I pazienti psichiatrici restano nel centro di accoglienza, perché l’unico che se ne fa carico è comunque lo Stato. Questi pazienti andrebbero assistiti in case protette per disabili psichiatrici

 

La Civetta di Minerva, 23 febbraio 2019

Un centro di accoglienza è, comunque lo si voglia intendere, un luogo di sofferenza. Lo si potrebbe descrivere come un enorme laboratorio antropologico. Dolore e sindromi post-traumatiche sono assolutamente diffuse. Altro che pacchia! Moltissime le donne vittime di tratta, vittime di violenza, donne e uomini con esiti di torture nelle carceri libiche. Tra tutti il dato più scoraggiante è quello relativo agli ospiti vulnerabili per malattie psichiatriche di natura post traumatiche.

Il Cara di Mineo ospita giovani che non dovrebbero soggiornarvi. Parliamo di pazienti con grave vulnerabilità che per effetti della pessima gestione della seconda accoglienza negli scorsi governi, e per effetto del Decreto Sicurezza che è stato voluto dal Ministro Salvini, se in possesso dell’ex Umanitaria, non hanno diritto all’ex Sprar, oggi Siproimi.

Questo comporta che i pazienti psichiatrici restano nel centro di accoglienza, perché l’unico che se ne fa carico è comunque lo Stato. Questi pazienti andrebbero assistiti in case protette per disabili psichiatrici. Non c’è dubbio. Domanda facile, facile: chi paga le strutture quali le case protette? I comuni. Gli stessi comuni in dissesto specie in Sicilia. Risultato? Torna il problema economico della gestione dell’Immigrazione.

Spieghiamo meglio la questione. Gli immigrati della prima accoglienza sono pressoché tutti richiedenti Asilo Politico. La totalità di essi viene accolta a carico dello Stato. Quando un ospite in possesso del Permesso di Soggiorno valido cinque anni viene dimesso, ha diritto ad un periodo presso l’ex Sprar. Lo Sprar è gestito dal Servizio Centrale, espressione dell’Anci, associazione nazionale dei comuni italiani.

I Minori stranieri non accompagnati vengono accolti per la prima accoglienza a carico dello Stato, mentre per la seconda accoglienza a carico dei comuni. I minori stranieri, a differenza dei minori italiani, costano molto meno, il motivo è da ricercarsi nel fatto che mentre per gli italiani si pagano circa 70 euro al giorno, per gli stessi ragazzi stranieri i comuni non danno più di 45 euro al giorno.

Ma torniamo ai pazienti psichiatrici. Gli stranieri vulnerabili, specie se gravi, sono un enorme peso per le municipalità. Gli ex Sprar non sono attrezzati ad accogliere pazienti con gravi handicap, i comuni non intendono farsi carico dei disabili visto che poi devono pagare la retta mensile ai gestori delle comunità per disabili: alla fine questi sciagurati rimangono in strutture inidonee con un’assistenza inadeguata.

Spesso, molto spesso, i giovani sono i più colpiti dagli esiti della lacerazione culturale e sociale dell’immigrazione. Turbe psicotiche, manie, deliri ed autolesionismo sono assai diffusi. Quando più volte chi scrive si è detto contrario a questo tipo di accoglienza, è stato giudicato alla stessa stregua di un razzista. Col giudizio obiettivo di un addetto ai lavori, il quadro risulta nettamente più chiaro alla luce di quanto raccontato?