Per un progetto basato sulla sopravvivenza dell’uomo nello spazio. Salvatore Cavallo, prof. tutor: “I ragazzi hanno compreso le problematiche della costruzione di una serra in ambiente privo di atmosfera”

 

La Civetta di Minerva. 23 marzo 2019

Nonostante i problemi relativi alle scarse risorse dedicate al sistema scuola, specie quelle riservate alle scuole del sud Italia, capita, per fortuna, di poter parlare anche dei successi ottenuti da alcune di esse. Ci riferiamo al riconoscimento ottenuto dagli alunni del terzo anno del Liceo scientifico Michelangelo Bartolo di Pachino che hanno partecipato alla finale della First Lego League, tenutasi al Museo Civico Di Rovereto (Trento). La First Lego League, quest’anno, ha ideato una sfida per alunni tra gli otto e i sedici anni dal nome “Into the orbit” (“in orbita”, ndr). La sfida prevede una serie di problemi reali inerenti lo spazio, da risolvere tramite l’uso di robot Lego Mindstorm, applicando le conoscenze di tipo STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics).Per le qualificazioni, ospitate proprio al Bartolo, si sono confrontate scuole della Sicilia, della Sardegna e della Calabria, si è tenuto conto del corretto sviluppo di quattro principali attività: un buon progetto scientifico, tecnologico, l’affiatamento all’interno delle squadre e, ovviamente, la gara con i robot. Tutti i progetti sono stati vagliati da esperti provenienti dal mondo dell’imprenditoria, della scuola e dell’università. Tutor delle attività ovviamente gli insegnanti che hanno negli anni seminato nel cuore degli alunni l’amore per la robotica didattica e per l’intelligenza artificiale. Abbiamo raccolto il pensiero del tutor che ha accompagnato i ragazzi in questa esperienza di Rovereto, il professore Salvatore Cavallo

Salvatore Cavallo, come si svolge una gara tra robot?

Il gruppo di alunni che ho incontrato quest’anno al Michelangelo Bartolo aveva già molta esperienza e questo grazie all’intenso lavoro e alla caparbietà del professor Giuseppe Bongiovanni, il quale da anni insegna ai ragazzi tematiche riguardanti la robotica. La gara “into the orbit” consiste in una sfida tra robot, costruiti con i lego, ovviamente, su un tavolo grande che quest’anno rappresenta il paesaggio spaziale con annessi ostacoli da superare. I robot si muovono grazie a software realizzati ad hoc, compiendo missioni prestabilite, solitamente tre, la cui riuscita permetterà di assegnare un punteggio alla squadra. I punteggi vanno dati in base alla precisione, alla velocità, al tempo di riuscita e alla capacità dei gruppi di collaborare e coesistere.

Qual è stato il progetto da voi presentato?

Viaggi spaziali, robotica, permanenza nello spazio, alimentazione, serra, robot con mansioni di farmer e maintenance, tecniche, competenza diffusa, criteri di coltivazione. La nostra soluzione è basata su una serra robotizzata per coltivare parte del cibo destinato all'equipaggio. Il progetto concepisce un modello di serra modulare e standard. Un modulo con diverse geometrie e dimensioni, come una sorta di “space garden kit” o meglio “space greenhouse kit” per una comunità o equipaggio con un certo numero di componenti. Ogni modulo ha un sistema standard di componenti, sistemi di montaggio, di impianti tecnici e i vari accessori. I moduli possono essere uniti per soddisfare esigenze di equipaggi numerosi e per durate di viaggio più lunghe. Il nostro progetto scientifico riguarda il problema più antico del mondo e cioè la produzione di acqua cibo ed energia, con particolare interesse per il cibo. Il flusso migratorio delle popolazioni segue tuttora la ricerca del cibo, dell’acqua e dell’energia. La nostra idea, quindi, si prefigge l’unione fra la competenza di tipo agricola che di fatto esiste a Pachino, che è la produzione in serra del famoso pomodorino, e l’intelligenza artificiale. Non dobbiamo commettere l’errore di pensare che un robot sia una macchina intelligente dotata di mobilità e che esegua sempre la stessa operazione. Un robot può avere limitate capacità di mobilità, avere una intelligenza capace di risolvere problemi che l’ambiente esterno incerto gli sottopone. Il controllo di una coltivazione può presentare vari tipi di problemi, non previsti, ma che il robot può dover affrontare. Abbiamo dimostrato di aver compreso le problematiche relative alla costruzione di una serra in ambiente privo di atmosfera. Con relativi problemi e soluzioni realistiche, sviluppando un modellino e progetto scientifico. Siamo stati premiati, i ragazzi sono stati premiati, per l’approccio professionistico alla soluzione del problema e al relativo progetto scientifico.

Dopo questo premio ci sarà una prossima tappa?

Con gli alunni del quarto anno dello scientifico andremo in Kazakistan per partecipare a una kermes di robotica a livello mondiale. Ci saranno gare sul tema dell’amicizia. Ci proponiamo di realizzare un progetto di robotica sociale, che non sia fine a sé stesso, ma che possa in qualche modo aiutare ed essere da stimolo per i ragazzi con deficit cognitivi propri dell’autismo.