Francesco Magnano, direttore del Cara di Mineo: “Bisogna essere realisti, non possiamo accogliere tutti i migranti dall’Africa”

La Civetta di Minerva, 26 gennaio 2019

Se è vero, come dice il ministro Salvini, che il CARA di Mineo è destinato a una veloce chiusura come tutte le grandi strutture di accoglienza dei migranti (resta sospeso per mandarli dove e di certo il suo sogno è che spariscano tutti di colpo come gli incubi peggiori al momento del risveglio) l’incarico da direttore di Francesco Magnano, detto Ciccio, collaboratore di questa testata, è davvero precario, eppure vi si è dedicato con enorme dedizione e con la consapevolezza di quanto fosse complessa la gestione di un centro che spesso assomiglia a una pentola a pressione malfunzionante, pronta ad esplodere. Intervistato in questi giorni dalle emittenti nazionali e dai giornali locali sulle “rivolte” nel centro, a noi concede le sue riflessioni sull’argomento, caldo, del decreto sicurezza da poco varato dal governo giallo verde.

Cosa pensi del decreto sicurezza del ministro degli interni?

“Personalmente, per formazione e credo religioso sono orientato all’accoglienza senza se e senza ma, tuttavia dopo un impegno decennale nel campo devo sinceramente ammettere che spesso vi è un malinteso senso di accoglienza, diffuso specialmente nell'area del cattolicesimo e di certa sinistra mondialista secondo cui essa deve essere senza alcun limite. Tutti gli africani debbono poter raggiungere il vecchio continente”.

E tu non condividi.

“Hai idea di quanti siano i soli nigeriani? Sono 190 milioni. Fra trent’anni saranno 250 milioni. Si può immaginare che tutti si trasferiscano in Europa?”

Qual è dunque la tua idea?

“Liberare donne e bambini prigionieri in Libia.  Avviare processi di inclusione attraverso attività di formazione e avvio al lavoro, chiusura del Niger e blocco navale del canale di Sicilia”.

Permettere dunque altri morti in mare? È questo che propone il direttore del Cara di Mineo, fare morire la gente in mare?

“La Civetta è un giornale libero, coraggioso e onesto, dunque disponibile a rivedere le proprie posizioni. Parliamo dei morti in mare.  Dati Unhcr: morti nel Mediterraneo. Nel 2014 i porti erano aperti e vi furono 3.538 tra annegati ritrovati e dispersi.  E nel 2015? 3.771, ancora di più. Nel 2016, 5.096 e nel 2017, 2.681. Adesso ti faccio io una domanda: si muore di più con i governi "per l'accoglienza" o per i governi "fascionazisti e sovranisti" di oggi? Come dico nelle mie relazioni nelle scuole, dobbiamo liberarci da posizioni rigide e sorde. Informarsi prima di giudicare. In un mantra inesauribile si piangono, giustamente, i 120 migranti dispersi in mare. Non so ricordare lo stesso dolore per i 15.000 morti nei quattro anni precedenti”. 

Sei diventato vecchio e cinico.  Una speranza?

“Più che altro mi reputo realista. Se L'Europa è stata sorda per 49 migranti prigionieri in una nave, cosa potrà mai fare per le centinaia di migliaia di persone che vivono in Libia? Le nostre città vivranno momenti bui, veramente difficili. I cittadini stranieri che non vengono accolti sono manodopera africana a buon mercato. I minorenni il miglior business per le piazze di spaccio. Non è questo fare accoglienza. Non nei supermercati o ai semafori a chiedere l'elemosina”.

Che fare dunque?

“Imparare il rispetto della verità. Abbandonare taluni stereotipi e tentare di impedire gli sbarchi. Blocco delle piste del deserto e dell'arrivo in Libia. Non credo sia possibile altro”.