Domenico Sapuppo, dal recupero crediti (“lavoro noiosissimo”) all’assistenza nello sportello legale (“me ne innamorai subito”) e anche a tutore di minori stranieri

 

La Civetta di Minerva, 23 febbraio 2019

Incontriamo l’avvocato Domenico Sapuppo mentre esce dal tribunale di Siracusa.

Qual è la sua esperienza di avvocato dell’immigrazione?

Ho iniziato la mia esperienza al centro Astalli di Catania. È una struttura dei gesuiti altamente organizzata con uno sportello legale oltre a scuola, medico, ecc.; possiamo affermare che è un’organizzazione veramente eccellente. Io in quel frangente volli fare del volontariato, che non avevo mai effettuato, e cercando decisi di compierlo lì. Mi dissero che essendo avvocato potevo aiutarli bene allo sportello legale. Per me in un primo momento quella richiesta sembrò infelice, ma volli provare lo stesso e mi innamorai di quel lavoro volontario. Da ciò capii poco alla volta che era quello il ruolo d’avvocato più consono a me.

Perché, prima in quale settore lavorava?

Al recupero credito dell’Inas assicurazioni. Era un lavoro noiosissimo. Invece nel volontariato scoprii che esisteva questo ramo del diritto, quello dei fondamentali diritti umani internazionali, disciplinati dalla convenzione di Ginevra. Così ho compreso che potevo fare l’avvocato in questo settore giuridico.

Come mai aveva scelto la professione dell’avvocatura se prima le andava stretta?

Quando decisi per i miei studi universitari la preferenza fu verso giurisprudenza. Questa mi piaceva. Poi continuai solo per necessità, ma senza tanta convinzione. Quando scoprii questo settore giuridico, tramite il volontariato, trovai una serie di norme che consentivano a persone che fuggivano dai loro Paesi per guerra, fame, ecc. la tutela. Queste persone avevano diritto all’asilo politico. Poco alla volta mi appassionai a questo. Così mi trovai che di giorno per il mio lavoro di recupero crediti rompevo le scatole alla gente, di pomeriggio facevo volontariato. Poi, avvenne che una parte del settore assicurativo andava male, mentre dall’altro mi appassionavo sempre più al settore dell’immigrazione per cui feci una scelta di campo divenendo avvocato dell’immigrazione che io chiamo “avvocato dei diritti umani”. È più aderente. Per questa decisione ho fatto corsi di formazione e poi ho completato il mio percorso diventando tutore legale. In questa veste ho conosciuto situazioni che mi hanno ampiamente coinvolto, perché quest’attività o la fai con il cuore o non la fai. Da tutore capisco ancora di più che ho fatto la scelta giusta come attività lavorativa.

Nello specifico cosa ci dice su ciò?

Ho avuto tanti minori eritrei e ho partecipato a due ricongiungimenti familiari. Cioè ho accompagnato due eritrei, uno a Berlino e l’altro a Francoforte, tramite il decreto di Dublino voluto dalla commissione, e ho assistito in queste occasioni ad esperienze fenomenali. Questi, poi, mi hanno inviato le foto di matrimonio chi della sorella, ecc.

Come avviene l’attività dell’avvocato nelle pratiche sull’immigrazione?

I ragazzi minorenni che vengono ricevono il permesso per minore età. I maggiorenni non hanno la possibilità di un permesso per lavoro perché ciò è regolato dal decreto flussi che, per me, lascia il tempo che trova.

Perché?

Con questo decreto dovrebbe essere il datore di lavoro a far venire un lavoratore dhttp://www.lacivettapress.it/it/administrator/index.php?option=com_content&view=article&layout=edit&id=3619#all’estero. Ma ciò può valere per lavori stagionali come quelli per un determinato periodo in attività agricola o commerciale. Allora si deve fare la richiesta di permesso per asilo politico. Ciò significa effettuare il C3 che inizia con una lunga trafila, perché è normato dal testo unico sull’immigrazione 286/98 in cui i richiedenti hanno diritto all’assistenza di un avvocato. Quindi si va in commissione ministeriale territoriale che emette un suo parere. Prima dell’ultima legge sulla sicurezza esisteva anche il permesso umanitario che proveniva da una creazione giuridica e c’era molta elasticità e discrezionalità nell’ottenere questi permessi: più facili a Catania meno a Siracusa. Inoltre, davanti ad un esito negativo della commissione prima c’era il ricorso in corte d’appello al tribunale civile di Catania, questo anche per minori, perché si tratta di diritti umani, poi si poteva continuare in un appello di secondo grado. Attualmente, con il decreto sicurezza questo secondo grado è stato eliminato.

È un’attività che conviene economicamente come avvocato?

Per niente, perché la maggioranza di questi casi è a libero patrocinio quindi le spese devono essere rimborsate dallo Stato che con i suoi tempi arriva a pagarci anche due anni dopo. Ma io affermo che sto bene lo stesso. Voglio dire che anche se morirò povero mi sta bene così. Figli non ne ho e questo è un lavoro che mi soddisfa. Quello che ho mi basta. Invece, il rapporto umano che si crea è enorme e ci sono persone che mi hanno parlato di cose incredibili. Tramite questi racconti di vita potrei scrivere libri.

Quante persone ha assistito?

Finora 50 fra minorenni e maggiorenni.

In tanti si pongono una domanda: possiamo accogliere tutti dall’Africa?

Questa domanda, per me, è una speculazione, perché la maggioranza degli immigrati proviene da altri luoghi. La maggioranza giunge in aerei, treni, ecc. non con i barconi. Io dico che bisogna togliere il decreto flussi, perché così com’è non ha senso. Io penso che tutto ciò deve essere gestito. Il flusso migratorio è sempre esistito e nessuno lo può fermare, andrebbe invece governato. Difatti, auspico un permesso di soggiorno di “benvenuto” dove alla persona si dà un permesso iniziale e un determinato tempo per imparare l’italiano e cercarsi un lavoro, perché abbiamo bisogno di lavoratori. L’Italia ha il più basso indice di natalità d’Europa.

Come valuta da catanese il volontariato fra Siracusa e Catania?

Innanzitutto, il cuore delle persone che fanno volontariato è sempre lo stesso, non c’è differenza, perché tutti crediamo nella cultura dell’accoglienza multirazziale e multiculturale a prescindere da ideologie politico/religiose. Devo constatare che a Catania c’è il centro Astalli presente da molto tempo e per questo più radicato sul territorio con un’offerta servizi a 360° gradi (sportello legale, medico, scuola e doposcuola, ecc.) per tutti i migranti. Qui a Siracusa abbiamo Accoglierete una bella struttura, ma che guarda solo ai minori. Comunque, il volontario è essenzialmente altruista. Affermo che la società dovrebbe essere aperta e respirare, non essere chiusa avendo paura di tutti. Oggi la cultura dell’odio deriva proprio dalla paura in cui è immersa la maggioranza della gente.