Sia il popolo a decidere, si organizzi presto un referendum. I Cinquestelle da sempre sono fautori della democrazia diretta, la sindaca lo dimostri

 

La Civetta di Minerva, 23 febbraio 2019

Come universalmente noto, il GNL è altamente infiammabile ed evaporando tende a incendiarsi ed eventualmente esplodere in determinate concentrazioni in volume con l’aria.

In pratica, una quantità “x” di gas liquido rilasciato, ad es., per una perdita in fase di carico o scarico, passando velocemente dalla fase liquida a quella aeriforme si trasforma in una nube di vapore che, essendo freddissima e a densità molto superiore a quella dell’aria atmosferica, rimane negli strati più bassi dell’atmosfera e, trasportata dalle correnti d’aria, si muove a poche decine di metri dal suolo. Il gas comincia a mescolarsi con l’aria e, quando il rapporto aria-gas raggiunge un valore che va dal 5 al 15%, la nube diventa infiammabile e deflagrante.

Considerando che il passaggio dalla fase liquida a quella gassosa implica un incremento volumetrico di 600 volte, è facile comprendere che una piccolissima perdita (ad es. 1 m3 di GNL) in fase di carico o scarico, o a causa di incidente nei serbatoi o nelle condutture, si trasforma in una nube di vapore infiammabile ed esplosivo di 600 m3.

Nel caso del nostro polo petrolchimico gravido di impianti a rischio di incidente rilevante, di serbatoi di carburante e sfere di gas, lo scenario è terrificante. Ecco quali sono i fenomeni fisici legati all’uso del GNL.

Infiammabilità – detonabilità - Una nube di vapori di GNL è potenzialmente soggetta ad innesco quando la concentrazione è compresa tra i limiti di infiammabilità (5 – 15% gas-aria). Una siffatta nube di vapori di GNL – aria, in presenza di innesco, può incendiarsi dando luogo a: Flash-fire: combustione rapida di nubi di vapore; Jet-fire: incendi di getti di vapore prodottisi a seguito di perdite da serbatoi o tubazioni. Il getto di GNL che fuoriesce in atmosfera evapora e si espande simultaneamente, miscelandosi con l’aria (dardi di fuoco); Pool-fire: incendio di pozza o recipienti in seguito a fuoriuscita accidentale di GNL. Il potere emissivo delle fiamme di GNL è particolarmente elevato (circa 200 kW/m2), ragion per cui è necessario provvedere all’opportuno distanziamento da impianti a rischio di incidente rilevante; Roll-over (basculamento): è possibile che nei serbatoi di stoccaggio del GNL si formino due celle stratificate, generalmente come risultato di una miscelazione non adeguata di GNL fresco con un fondo di GNL di densità differente, in seguito ad operazioni di riempimento. I movimenti di convezione all’interno del serbatoio possono causare una rottura della stratificazione in un tempo molto breve con conseguente rapido incremento della velocità di evaporazione dal serbatoio stesso ed emissione di grandi quantità di gas.

Transizione rapida di fase (RPT) - RPT (Rapid Phase Transition - transizione rapida di fase): vero e proprio fenomeno esplosivo senza combustione dovuto al fatto che l’aumento di temperatura del GNL, ad esempio a causa del contatto con un liquido a temperatura differente (come l’acqua), è così rapido da determinare una evaporazione con produzione di vapore a velocità esplosiva.

BLEVE (Boiling Liquid Expanding Vapour Explosion) - Un’esplosione che si ha allorché il GNL, rilasciato improvvisamente in seguito alla rottura del circuito, evapora in modo estremamente rapido con conseguente esplosione fisica.

Ed ecco quali sono gli scenari incidentali riferiti a piccoli impianti di stoccaggio di GNL (< 200 t): rottura pompa criogenica; rottura tubazioni (rigide o mobili) per la movimentazione del GNL nell’impianto; rilascio accidentale di GNL nelle operazioni di carico del serbatoio criogenico (dalla nave al serbatoio criogenico dell’impianto fisso), o per rottura di componenti dell’impianto; innesco di incendio o esplosione del GNL fuoriuscito accidentalmente.

Posto quanto sopra, sono imperative alcune considerazioni. Nella sostanza, si pensa di realizzare nel porto di Augusta e, pertanto, in estrema prossimità al polo petrolchimico più grande, meno manutenzionato e più pericoloso d’Europa, uno stoccaggio di circa 10.000 – 30.000 m3 di gas metano liquido finalizzato al rifornimento di navi e mezzi di terra.

Il progetto induce ad alcune riflessioni: il gas metano viene tenuto allo stato liquido portandone la temperatura a -162°. Ovviamente il rifornimento dello stoccaggio non può che essere assicurato da navi gasiere. Ma tutto ciò è scevro di pericoli per le popolazioni residenti? La risposta è NO per i seguenti motivi: allorché il gas liquido (GNL = gas naturale liquido) arriva a temperatura superiore ai - 162° comincia a diventare aeriforme. Cioè si verifica la rigassificazione. Trasformandosi in aeriforme esso incrementa il suo volume di 600 volte. Cioè un metro cubo diventa 600 metri cubi. La nube di vapore che si forma è freddissima e, per una elementare legge di fisica, fluttua nell’aria a bassissima quota (perché è molto pesante) e viene trasportata dai venti. La nube è altissimamente infiammabile, per cui basta una scintilla per farla deflagrare. Considerato che nella fase di scarico delle gasiere, le perdite di gas sono praticamente inevitabili, c’è da chiedersi cosa ne sarebbe di una nube di gas che viaggia nell’aria ad una cinquantina di metri dal suolo e viene trasportata dal vento sulle torce sempre accese dell’adiacente petrolchimico. Lo scenario è terrificante. Un mostruoso incendio veicolato dall’alto che si abbatte su impianti e serbatoi con un consequenziale effetto a catena sugli impianti viciniori

Contrariamente a ciò che sbandiera chi vorrebbe questo impianto, gli incidenti accadono anche se mai si è sfiorata l’immane catastrofe che si scatenerebbe allorché un simile evento interessasse il nostro polo petrolchimico.

È diritto-dovere delle popolazioni di Augusta, Priolo, Melilli, Siracusa, Floridia e Sortino opporsi con tutte le loro forze e con tutti i mezzi leciti alla realizzazione di questo insano proposito e come l’interesse alla vita vinse sulla Ionio Gas e sul suo codazzo, l’uomo vincerà ancora e salverà ancora una volta la pelle.

Il Comune di Augusta ha un’amministrazione Cinquestelle e il M5S si è sempre professato come fautore della democrazia diretta adottandone, quale migliore strumento, quello del referendum. È, pertanto, consequenziale al credo del M5S chiedere, mediante un referendum consultivo, il parere dei cittadini e ciò noi auspichiamo. D'altronde, la normativa UE in materia di rischio incidentale modificata e integrata dalla Direttiva 2012/18/UE che dal 15 giugno 2015 abroga la direttiva 96/82/CE, tra le principali novità introdotte, enuncia e statuisce aspetti riguardanti le informazioni al pubblico, la consultazione pubblica, la partecipazione ai procedimenti autorizzativi e l’accesso alla giustizia. La consultazione popolare diventa, pertanto, un atto dovuto.