Violato costantemente il Regolamento sulle attività del centro storico e della Borgata. C’è stata fin troppa tolleranza

 

La Civetta di Minerva, 23 marzo 2019

Ricordo quando ci si lamentava del turismo mordi e fuggi a Siracusa: la mancanza di strutture ricettive e soprattutto di imprenditori pronti ad investire nel turismo. Da anni ormai la nostra provincia ha superato la carenza strutturale, grazie al comparto privato, non certo al pubblico. Restiamo isolati da un incolmabile ritardo infrastrutturale e da una imperdonabile incapacità politica.

Ciò premesso tuttavia è innegabile il lavoro svolto dalla precedente amministrazione nella proiezione di Siracusa nello scenario internazionale. Adesso abbiamo strutture e visibilità. E’ assolutamente necessario allora porre immediatamente le condizioni per dotare la città di ogni strumento materiale ed immateriale, al fine di raggiungere la maturità di una vera città d’arte. Per far questo, nel 2014, la città di Siracusa si dotò, grazie all’impegno del prof. Giansiracusa e dell’ing. Fortunato, di un regolamento atto a garantire la conservazione, la manutenzione e il rispetto del decoro urbano di Ortigia e di Borgata Santa Lucia.

Il tema è sempre uguale: business e decoro. È possibile garantire la prosperità economica delle attività commerciali, senza per questo minare la bellezza dei luoghi? È possibile garantire per almeno sei mesi l’anno le migliaia di posti di lavoro che vengono offerti dagli esercenti commerciali? E questi ultimi sono disposti a condurre le loro attività con parsimonia, discrezione e decoro? Sicuramente da parte delle amministrazioni fin qui succedutesi vi è stata grande tolleranza. Anzi fin troppa diremmo, visto lo stato in cui versa il comparto commerciale dei due quartieri storici.

Siracusa ha un formidabile regolamento sul decoro, sembra quasi quello di Erice. Peccato che esso sia assolutamente disatteso sia dagli esercenti sia da chi dovrebbe farlo rispettare. In ordine riportiamo gli articoli del regolamento assolutamente disattesi: Art. 6 - Le indicazioni pubblicitarie non devono costituire disturbo visivo ad edifici monumentali; Art. 7 - L’occupazione di spazi pubblici non deve superare l’ingombro di m. 1,20 del marciapiede; Art. 7.6 - Gli elementi di recinzione nei luoghi di veduta, marina, rurale e urbana sono vietati; Art. 8 - Elementi di arredo urbano minori. Art.8.1: antenne paraboliche, climatizzatori, caldaie, antenne ripetitori, antenne radio televisive non possono essere installate senza regolare concessione comunale. Art. 8.2: divieto di installazione di fioriere o di panche al fine di delimitare spazi di parcheggio. Art. 9 - insegne pubblicitarie: vietato esporre insegne pubblicitarie a bandiera; vietato esporre pre insegne (ma Ortigia è una selva di pre insegne che riportano ad attività distanti centinaia di metri dal luogo di esercizio). Art. 21 - Vigilanza. Sono deputati a vigilare: il corpo di Polizia locale, gli ufficiali e gli agenti di PG, il nucleo di Vigilanza Ambientale, i cittadini.

Sanzioni: mediamente la sanzione comminabile varia da un minimo di 80 a un massimo di 500 euro.

Volendo restare prudenti, possiamo affermare che l’attento controllo del territorio con la giusta comminazioni delle ammende porterebbe nelle casse del Comune una bella boccata d’ossigeno. Ovviamente il tema non è multare gli esercenti, è assolutamente necessario piuttosto salvare il decoro della città e l’ormai asfittica economia locale. Lancia in resta dunque. Vigili Urbani, poliziotti e cittadini, tutti uniti a pretendere il rispetto del regolamento. Siracusa lo merita.