Intervista alla prima donna nella storia di Siracusa ad avere ricoperto il ruolo di seconda carica dell’amministrazione comunale

 

La Civetta di Minerva, 23 marzo 2019

Conversiamo con l’avvocato Moena Scala del M5S, presidente del consiglio comunale di Siracusa.

La giunta comunale afferma di lavorare sempre in emergenza correndo dietro a eventi e non potendo programmare. Per lei quali proposte potrebbero esserci per la città?

La programmazione riveste un ruolo fondamentale per la vita dell’Ente, un’azione politica efficiente cammina di pari passo con un’attività di seria programmazione. Come presidente del consiglio comunale ritengo sia corretto che esso indichi proposte concrete nell’interesse della città.

È la prima volta che lei entra politicamente in scena, per giunta in un ruolo importante. Quali gli aspetti positivi e negativi che sta notando nel civico consesso?

Certo, è la prima volta sia per me che per la Città che una donna ricopre la seconda carica dell’amministrazione. Cerco di portare avanti questo ruolo con il massimo di impegno e di rigore. È un’esperienza importante sia sotto il profilo personale sia sotto quello professionale; una posizione che richiede capacità di mediazione, equilibrio tra le diverse posizioni mantenendo l’attenzione alle regole e procedure di legge, nel rispetto delle prerogative proprie del Consiglio e dei consiglieri.

Davanti alla crisi emergenziale in cui versa la città (24% disoccupazione, consistente lavoro nero/precariato e una bassa media di pensioni) il suo movimento sta alimentando, o pensa di farlo, un dibattito per coraggiose e nuove iniziative che la legge permette in casi di necessità?

La risoluzione dei problemi dell’attuale società richiede un’analisi ad ampio spettro rivolta anche allo scenario nazionale, europeo e mondiale. Questa difficile condizione attuale, eredità del passato, richiede interventi per attuare tutte le riforme necessarie per rimuovere le caratteristiche recessive presenti nel nostro sistema socio-economico, per renderlo più competitivo e attrattivo agli investimenti.

C’è un montare di estrema destra in città con organizzazioni neofasciste mentre Siracusa ha una storia d’antifascismo. Vi sono anche proseliti della Lega legati più a una emulazione e opportunismo che a convincimento, data l’estraneità di questi valori in città. Cosa pensa e come si potrebbe arginare ciò?

Nessuna stigmatizzazione verso le scelte dei giovani, piuttosto occorre interrogarsi sul perché un numero sempre maggiore di giovani si senta attratto da ideologie totalitarie. A un’attenta analisi non credo che questo possa essere attribuito asetticamente ad emergenti nuovi cattivi maestri o giovani esaltati; credo che la ragione vada ricercata in altro, di meno visibile, più sottile ma non per questo meno forte. La crisi economica che colpisce il ceto medio, la precarizzazione occupazionale, l’aumento delle diseguaglianze, la delicata questione dell’immigrazione hanno contribuito ad aumentare in modo crescente e drammatico la rabbia sociale. Il diffondersi di forti sentimenti di insicurezza, d’inquietudine hanno indebolito il senso critico e favorito questa ideologia totalitaria. La politica deve svolgere un ruolo rilevante fornendo risposte concrete per fronteggiare la disgregazione del tessuto socioeconomico, vera causa della profonda crisi culturale e valoriale.

Pensa che le attuali politiche messe in campo dal Comune sul turismo vadano nella direzione giusta?

Siracusa sta vivendo un momento di forte crescita turistica. Finalmente la classe dirigente ha capito che esso è l'industria del futuro e si sta muovendo in questa direzione. È chiaro che la soppressione delle Aziende per l'incremento turistico, la grande crisi che ha investito le Province regionali preposte alla sua gestione e promozione, ha di fatto caricato di oneri nuovi e diversi i Comuni siciliani che hanno dovuto sostituirsi ad esse impegnando risorse e personale. Per Siracusa, la scoperta della sua vocazione turistica ha una datazione molto più recente rispetto ad altre realtà della Sicilia. Il gap è stato comunque superato con l'inserimento della città nella “World Eritage List” dell'Unesco completando un percorso di qualità dell'offerta turistica permettendoci di diventare uno degli attrattori più importanti dell'isola. Gli addetti ai lavori, infatti, definiscono Siracusa protagonista di primo piano rispetto ad altre destinazioni siciliane in termini di arrivi e presenze. La grande scommessa per i prossimi anni deve puntare, non tanto all'incremento degli arrivi, ma al rafforzamento della presenza media, ossia al tempo che i visitatori trascorrono nella città. È un obiettivo importante che servirà a selezionare l'ospite incrementando la produttività delle aziende del comparto. Sotto queste profilo sono innegabili gli sforzi fatti per la valorizzazione del nostro patrimonio culturale sotto il profilo della sua migliore fruizione.

Non mi riferisco solo all'attività dell'Inda o alla riapertura del Teatro comunale, ma anche all'offerta museale, pubblica e privata, che la città è in grado di presentare agli ospiti, penso anche al “Museo Leonardo da Vinci”. Negli ultimi anni c'è stato un incremento anche delle mostre di levatura internazionale che la città ha ospitato, come “La Porta dei Sacerdoti”, “Steve mcCurry Icons”. Insomma l'offerta c'è e mi risulta destinata a incrementarsi. Ecco, il lavorare per consolidare il “brand Siracusa” è la grande scommessa per i prossimi anni. C'è poi la necessità di salvaguardare Ortigia dal fenomeno del sovraffollamento incontrollato che impatta negativamente sia sui turisti, sia sui residenti. Lo sforzo deve andare verso la valorizzazione turistica degli altri quartieri. Sotto questo profilo il “Bando periferie” potrà servire a ridisegnare il nuovo turismo. In esso, infatti, oltre alla riqualificazione delle aree, sono previste realizzazioni di percorsi storico-culturali e l'ipotesi di gestione e cura con protagonisti gli stessi cittadini. L'obiettivo futuro non è solo di fornire servizi a quelli che venivano definiti “quartieri dormitorio”, ma di rendere queste zone mete di visitatori sfruttando la vasta presenza di reperti storici di Siracusa o creando, come avviene da qualche tempo, anche percorsi culturali con opere di artisti contemporanei.

Vi è la proposta sempre più tangibile di una regionalizzazione della scuola con un chiaro discorso di creare una scuola di serie A e una di serie B (regioni povere). Cosa pensa di questo argomento che occuperà anche il Comune?

Il nuovo governo ha posto l’accento sul rilancio del mezzogiorno tanto da prevedere un dicastero dedicato. Il sud vive una condizione di grande affanno economico strutturale. Il lavoro per superare il gap tra le due parti del paese passa non solo attraverso interventi ed incentivi per le imprese che assumono al sud ma soprattutto attraverso il miglioramento delle infrastrutture. Sappiamo benissimo che al Mezzogiorno c’è un’obsolescenza di queste che si affianca alla lentezza nella spesa dei fondi europei e all’inefficienza della macchina amministrativa. La conseguenza è che nel Mezzogiorno le risorse non vengono trasformate in cantieri. L’avvio di azioni finalizzate a semplificare le procedure burocratiche e rimuovere le inefficienze avrà il suo riflesso certamente anche a livello locale.