Dagli anni ’80 ad oggi tanti milioni sperperati, corsi, ricorsi, sommosse, contenziosi, danni, sprechi, penali, concordati e chi più ne ha più ne metta

La Civetta di Minerva, 9 febbraio 2019


Giorni fa ad Augusta si è svolto un incontro con il commissario nazionale per la depurazione in cui Rolle ha, ancora una volta, presentato il cronoprogramma previsto per la realizzazione dell’ormai tristemente famoso depuratore comunale per le acque della rete fognaria della città. Come si ricorderà (in questo giornale ne abbiamo parlato a più riprese), la storia inizia nella seconda parte degli anni ottanta quando il Comune (allora non sospettato di infiltrazioni mafiose ma sufficientemente fornito di affaristi, speculatori e gente “diversamente operativa”) iniziò, a fronte di un bel gruzzolo di milioni, il percorso incaricando due giovani professionisti di progettare l’intervento; così iniziò una storia piena di corsi, ricorsi, sommosse, contenziosi, danni, sprechi, penali, concordati e chi più ne ha più ne metta, i cui contenuti, i cui responsabili, i cui attori dovrebbero essere oggetto del lavoro dei magistrati della Procura che, se ne avessero voglia, potrebbero chiarirne i contorni; allo stato delle cose esse non sono oggetto di attenzione da parte dei cittadini (sempre di memoria corta) a cui basta dire che sono tutti ladri e che quindi sono tutti colpevoli. Mentre si attende che la Magistratura (anch’essa non immune da macchie - vedi la vicenda SAI 8) batta un colpo per distinguere i criminali dagli imbecilli e dagli incapaci, oggi non si può che prendere atto che la vicenda dà la misura del grado di inconsistenza delle nostre realtà amministrative/politiche, e aspettare la conclusione del lavoro di quest’ultimo commissario. In seguito alla condanna dell’Italia da parte dell’Unione Europea per non aver ancora impiegato i fondi messi a disposizione per la depurazione nel 2016, venne nominato un primo commissario governativo (Vania Contrafatto) che si mise all’opera: verificò lo stato degli atti e, non potendo utilizzare gli uffici regionali perché oggetto anch’essi di commissariamento, si affidò al Ministero per disporre di una struttura tecnica di supporto; venne individuata una società in house dello stesso ministero, la SOGESID (dove, peraltro, operavano anche soggetti legati da vincoli di sangue ad attori in vicende correlate) che valutò la progettazione fin allora eseguita non idonea a superare la procedura di infrazione avviata dalla UE. Ciò accertato (forse un giorno sapremo il perché tanta progettazione è diventata carta straccia, n.d.r.) si pose in essere la verifica dello stato di fatto, ovvero dell’utilizzabilità delle opere già realizzate e la definizione di un progetto esecutivo da affidare in gara. Due cose il commissario affermò con decisione: la prima era che si sarebbe dovuto costruire il depuratore perché quest’opera era finanziata dalla UE e non erano possibili svicolamenti; la seconda che, preliminarmente, sarebbe stato necessario assegnare le verifiche e la fattibilità dell’opera utilizzando il massimo dell’esistente, tenendo conto delle regole del nuovo codice degli appalti nel frattempo entrato in vigore. Negli incontri che ebbe ad Augusta, dopo una serie di specificazioni tecnico/giuridico/finanziarie, concluse che, forse, nel 2019 si sarebbe potuta vedere la luce qualora si fosse riusciti ad ottenere altri 17 milioni di euro per realizzare i due tronconi in cui sarebbe stato diviso l’intervento (Augusta/monte/Brucoli e zona Agnone). Inutile riferire sui rumoreggiamenti dei nostri concittadini e dei loro rappresentanti (che hanno aspettato quasi silenti ed inerti più di 30 anni) a cui tre anni apparvero tempi biblici; poi, sopravvennero nuove vicende e il governo Renzi di fronte alla lentezza delle operazioni nelle varie realtà ove operavano i commissari designati, determinò una svolta, accentrando presso un commissario unico nazionale tutte le pratiche relative alla procedura di infrazione, assegnando al nuovo commissario tempi e responsabilità. A ciò seguirono nuove polemiche e nuovi cazzeggiamenti mentre la città collassava in un degrado sempre più ampio. Qualche mese fa alla Commissione Ambiente all’Ars il commissario Rolle dichiarò che servivano ancora 55 milioni di euro per il depuratore e la rete fognaria di Augusta e in quella sede espose il cronoprogramma che prevedeva l’inizio lavori a luglio 2020 e la fine nel giugno 2022. L’impianto di depurazione sarebbe stato costruito a Punta Cugno e realizzato a fine 2022. Nella realizzazione dell’opera si confermò l’esclusione all’allaccio al depuratore consortile dell’Ias di Priolo vagheggiato da taluni, tornando, così, alla indicazione originaria e azzerando tutte le chiacchiere in cui si erano prodotti vari soggetti nel tempo. In quella sede affermò che solo 30 milioni - l’importo finanziato dal Cipe nel 2012 - erano disponibili, oggi non è dato sapere se sono stati reperiti quelli mancanti. Sempre in quella sede confermò che si sarebbero svolti quattro macro interventi: il primo sugli scarichi dell’Isola e della Borgata, comprensivo di tutte le opere necessarie agli interventi di recupero e potenziamento dell’impianto di trattamento e la condotta di scarico a mare, per un costo di circa 28 milioni; un secondo su Monte Tauro  con un costo complessivo di circa 18 milioni di euro; il terzo la zona di Brucoli, dove sarà intercettato l’attuale scarico e convogliato all’impianto di trattamento di Punta Cugno, con il costo di circa 1 milione di euro; il quarto, infine, avrebbe dovuto riguardare la zona di Agnone, sempre se fosse stata possibile la realizzazione di un servizio di pubblica fognatura da quelle parti, dove la confusione edilizia e le difficoltà operative si presentavano complesse. Analoga comunicazione (milione più milione meno) è stata data ad Augusta nell’incontro di cui si è detto, confermando quanto asserito dalla Contrafatto, ovvero che non si procederà al collegamento alI’IAS, confermando le tempistiche a suo tempo ipotizzate, ovvero l’avvio della gara per la stesura del Progetto Esecutivo entro il 2019, l’avvio dei lavori entro il secondo semestre del 2020, il completamento dei lavori entro il secondo semestre 2022. Sic stantibus rebus, ”fusse ca fusse la vota bbona?”