Più funzionale e meno cara la zona dello svincolo sud dell’autostrada. Altra pietra tombale sulla Pizzuta è stato il parere del settore Pianificazione del Territorio del Comune

 

La Civetta di Minerva, 8 dicembre 2018

Sette a due. Se fosse una partita di calcio, sarebbe questo il punteggio finale tra la Contrada Pizzuta e il Raccordo autostradale sud; premio in palio l’edificando nuovo ospedale di Siracusa; arbitro il geometra Scarso Salvatore, nominato nel 2012 dall’Asp 8 per una valutazione tecnica sull’area da sottoporre all’esproprio. A fronte degli unici vantaggi di essere, in linea di massima, più facilmente raggiungibile dai residenti del capoluogo e vicina al vecchio nosocomio psichiatrico “da valorizzare in caso di accorpamento per eventuali integrazioni”, l’altra area, contigua allo svincolo, già da allora si presentava più idonea ad accogliere l’ospedale perché avrebbe consentito un notevole risparmio per l’acquisizione dei terreni, una buona accessibilità per gli abitanti degli altri comuni, una pianificazione più razionale dei servizi da realizzare con una notevole riduzione dei costi, l’integrazione con gli altri presidi ospedalieri di Augusta e Lentini sulla stessa direttrice viaria con la possibilità di una collaborazione/rete nell’offerta sanitario-terapeutica, e infine, last but not least, gli spazi per una elisuperficie.

Allora, come oggi, veniva dato rilievo ai differenti costi di esproprio delle aree necessarie (110mila mq) – ai 130 euro a mq della Pizzuta si contrapponevano i 30 euro a mq diverde agricolo: 11 milioni di euro in meno - e in particolare all’eccessiva urbanizzazione dell’intera zona, con difficoltà di accesso superabili, e neanche del tutto, con la realizzazione di un tunnel sotto le mura dionigiane (la mitica park way), di collegamento tra la zona alta e bassa della città, previsto sì anche dal prg del 2007 ma dai costi sicuramente proibitivi e che, soprattutto, nel 1993 (quando si guardò alla Pizzuta per il nuovo ospedale accendendo gli interessi di alcuni privati per quell’area), non poteva tener conto dei vincoli di quel piano paesaggistico che, approvato nel luglio 2017, ha forza normativa prevalente a cui lo stesso strumento urbanistico dovrà uniformarsi quanto prima.

Ben altra la fruibilità dell’ospedale se realizzato presso lo svincolo Siracusa sud: sulla direttrice della statale 124 per gli stessi residenti a Siracusa e nella zona ovest, Floridia Solarino, agevole per i paesi montani, grazie alla maremonti e all’attuale svincolo realizzato per Canicattini, e sulla autostrada 18 di collegamento con la zona industriale, Augusta, Lentini.

Ma il tecnico dell’Asp non si limitava nella sua relazione solo a un problema di viabilità e accessibilità, all’esigenza di creare una rete tra le varie strutture ospedaliere della provincia. Punto di forza delle sue valutazioni era anche la riflessione sulle caratteristiche strutturali del nosocomio che, se costruito al riparo da vincoli territoriali e pregressa urbanizzazione (probabili cause di scelte poco razionali e dispendiose), avrebbero potuto essere veramente in linea con le moderne progettazioni con standard elevati dal punto di vista architettonico, assistenziale, tecnologico e funzionale; per altro, tutto a costi più contenuti.

Valutazioni oggettive e difficilmente confutabili (anche oggi), tant’è che nel febbraio 2014 il sindaco in carica Giancarlo Garozzo e il commissario straordinario Mario Zappia sottoscrivevano una comunicazione inviata all’assessore regionale alla salute Lucia Borsellino nella quale si prospettava la disponibilità a indicare una nuova allocazione per l’ospedale rispetto alla Pizzuta: l’ambito territoriale posto o a nord est o a nord ovest dello svincolo autostradale per Siracusa.

Una proposta che prevedeva una velocizzazione dei tempi perché, per l’acquisizione delle aree, si sarebbe potuto procedere, piuttosto che con lo strumento dell’esproprio per pubblica utilità, con quello della “concertazione urbanistica”, meno onerosa perché basata sulla perequazione, una sorta di “scambio” di aree con accordi tra Comune/Asp e proprietari privati (ipotesi però che potrebbe dar luogo ad altri problemi da non sottovalutare).

Ma a mettere quella che potremmo ritenere, almeno al momento, una pietra tombale sulla Pizzuta è un altro atto, questa volta del Settore di Pianificazione del Territorio del Comune di Siracusa, con il quale, nell’aprile 2016, il dirigente ingegnere Emanuele Fortunato e il capo servizio architetto Nunzio Navarra hanno dichiarato l’improcedibilità tecnico-amministrativa dell’istanza presentata dall’Asp nel 2011 - e “strumentalmente” richiamata nella nota del marzo 2016 (a questa nota risponde l’ufficio così come stiamo riferendo) - per ottenere l’attestazione di conformità urbanistica per la realizzazione del nuovo ospedale.

Senza mezzi termini si ricorda che tale improcedibilità era stata più volte e in più occasioni “rappresentata” all’Asp che non avrebbe mai presentato un vero piano particolareggiato come richiesto, bensì un generico progetto privo dei requisiti di legge, quali “i pareri di rito, ivi compreso, in primis, il parere del Genio Civile” e non aveva neanche “chiesto la sua approvazione, costituente ai sensi di legge dichiarazione di pubblica utilità”.

“L’accertamento di conformità urbanistica – puntualizzano Fortunato e Navarra – sostituisce il rilascio della concessione edilizia per la realizzazione dell’opera pubblica, concessione che non può essere rilasciata dal momento che l’area interessata (quella della Pizzuta, ndr) è assoggettata unicamente ad un regime di attuazione indiretta, necessita quindi preventivamente della predisposizione e approvazione del piano attuativo… Inoltre, in merito alla decadenza dei vincoli preordinati all’esproprio (ricordiamo che sono scaduti nel settembre 2012 avendo durata quinquennale), nel caso si volessero reiterare, l’Asp dovrebbe egualmente redigere il piano particolareggiato d’esproprio, sempre da approvare, nonché produrre gli elaborati afferenti il procedimento di verifica di assoggettabilità a VAS, la relazione geologica e, non ultimo, il calcolo dei costi dell’indennizzo dovuto per tale reitero, pena la nullità della stessa delibera di adozione”.

La nota dell’amministrazione chiude da un lato evidenziando, nel caso si resti alla proposta Pizzuta, la necessità di un serio intervento sulla viabilità di accesso all’area e, dall’altro, “suggerendo”, qualora si optasse per una diversa area, di motivare la decisione in nome “dell’interesse collettivo e del minor costo complessivo dell’opera (costi d’esproprio) e delle infrastrutture viarie di accesso”.

Eppure, nonostante queste “pietre miliari” di un iter che sembra non debba mai concludersi, il 7 luglio del 2017, il consiglio comunale di Siracusa, con la delibera n. 103, ha voluto ribadire l’allocazione del nuovo ospedale “nell’ambito territoriale posto tra viale Epipoli e via Traversa la Pizzuta” integrandola con “le aree libere all’interno dell’ex ONP da destinare a verde e parcheggi” - de plano bellamente sorvolando sul fatto che il vecchio manicomio è sottoposto a vincolo di tutela, quindi di fatto deliberando l’impossibile -.

E pervicacemente,il 14 novembre scorso, in Consiglio è stata reiterata la medesima volontà, questa volta però forse perché incalzati dal paventato rischio della perdita del finanziamento come “minacciato” dal presidente della Regione: un avvertimento che, giorno per giorno, sembra rivelare sempre più il suo carattere esclusivamente mediatico. Non risulta infatti che tali risorse siano già disponibili.