D’intesa con i settori competenti, possono sviluppare l’economia con investimenti mirati migliorando anche la qualità della vita

 

La Civetta di Minerva, 23 febbraio 2019

Vorremmo iniziare a descrivere ciò che vari sindaci pongono o stanno attivando per un miglioramento delle loro città. Sono comportamenti conosciuti come “pratiche virtuose”. Queste, con i vari distinguo tecnico-organizzativi per le differenti tipologie dei Comuni, potrebbero essere presenti anche nella nostra città. Non c’è nulla da inventare, né trovare scuse da parte dei nostri amministratori. Queste applicazioni hanno portato a una espansione graduale dell’economia comunale attraendo anche investimenti. Per Siracusa sarebbero interessati settori importanti quali il turismo, il commercio, l’artigianato, ecc. con una razionalizzazione di risorse e un miglioramento ambientale.

C’è l’attuazione del recupero olio alimentare usato. L’olio che comunemente usiamo in cucina, generalmente, viene buttato negli scarichi; invece se si fornisce ai cittadini un contenitore per la raccolta e il conferimento di questo olio esausto, con un automezzo che passerà periodicamente e nei condomìni, sarà alloggiata una campana di 260 litri per la raccolta e appositi contenitori in un’isola ecologica. Ciò è stato reso fattibile in alcuni Comuni e ha portato un grosso introito nelle casse municipali. È chiaro che questa è una realizzazione che afferma nei cittadini una promozione di stili di vita sostenibili e la condivisione d’azioni comuni nell’interesse di tutti col risultato d’un abbassamento di tasse comunali in futuro.

Un’altra iniziativa, molto sentita, sarebbe quella di una minore spesa per libri scolastici. Sappiamo che il costo dei libri scolastici per ogni famiglia è abbastanza oneroso. Si può pensare a un comodato d’uso dei libri scolastici. Ogni anno i ragazzi possono utilizzare i libri di testo e li dovranno restituire al termine dell’anno scolastico. Ci sarebbe una quota da versare ogni anno per poter ottenere i libri, questo denaro servirebbe ad acquistare i nuovi libri per l’anno successivo, in ogni caso tale quota non dovrebbe superare il 50% della spesa che normalmente i genitori sosterrebbero.

Un altro grosso comparto su cui può intervenire il Comune è quello di un regolamento di bioedilizia nelle concessioni edili. Chiaramente, è tutto da programmare e organizzare come regolamento negli appalti di lavori, ma è possibile con vari aiuti.

Una virtuosa iniziativa è quella che proviene da un Comune della Sardegna, un villaggio benessere degli over 65. Il Comune che ha partorito l’idea ha molte meno attrattive d’interesse turistico rispetto alla nostra città. A questo scopo quel Comune ha costruito una comunità che accoglie e dedica benessere agli ospiti pensionati over 65 di tutta Europa. Lì, l’ente locale ha investito in edifici abbandonati pubblici e privati. In fondo, l’idea non è tanto peregrina, perché oggi ci troviamo di fronte a un enorme mercato che chiamano “pensionati con la valigia”. Secondo l’ultimo rapporto Censis, sono 370mila i pensionati che spendono la propria pensione all’estero stabilizzandosi lì. In questo modo sfruttano le agevolazioni fiscali di quei Paesi stranieri dove la vita è meno cara. Ma troveranno difficoltà nella lingua e altre cose.

Ebbene, non è più facile decidere per la nostra città? Qui, con accordi tra Comune e chi lavora nei vari settori di competenza si farebbe un fronte comune. Spesso guardiamo molti turisti che passano semplicemente ad ammirare le bellezze della città, ma lasciano denaro nei posti (alberghi, b&b) dove risiedono e questi luoghi, molte volte, non sono in città oppure non alimentano l’economia locale. È chiaro: questo modello porterebbe a delle esclusive agevolazioni fiscali su vari campi, perché il Comune darebbe un pacchetto chiavi in mano. L’ospite pensionato che giunge, oltre al clima mite, ai tanti luoghi da visitare, dovrebbe trovare la sua residenza in grado di prestare servizi appropriati: trasporti, eccellenze gastronomiche anche a chilometro zero, la possibilità di accogliere e condividere i propri cari che possono visitarli, ecc. Questo progetto non sarebbe pensato come case di riposo. Per cui, si dovrebbe puntare a strutture dotate di comfort con centri ricreativo-sportivi, l’andare a pesca, il trattamento di shiatsu e body relax, massaggio rilassante, musicoterapia, lezioni di Yoga, Reiki, ecc. Il progetto si avvicinerebbe a “Ferula, il weekend benessere”, ma con la differenza di un’organizzazione più complessa.

Qui Michelangelo Giansiracusa, sindaco di Ferla e capo di gabinetto al Comune di Siracusa, potrebbe portare la sua esperienza. Il modello cui potrebbe lavorare il Comune potrebbe essere quello di cooperative di servizi e/o cooperative di comunità dove molti cittadini sarebbero invitati a contribuire: proprietari di case, artigiani, commercianti, operatori sociali, tecnici e specialisti. È chiaro: occorrono manager capaci di gestire i vari settori con grande capacità lanciando un’immagine d’alta qualità fuori dalla città. Non dovrebbero mancare, oltre alle abitazioni con certi standard di qualità e sicurezza, una funzione importante: la salute. Difatti, ci dovrebbero essere per questi ospiti una garanzia di assistenza sanitaria garantita 24/24h con allarmi nelle stanze, ecc. Tutto ciò sarebbe compreso in una retta mensile, oltre a spese extra eventualmente richieste.

Possiamo anche far presente un caso interessante di virtuosismo che è spuntato in una città vicina. È quello del comune di Gela. Difatti, mesi fa si insediò Rosario Arena, commissario fino a nuove elezioni. Arena è un ex colonnello Guardia di Finanza in pensione specializzato in indagini amministrative e finanziarie. Dopo pochi mesi i risultati sono stati: le strade cittadine senza cumuli di rifiuti, il riprendere i vigili che non facevano le multe a chi parcheggiava in doppia fila, verificare chi era presente negli uffici, far funzionare i badge di controllo sugli ingressi dei dipendenti comunali, controllare se chi doveva fare le verifiche sugli incarichi comunali faceva queste verifiche a cominciare dai controlli sul funzionamento della nettezza urbana. Inoltre, è stato ristrutturato il sistema di controlli amministrativi interni che erano tre doppioni: concludevano poco e costavano un sacco di soldi. Il commissario ha poi continuato a far circolare agenti notturni per multare chi buttava l’immondizia lungo le strade. Ha indagato su smaltimenti illegali di rifiuti (a volte sepolti). È stata verificata la corrispondenza alla realtà di alcuni certificati di inabilità.

Alla fine, il Comune è riuscito a pagare il 98% dei debiti verso privati, che in alcuni casi aspettavano dal 2011, erano più di 5 milioni di euro. Continuando ha eliminato una serie di privilegi e regalie ai non aventi diritto, scoprendo 400mila euro annui di affitti che il Comune pagava per strutture che non utilizzava (saldando pure le bollette di acqua, gas e luce). Con la collaborazione di Polizia, Carabinieri e Finanza ha iniziato una serie di verifiche su procedure illegali di ogni tipo.

Se gli si chiede cosa ha fatto per riuscire in tutta questa enorme impresa, promessa da tanti sindaci, ma mai attuata, egli risponde: “ho solo applicato le leggi esistenti”.

Attualmente, sono in dirittura d’arrivo le procedure per far diventare l’ex-macello la sede del Banco Alimentare (una proposta di Eni, che si è offerta di ristrutturare l’immobile a tal fine), riunendo così associazioni e parrocchie in un’unica sede. In questo modo migliorerà la qualità degli aiuti a 4mila persone in grave difficoltà economica. Inoltre, è in cantiere la concessione in comodato alle associazioni culturali della città dell’uso, per iniziative pubbliche, dell’ex Granaio di Palazzo Ducale, una struttura meravigliosa, in pieno centro, con giardino, perfettamente restaurata e rimasta inutilizzata. Ultimamente ha dichiarato che si sta interessando a sfruttare le tante opportunità che il Comune ha potenzialmente a disposizione per centinaia di milioni di euro fra finanziamenti europei, nazionali e regionali, stanziati per lavori di pubblica utilità che sono bloccati (a livello nazionale i miliardi bloccati sono 150). Purtroppo, il suo incarico scadrà tra pochi mesi.

In questo modo, il commissario Rosario Arena ha dimostrato che è possibile cambiare anche in Sicilia. Ciò che manca a molti amministratori non è tanto l’onestà, ma la capacità manageriale di capire come funzionano gli ingranaggi dei sistemi di gestione e cosa cambiare per rovesciarli con coraggio e determinazione pensando solo all’interesse dei cittadini.