Denunciato dal pm Maurizio Musco, ha subito per dodici anni un “incredibile e assurdo calvario giudiziario”, come scrive Assostampa. La famiglia: “Una gioia triste”

La Civetta di Minerva, 26 gennaio 2019

Dopo 12 anni la Corte di Cassazione ha sancito che 'il fatto non sussiste'. Intanto il cronista è morto. «Solo il destino non gli ha permesso di essere presente per ascoltare la sentenza che ha posto fine ad un incredibile, quanto assurdo, calvario giudiziario», commenta l'Assostampa Siracusa.

«L'assoluzione postuma di Gianni D'Anna, come ha ben detto la sua famiglia, è una 'gioia triste' per quanti gli hanno voluto bene e, più in generale, per l'intera categoria. Solo il destino non ha permesso a Gianni di essere presente per ascoltare la sentenza di assoluzione ('perché il fatto non sussiste') che, dopo 12 anni, ha posto fine ad un incredibile, quanto assurdo, calvario giudiziario». L'Assostampa Siracusa commenta così, in una nota, la notizia dell'assoluzione del giornalista deceduto a dicembre.

«Attendiamo le motivazioni di una sentenza che ha tolto ogni ragionevole dubbio per tornare, eventualmente, nel merito di una vicenda grave e grottesca. La storia di questo processo, avviato per la denuncia di un magistrato, Maurizio Musco, lascia aperti diversi interrogativi che, auspichiamo, possano trovare risposte adeguate nel più breve tempo possibile. L'onore e il decoro di questo pm non sono mai stati messi sicuramente in discussione dagli articoli di Gianni D'Anna», prosegue l'Assostampa.

Il diritto di cronaca e di critica, si legge ancora, «è un principio cardine della nostra democrazia. Se ne facciano una ragione quanti pensano di avvelenare la serenità dei giornalisti con sfilze di querele temerarie, se non assolutamente creative. Si continua a lavorare, senza alcun timore se non quello di non riuscire ad informare coscienziosamente, professionalmente e lealmente i cittadini. Ribadiremo questa nostra convinzione ai vertici della Procura della Repubblica di Siracusa che, in questi anni, è riuscita in una coraggiosa azione di denuncia al proprio interno».