Nuovi patogeni hanno sviluppato resistenze che rendono complicato il trattamento

 

La Civetta di Minerva, 23 febbraio 2019

“I dati epidemiologici – spiega il dott. Carmelo Iacobello – dicono che si tratta di una malattia in continua evoluzione in quanto si sono registrati oltre135 mila ricoveri nei vari ospedali italiani con un tasso di mortalità importante, del 10% circa. Sono due le fasce d'età più a rischio: i bambini e gli anziani in modo particolare. Questo perché evidentemente la patologia ha avuto un'evoluzione per quanto riguarda gli agenti microbici che sono responsabili delle polmoniti e che sono diventati sempre più resistenti e più difficili da trattare”.

La gestione delle polmoniti, negli ultimi anni, ha subito una radicale revisione a causa di due fattori: la complessità acquisita dagli agenti etiologici e l'aumento dell'età media dei pazienti sempre più anziani, fragili e che presentano comorbità. L'argomento è delicato in quanto, come del resto per tutte le patologie infettive, anche le polmoniti se non vengono trattate con tempestività e con una terapia appropriata, possono essere causa di mortalità. Alla complessità della patologia, poi, si associa, come detto, la fragilità del paziente. Non di rado, infatti, ad essere colpiti sono soggetti geriatrici caratterizzati da instabilità clinica, ridotta riserva funzionale e scarsa, o addirittura nulla, resistenza agli stress. Anche per questo è necessario un approccio multidisciplinare tra microbiologi, infettivologi e intensivisti.

Il nodo cruciale è che sono stati i germi a evolversi grazie anche all'uso indiscriminato che si è fatto negli anni passati degli antibiotici (vedasi lo scorso numero della Civetta), un uso a volte assolutamente inappropriato che ha creato le condizioni perché nuovi patogeni abbiano sviluppato delle resistenze che rendono particolarmente complicato il trattamento.