Anime belle e anime morte

Che terra meravigliosa sarebbe la Sicilia se fosse stato costruito non solo il ponte tra Messina e Reggio Calabria, ma anche uno a 12 campate fra Capo Passero e La Valletta e persino un tunnel sottomarino per collegare Mazzara del Vallo a Tunisi. E poi altri aeroporti, almeno uno in ognuna delle province siciliane, nelle quali altresì realizzare casinò a tinchité. Ma sì abbondiamo, abbondandis in abbondandum per dirla con Totò: e quindi porti turistici unni e gghié, pure a Enna che non è bagnata dal mare, così perché ci sconfinfera.

Purtroppo tutto ciò rimane un sogno per colpa dei veri poteri forti, anzi erculei che – ci sia concesso lo scoop – sono i famigerati ambientalisti. Riuniti in associazioni, congreghe e camarille costoro impediscono una sana e consapevole libidine stracantieristica di terra di cielo e di mare, blaterando di minchiatelle tipo la cementificazione delle coste, il deturpamento del paesaggio, l’inquinamento urbano, extraurbano e country, la merdificazione del mare, l’avvelenamento diffuso di acque, piante, animali, umani (e non è escluso extraterrestri di passaggio) riconducibile alle lavorazioni chimiche et similia; tutto ciò sostenuto da quei perditempo di legambientaioli variamente assortiti, con l’aggiunta e la divulgazione di dati pseudo scientifici in combutta con altre categorie della stessa risma. Ad esempio a denunciare il rischio idrogeologico galoppante, che in Sicilia riguarderebbe ben il 70% del territorio, ci si mette anche l’Ordine dei geologi.

Per fortuna a smascherare il pernicioso disegno del permanente complotto ambientalista contro le sorti magnifiche e progressive, provvedono da tempo segugi della vera controinformazione coi controcazzi che nella nostra Sicilia bedda non mancano. Uno dei migliori è l’attempato ma sempre sulla breccia Tony Zermo, firma storica del quotidiano La Sicilia e caparbio sostenitore del ponte sullo stretto, dei casinò a Taormina e Palermo, senza tralasciare rigassificatori, ricerche petrolifere e quant’altro di tutto e di più, compreso il resort incantato che la società Elemata Maddalena vorrebbe costruire a pochi km da Siracusa in località Punta della Mola detta A’ Pillirina, a due passi dal mare/com’è bello sognare abbracciato con te. 

E sogniamo per un attimo anche noi l’ideale modello di sviluppo immaginato dai vari tonyzermi e affini: trivellazioni a go gò nel Canale di Sicilia sputtusànnu il mare per succhiare qualche giacimento residuo di idrocarburi da raffinare a Gela, Priolo, Milazzo – le cui comunità prenderebbero una nuova boccata di ossigeno modificato - che la benzina serve anche alle automobili, le quali un giorno potrebbero finalmente arrivare nella nostra regione mediante il ponte di Messina da realizzare con know how cinese – ben vengano naturalmente pure i resort di lusso per miliardari, sempre a due passi dal mare/a mostrar le chiappe chiare - e se bisogna restringere il perimetro di qualche area naturalistica, pazienza!

Altro che le utopie dei modelli economici alternativi, del turismo ecosostenibile a impatto zero come propugnano gli ambientalisti. Tony Zermo di recente – giusto a proposito della querelle sulla Pillirina - li ha definiti “anime belle”, ossia gente che sta fuori dal mondo reale. Diversamente da imprenditori d’alto bordo come – tanto per fare un nome a caso – il catanese Mario Ciancio che Zermo conosce a menadito essendo il proprio editore-direttore.

Peccato che una trentina d’anni fa a Ciancio e soci andò male l’operazione di cementificare Vendicari con strutture alberghiere e portuali da installare fra i pantani e le dune. Alla fine la lunga battaglia delle associazioni ecologiste sfociò nell’istituzione da parte della Regione della “Riserva naturale orientata oasi faunistica di Vendicari”, visitata ogni anno da centinaia di migliaia di turisti italiani e stranieri. Allora vinsero le anime belle. E persero le anime morte.