Dall'alta preistoria ai tempi moderni. Conferenza dell’ex sovrintendente Giuseppe Voza sull’immenso patrimonio culturale del circondario

La Civetta di Minerva, 26 gennaio 2019

Si è tenuto sabato 19 gennaio, presso la Saletta dell'Eco-Museo "Monti Climiti", l'incontro con il Sovrintendente Emerito, prof. Giuseppe Voza sul tema Il territorio di Melilli: archeologia, storia e ambiente; un momento altamente formativo per i soci e simpatizzanti di Italia Nostra che hanno avuto l'onore di ospitare uno degli ultimi epigoni della prestigiosa scuola archeologica siciliana.

Il prof. Voza ha illustrato, con la passione che gli è connaturata, come il territorio di Melilli sia stato per millenni depositario di straordinari valori culturali e ha condotto il folto pubblico presente, in un lungo e interessantissimo viaggio nei luoghi in cui la ricerca archeologica ha documentato la presenza di una serie ininterrotta di apporti culturali che sono alla base della storia e della civiltà occidentali. Il relatore ha dimostrato che nel territorio Melilli si può seguire passo passo la storia dell'antropizzazione dall'alta preistoria ai tempi moderni. Il villaggio trincerato di Stentinello di età neolitica che segna il passaggio dalla cultura della grotta a quella del villaggio, il sito di contrada Petrarao, dove è stata rinvenuta la più antica opera di fortificazione della Sicilia dell'età del Bronzo antico e il sito di Thapsos dove è stato scoperto un abitato datato tra il 15º e il IX secolo a.C. e dove si assiste, per la prima volta, al sorgere del fenomeno protourbano, rappresentano i luoghi più importanti che fanno di Melilli il centro di un'area di altissimo interesse storico-archeologico. Dalla preistoria Voza è passato alla protostoria parlando di un altro sito di particolarissimo interesse quello, cioè, delle necropoli sulle sponde del fiume Marcellino presso Villasmundo. Qui le tombe a grotticella artificiale hanno restituito corredi funerari con manufatti di produzione indigena e materiali d’importazione greca per tutto il corso dell'VIII secolo a.C. Tra questi di rilevanza particolare sono delle ceramiche di epoca precedente alla fondazione delle più antiche colonie greche in Sicilia. Ciò significa che l'isola, in particolare il territorio melillese, fu una delle mete preferite dai "prospectors" greci alla fine del cosiddetto medioevo ellenico.

Infine Voza ha fermato l’attenzione su Pantalica rilevandone le caratteristiche particolari nell'architettura monumentale e funeraria e nella produzione ceramica, cose che dimostrano come si siano tesaurizzati aspetti salienti della civiltà micenea ereditati dal vicino centro costiero di Thapsos. In questo fenomeno Voza ha inquadrato anche l'avvenimento della fondazione di Megara Hyblaea, fiore all'occhiello del territorio Melilli nell'età greca. Si sa da Tucidide che Hyblon, il leggendario re di Pantalica, offrì ai vaganti compagni di Lamis il sito costiero su cui fondarono Megara. Il fatto è visto non come un "beau geste" di un capo indigeno nei confronti di "forestieri", ma come un atto straordinario, conseguenza di antichi, profondi rapporti col mondo greco. Se è così Voza vi scorge "il più antico e significativo gesto di accoglienza" nella dinamica delle vicende migratorie che ancora oggi caratterizzano drammaticamente il Mediterraneo.

Storia e archeologia magistrae vitae, nella esposizione del prof. Voza che non ha avuto remore nell'esplicitare le sue posizioni anche in fatto di questioni ambientali: «Ambiente e industria: vecchio problema sempre attuale. È vero l'ambiente dell'area non è più quello di una volta, paradiso naturale e sede di siti archeologici di primaria importanza, ora spesso sconosciuti o in stato di abbandono. Solo se si volesse, si potrebbe ancora far percepire ciò che possono dire caratteristiche naturali in uno con gli effetti della presenza antropica nel tempo».

E Italia Nostra – Melilli e Legambiente – Melilli hanno tentato di dare una speranza di ottimismo all'amarezza del prof. Voza presentandogli il progetto "Il Turismo per la Difesa e lo Sviluppo del Territorio" del quale il Circolo Timpa Ddieri di Legambiente Melilli è capofila. In seno a questo progetto e in collaborazione, Legambiente e IN Melilli hanno anche organizzato la SERR, hanno sollecitato l'organizzazione e consentito la fruizione della Mostra itinerante su Rosario Carta. «Tale progetto – spiega Federica Formica, socia IN Melilli – è finanziato dalla Presidenza del Consiglio, Dipartimento della Gioventù e della Protezione civile e consentirà a un gruppo di giovani melillesi, di cui faccio parte, di creare una cooperativa turistica con lo scopo di proteggere e rendere fruibili i siti del Petraro, della Timpa Ddieri e dell'area verde del Mulinello ove insiste Tenuta Mandre, studiati a suo tempo dal prof. Voza ».

"Un'occasione forse più unica che rara – sostiene convintamente la prof.ssa Nella Tranchina, presidente della sez. IN Melilli – avere con noi una personalità di pregio qual è quella del Sovrintendente Voza. La provincia di Siracusa vede tutelati i suoi inestimabili tesori grazie all'impegno e alla caparbietà di quest'uomo che ha fatto della sua passione per l'antichità una scelta di vita. Siamo orgogliosi: la presenza a Melilli del prof. Voza ha testimoniato, sebbene non ve ne fosse bisogno, l'importanza del territorio melillese nella storia dell'area che da Catania scende fino a Siracusa, per la sua posizione, per la sua ricchezza, per la sua floridezza. Poterlo ascoltare è stato per tutti un'esperienza indimenticabile. Per tale motivo abbiamo offerto al prof. Voza la tessera di Socio onorario di IN Melilli: per noi un prestigio e un onore sapere socio uno studioso di tale spessore che ha a cuore il nostro territorio".