto del fotoreporter Francesco Nicosia

 

La Civetta di Minerva, 20 aprile 2019

Siamo stati i primi a parlarvi del movimento L’8 sempre, adesso ne scrivono tutti i giornali di Siracusa e provincia. Dopo Catania il flash mob è stato realizzato anche a Siracusa l’otto aprile scorso, nella piazza antistante la chiesa di San Giovanni alle Catacombe. Nelle ultime uscite vi abbiamo spiegato di cosa si tratta, attraverso un’approfondita intervista al fotoreporter ideatore del flash mob Francesco Nicosia, che ci ha descritto i contorni di una protesta silenziosa e itinerante che ha come protagonista il messaggio di lotta contro le discriminazioni e la violenza che ancora oggi e sempre più spesso scrive il nome di una nuova vittima sui registri degli atti di morte. Se a Catania il messaggio è stato il risveglio, a Siracusa si palesa quello della fermezza e del coraggio.

“È una manifestazione che continua l’esperienza catanese dell’otto marzo che ha creato sinergia lì dove altre realtà storiche e politiche pseudo progressiste vorrebbero disgregare”, questo ciò che pensa il presidente di Stonewall di Siracusa Alessandro Bottaro, una delle associazioni che per prima si è messa a disposizione per appoggiare Nicosia e Shamofficine per l’iniziativa: “Il flash mob fotografico, nello specifico quello fatto a Siracusa, ha puntato la propria forza sui simboli della città stessa. Siracusa è stata lo scenario di un tempio femminile: inviolabile grazie all’atavica forza insita nella donna. Un centinaio di donne – ci racconta Bottaro – unite in spirito di sorellanza ha voluto sottolineare il proprio dissenso, un vero e proprio NO, ai provvedimenti maschilisti e patriarcali, quali il disegno di legge Pillon”. “Internazionalità, questa la parola chiave per quante e quanti lottano per l’affermazione di diritti fondamentali per tutti”. Sempre secondo Bottaro, è necessario che anche gli uomini si uniscano a tali lotte accogliendo l’appello sempre più crescente di nuove realtà di lotta femminista e della stessa comunità.

Tiziana Biondi, vicepresidente di Stonewall, aggiunge “Siamo venuti a conoscenza del flash mob grazie all’amica e compagna di mille battaglie Amalia Zampaglione dell’Associazione Shamofficine di Catania da anni impegnata nella prevenzione e nel contrasto sulla violenza di genere per tutte le forme di violenza. Noi di Stonewall siamo stati veramente entusiasti di questa richiesta e ci siamo attivati, insieme a tutte le realtà associative del territorio, per la buona riuscita dell’evento”. Per la Biondi è stato un grande lavoro di squadra: “Abbiamo subito sposato la causa di Francesco Nicosia – continua – poiché da tempo avevamo l’idea di una campagna sociale su quello che è un tema triste e attuale, quale la violenza di genere, tema del quale da tempo Stonewall si occupa – conclude la Biondi - attivandosi contro la violenza sulle donne, gli stereotipi sessisti e misogini”.

Il movimento, in quanto tale, non si fermerà alle province siciliane. Sentiremo ancora parlare dell’otto sempre, sperando che questo possa servire a qualcosa.