Ne scrivono giornali nazionali e quotati critici. C’è in questo figlio di Ortigia, pittore autodidatta e uomo semplice, un frammento dell’anima di questa città

 

La Civetta di Minerva, 9 febbraio 2019

Riconoscibilissimo ormai il suo stile: barche e cavallini rossi e quelle pennellate dai colori vivaci e netti richiamano ormai il nome di Salvatore Accolla. Tra l’altro, da qualche mese anche le barriere new jersey che fanno parte integrante dell’arredo urbano di Ortigia sono diventate delle vere e proprie opere d’arte grazie ai pennelli dell’artista.

Classe 1946, il Ligabue di Siracusa (al pittore ormai definito espressionista, superata l’iniziale etichetta di naïf, lo accomunano le sofferenze e le fragilità psichiche oltre che l’arte) che ama Gauguin e Van Gogh, proviene da una famiglia di pescatori e sono proprio le atmosfere del mare di Ortigia, filtrate dalla sua sensibilità, le protagoniste delle sue opere.

L’interesse di un giornalista de Il Fatto Quotidiano, di Exibart, della critica veronese Daniela Rosi, curatrice internazionale di Arte Irregolare che lo seleziona per la sua prima grande mostra torinese a Palazzo Barolo, “Fuori Serie” e l’impegno del gallerista Benedetto Speranza (invitiamo i nostri lettori a visitare Artigia, l’atelier di via Resalibera, oltre che il sito www.artigia.eu), che lo fa conoscere e lo sostiene, hanno fatto sì che Accolla abbia superato l’ambito locale (i nostri Concetto Gilè e il compianto Corrado Brancato, oltre che Salvo Sequenzia e Antonio Randazzo, tra gli altri, gli hanno dato spazio e attenzione critica) e soprattutto abbia travalicato lo stigma socio-culturale che colpì anche “Al Matt” Ligabue: è stato realizzato un docufilm sulla sua vita e la sua pittura intitolato “ACCOLLA (e il cavallino rosso a Siracusa)”. Regista ne è Paolo Boriani (al suo settimo film, dopo “Faccia Gialla”, il primo film con e su Roberto Saviano e l’ultimo videoclip di Vinicio Capossela, “La bestia nel grano”), che lo ha anche prodotto insieme a K-ROCK Film Studio. Il 30 novembre il film è stato presentato ai "Frigoriferi Milanesi" con Marina Mander e Fabio Santopietro a condurre un dibattito dopo la proiezione, mentre il 6 febbraio scorso il film è stato presentato in anteprima presso il Cineteatro Aurora di Belvedere; i primi 44 acquirenti hanno ricevuto in omaggio una locandina del docufilm con un’opera del maestro Accolla sul retro che rappresenta due colombe.

I vicoli di Ortigia, i volti geometrici cristallizzati in un grido, i tratti metafisici, la firma che fa tutt’uno con l’opera fanno dei dipinti di Accolla un qualcosa in più rispetto alle opere comprate a pochi euro per arredare uno studio o le pareti di un corridoio o per fare da souvenir dopo una visita distratta alle bellezze di Siracusa: se è vero che lo Spirito soffia dove vuole, in questo figlio di Ortigia, pittore autodidatta e uomo semplice è possibile trovare un frammento dell’anima di Siracusa.